<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<atom:link href="https://www.aikidoryu.it/blog/x5feed.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<title><![CDATA[Aikido Kashin Blog]]></title>
		<link>https://www.aikidoryu.it/blog/</link>
		<description><![CDATA[Il blog di Aikido Kashin Roma: articoli, esperienze e riflessioni sull'Aikido, la pratica, la didattica, i seminari e la cultura che accompagna questa disciplina.]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Wed, 16 Sep 2026 16:49:00 +0200</lastBuildDate>
		<generator>Incomedia WebSite X5 Pro</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[Se entri in guerra hai già perso]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004E"><div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">C’è qualcosa di curioso, e forse anche di un po’ amaro, in certe dinamiche che attraversano il mondo dell’Aikido italiano quando approda sui social.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Passiamo anni sul tatami a parlare di armonia, relazione, ascolto, gestione del conflitto. Impariamo a riconoscere una distanza, ad aspettare un tempo, a non opporre inutilmente forza alla forza. Ci inchiniamo all’altro prima di cominciare e ancora quando tutto è finito.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Eppure, basta prendere in mano un telefono perché, qualche volta, una parte di tutto questo sembri rimanere lì, insieme agli </span><b about="#mwt1" typeof="mw:Transclusion" data-mw="{&quot;parts&quot;:[{&quot;template&quot;:{&quot;target&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;nihongo&quot;,&quot;href&quot;:&quot;./Template:Nihongo&quot;},&quot;params&quot;:{&quot;1&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;'''zōri'''&quot;},&quot;2&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;草履&quot;},&quot;3&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;&quot;}},&quot;i&quot;:0}}]}" style="text-align: start;" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">zōri</span></b><span class="fs12lh1-5 ff1"> lasciati fuori dal tatami.</span><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/coverbolg4.webp"  width="825" height="550" /></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Scorrendo i commenti sotto alcuni video o riflessioni dedicate all’Aikido capita così di incontrare giudizi, correzioni (mai richieste), puntualizzazioni, sarcasmo e quella singolare urgenza di spiegare agli altri come le cose andrebbero fatte, cosa avrebbe veramente detto il Fondatore, quale tecnica funzionerebbe e quale no, cosa sia Aikido e, soprattutto, cosa non lo sia.</span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Beh, sia chiaro, ognuno è libero di pensarla come vuole e &nbsp;il confronto nella vita, può certamente essere prezioso. Ma perché esista davvero un confronto occorre, almeno, che due persone desiderino confrontarsi. E non sempre è così.<br><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Quando si pubblica una riflessione, un video o semplicemente un frammento della propria pratica non si sta necessariamente formulando una domanda. Non c’è, alla fine, un implicito “<b>E voi cosa ne pensate?</b>”. Il fatto che qualcuno abbia un’opinione su ciò che facciamo non comporta necessariamente che tutti abbiano interesse a conoscerla.</span></div><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Personalmente anch’io, come tutti, ho proprie opinioni su moltissime cose che incontro ogni giorno. Eppure riesco abbastanza spesso nell’impresa, non particolarmente eroica, di tenermele per me. Se qualcuno scrive qualcosa che mi interessa, mi fermo a leggerlo; se non mi interessa, continuo per la mia strada. Non per indifferenza, piuttosto per una forma elementare di libertà reciproca.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">I social hanno invece prodotto uno strano fenomeno: il diritto di avere un’opinione sembra essersi lentamente trasformato nell’irrefrenabile <b>bisogno di esprimerla</b>. E talvolta persino nella convinzione che l’altro debba essere interessato ad ascoltarla.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Nel nostro piccolo mondo dell’Aikido il fenomeno assume aspetti persino divertenti. Bastano pochi secondi di un video perché qualcuno sappia già cosa avrebbe dovuto fare chi sta praticando, dove abbia sbagliato e, naturalmente, che cosa sia o non sia il “vero Aikido”. </span></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="ff1">Probabilmente anche il tatami digitale ha i suoi Maestri, &nbsp;la certezza, del resto, è assai più facile da praticare del dubbio.<br></span><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">Poi, quando un contenuto acquista visibilità, inevitabilmente attira persone che cercano, attraverso quel contenuto di puntare un po' di luce anche su sé stessi. Il commento sale allora sulle spalle del post e viaggia con lui. E così, nel desiderio di mostrare ciò che sappiamo, qualche volta finiamo involontariamente per raccontare soprattutto </span><b><span class="fs12lh1-5">chi siamo</span></b><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">I social non hanno inventato bisogno umano di prevalere, di essere riconosciuti, di avere l’ultima parola, ma hanno semplicemente offerto un palcoscenico sterminato. E su quel palcoscenico, si sa, </span><b><span class="fs12lh1-5">il conflitto è il nettare degli dei</span></b><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><img class="image-2 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/coverblogmela.webp"  width="512" height="768" /><span class="ff1">Una contrapposizione genera un commento, il commento una risposta, la risposta una controreplica. Torniamo a vedere se qualcuno ha risposto, ci irritiamo, replichiamo ancora. Pensiamo di utilizzare uno strumento mentre, quasi senza accorgercene, <b>è lo strumento che comincia a utilizzare noi</b>. <br>La suscettibilità, il bisogno di avere l’ultima parola, perfino la rabbia diventano quindi energia che tiene in movimento il meccanismo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Per quel che mi riguarda a questa dinamica cerco, per quanto posso, di sottrarmi e di</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">usare i social senza farmi usare dai social</span><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Trovo infatti singolare che l’Aikido possa prestarsi così facilmente al loro gioco. Passiamo decenni praticando un’arte che ci parla di relazione, armonizzazione e trasformazione del conflitto e poi rischiamo di utilizzare le parole per produrre esattamente ciò che sul tatami cerchiamo di non produrre con il corpo.</span></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Parliamo di musubi, di connessione, di ascolto e magari non ci accorgiamo che un commento, per quanto tecnicamente ineccepibile, possa non aggiungere nulla alla relazione e servire soltanto a stabilire una contrapposizione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">Mi viene spesso spontaneo chiedermi </span><span class="fs12lh1-5">che fine abbia fatto il prezioso<b> reishiki.</b></span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">Il </span><span class="fs12lh1-5">reishiki</span><span class="fs12lh1-5"> non è soltanto l’inchino all’ingresso del dojo, il modo di sedersi o l’etichetta che osserviamo sul tatami. Se così fosse, sarebbe poco più di un cerimoniale. </span></span><span class="fs12lh1-5 ff1">È anche la consapevolezza del modo in cui ci avviciniamo all’altro e, soprattutto, del modo in cui </span><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">entriamo nel suo spazio</span></b><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante una lezione non interrompiamo un Maestro per spiegargli come, secondo noi, dovrebbe eseguire una tecnica. Quando siamo ospiti in un dojo non andiamo per imporre il nostro metodo o la nostra visione della pratica. Entriamo, salutiamo, osserviamo, ascoltiamo e <b>cerchiamo di comprendere</b> ciò che ci viene proposto. <br>Esistono un tempo, un luogo, una misura, esiste il rispetto. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Per quale ragione tutto questo dovrebbe cessare di valere nel momento in cui prendiamo in mano un telefono o accendiamo un pc ?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A questo punto conosco l’obiezione, perché mi è già stata rivolta: “Se pubblichi sui social devi accettare anche le critiche e il dissenso”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Certo, devo mettere in conto che possano esserci. Ma da qui a considerare ogni pubblicazione come un implicito invito al dibattito c’è una certa distanza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E, ancor prima, non sono affatto certo che sia attraverso uno scambio di opinioni che si arrivi necessariamente a comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Infatti sono convinto che molte cose dell’Aikido trovino nella pratica, nell’esperienza e nel tempo un luogo di comprensione assai più fecondo del confronto tra opinioni, soprattutto sui social, dove è fin troppo facile scivolare nella contrapposizione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5 ff1">Personalmente, non sento un particolare bisogno di discutere ciò che pubblico e, soprattutto, non sono alla ricerca di qualcuno da convincere.</span><span class="fs12lh1-5"><span class="ff1">. </span><span class="ff1">Per me pubblicare significa innanzitutto </span></span><b class="ff1"><span class="fs12lh1-5">condividere</span></b><span class="fs12lh1-5 ff1">, a volte promuovere, ma non necessariamente chiedere un parere. Altri potranno pensarla diversamente, come è naturale che sia; esattamente come io posso leggere qualcosa, non condividerla e continuare serenamente per la mia strada.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">Anche questo attiene, almeno per me, alla pratica dell’Aikido: comprendere che non siamo obbligati a entrare in ogni conflitto che ci viene offerto. Anzi, forse una delle cose più difficili da imparare è proprio riconoscere il momento in cui </span><b><span class="fs12lh1-5">non entrarci affatto</span></b><span class="fs12lh1-5">. Perché, come ha detto qualcuno, "</span><b><span class="fs12lh1-5">se entri in guerra hai già perso"</span></b><span class="fs12lh1-5">. Si, hai perso il centro, hai accettato il terreno dello scontro, hai lasciato che fosse qualcun altro a scegliere dove portarti.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Allora mitigare un conflitto non significa necessariamente affrontarlo, risolverlo o vincerlo ma qualcosa di molto più semplice: <b>non nutrirlo</b>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">Sul tatami faccio attenzione a non opporre inutilmente forza alla forza. Nella vita cerco di non lasciarmi trascinare in discussioni che non mi appartengono, e sui social… beh sui social provo a fare lo stesso. </span><span class="fs12lh1-5">Ho un centro, è il mio centro e <b>cerco solo di custodirlo</b>. </span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A volte basta non rispondere, altre volte, se necessario, basta un clic. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5">E oltre si proceda.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Roberto Martucci</span></div><div data-text-align="justify"><br></div><div data-text-align="justify"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><br></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:49:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/coverbolg4_thumb.webp" length="2181439" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?se-entri-in-guerra-hai-gia-perso</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000004E</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Aikido è Arte ]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><div><span class="ff1">Possiamo considerare l’Aikido un’arte?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Chi osserva l’Aikido per la prima volta vede soprattutto due corpi che si muovono. Una persona attacca, l’altra entra, devia, conduce, proietta. È abbastanza naturale, quindi, pensare innanzitutto a una disciplina fisica, a una forma di difesa o, più semplicemente, a una delle tante arti marziali.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Eppure continuiamo a usare proprio quella parola: <strong>arte</strong>. </span><span class="imTACenter fs12lh1-5 ff1">Perché?<br><br></span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/danzanote.webp"  width="850" height="494" /><span class="ff1"></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br>Probabilmente la prima risposta si trova nella tecnica. Come un musicista deve imparare le note, le scale, gli accordi e acquisire una grammatica prima di potersi esprimere liberamente, così chi pratica Aikido trascorre molto tempo imparando movimenti, distanze, tempi e direzioni. All’inizio osserviamo, imitiamo, ripetiamo. Cerchiamo di riprodurre una forma nel modo più corretto possibile e, per molto tempo, è giusto che sia così.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Ma conoscere perfettamente una grammatica non significa ancora avere qualcosa da dire.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Con gli anni può accadere che quei movimenti, tante volte ripetuti, smettano poco a poco di essere soltanto qualcosa da eseguire e diventino un linguaggio. Due persone possono compiere apparentemente la stessa tecnica e produrre qualcosa di profondamente diverso, perché diversi sono i loro corpi, l’età, l’esperienza, la sensibilità e soprattutto il modo di percepire chi hanno davanti. Un po’ come due pianisti che possono suonare le stesse note senza produrre la stessa musica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">La tecnica rimane, naturalmente, ma quasi si nasconde. Diventa meno visibile proprio perché è stata assimilata. E forse è allora che comincia ad affacciarsi qualcosa che appartiene profondamente all’esperienza artistica: <strong>la bellezza</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Troviamo certi movimenti di Aikido semplicemente belli, anche senza saper spiegare bene il perché. Non necessariamente sono quelli più spettacolari o acrobatici, anzi a volte ci colpisce esattamente il contrario: un gesto semplice, essenziale, nel quale per un istante tempo, movimento e intenzione sembrano trovarsi esattamente dove dovrebbero essere.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span><span class="ff1"></span><img class="image-1 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/quadro-copia-ok.webp"  width="638" height="415" /></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Due persone che un momento prima rappresentavano un conflitto sembrano improvvisamente diventare <strong data-start="566" data-end="593">parte di un’unica forma</strong>. Ed è una bellezza particolare, perché non appartiene completamente né all’una né all’altra: <strong>appartiene a ciò che accade tra loro</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">A mio modo di vedere sembra proprio qui che l’Aikido comincia ad assumere connotati di poesia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">La poesia, almeno per come la sento, non consiste semplicemente nel mettere insieme belle parole ma è la capacità, attraverso quelle parole, di muovere qualcosa <em>dentro</em> chi le incontra. E non vedo perché un movimento non possa fare altrettanto. Un corpo può comunicare fermezza o delicatezza, potenza o leggerezza, inquietudine o calma. A volte può persino emozionare chi guarda senza che questi conosca il nome della tecnica o sappia esattamente che cosa stia accadendo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">D’altra parte non abbiamo bisogno di conoscere l’armonia musicale per essere commossi da un brano. Allo stesso modo, non abbiamo bisogno di conoscere l’Aikido per percepire la bellezza di un incontro.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">E l’incontro presuppone un’altra componente che considero profondamente artistica: <strong>la comunicazione</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Nell’Aikido due persone possono dialogare a lungo senza pronunciare una parola: &nbsp;una propone e l’altra ascolta, una modifica qualcosa e l’altra risponde. Una pressione oppure una variazione di direzione o una distanza che improvvisamente si accorcia diventano parti di un vocabolario che non passa attraverso la voce, ma attraverso il corpo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Prima ancora del fare, arriva quindi il percepire e ciò che percepisco modifica ciò che farò.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Ciò significa che nell’Aikido non posso decidere completamente in anticipo quello che accadrà, perché una parte di ciò che sto per creare appartiene inevitabilmente all’altro. Da questo punto di vista l’Aikido assomiglia forse più all’improvvisazione musicale che a un’opera già scritta: conosco la mia grammatica, conosco il mio strumento, ma devo ascoltare quello che sta accadendo adesso.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">E allora <strong>coniugo</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Coniugo il mio movimento con quello dell’altro, la mia intenzione con la sua, la fermezza con la morbidezza, il pieno con il vuoto. Non si tratta di cancellare uno dei due termini per far prevalere l’altro, ma di trovare una forma che riesca, anche solo per un momento, a contenerli entrambi.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Fin qui potremmo quasi dimenticare che stiamo parlando di un’arte marziale ma non possiamo farlo, perché c’è una dimensione dalla quale l’Aikido non può essere separato: <strong>il conflitto</strong>.<br><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><img class="image-2 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/michel.webp"  width="454" height="542" /><span class="ff1">Le sue radici affondano in discipline nate per il combattimento e nel suo linguaggio rimangono l’attacco, la difesa, il pericolo, la distanza e la necessità di decidere e di agire. Eppure l’Aikido è stato spesso definito, quasi paradossalmente, una <strong>“arte della pace”</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">È un’espressione bellissima, ma rischia di diventare retorica se non proviamo a capire che cosa significhi davvero.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">La pace dell’Aikido, infatti, non può essere semplicemente assenza di conflitto, infatti se il conflitto non esistesse, non ci sarebbe nulla da trasformare. L’Aikido comincia esattamente nel momento in cui una condizione di equilibrio è già stata interrotta: qualcuno afferra, colpisce o invade uno spazio, esercita una forza, insomma manifesta un’intenzione oppositiva. Il suo punto di partenza, dunque, non è necessariamente l’armonia, anzi, molto spesso è proprio <strong>la rottura dell’armonia</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Ed è forse questo a rendere l’espressione <em>arte della pace</em> molto meno ingenua di quanto possa sembrare.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">La pace, in questa prospettiva, non è una condizione ideale da immaginare in assenza di contrasti, ma qualcosa da ricercare proprio quando il contrasto è già comparso. Si parte da un evento oppositivo, talvolta persino nefasto, e si cerca, laddove sia possibile, di modificarne il corso.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Se l’altro spinge, non sono necessariamente obbligato a spingere più forte; se invade il mio spazio, non sono necessariamente obbligato a diventare più aggressivo; se cerca lo scontro, posso provare a stabilire una relazione diversa con quella stessa energia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Naturalmente questo non significa essere passivi, né tantomeno arrendevoli. L’Aikido richiede presenza e capacità di entrare occupando uno spazio e, quando necessario, di esprimere un’azione estremamente netta. La trasformazione non consiste nel fingere che l’attacco non esista, ma nel riconoscerlo pienamente senza sentirsi per questo obbligati a restituirlo nella stessa forma.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">E' uno degli aspetti più affascinanti dell’Aikido: <strong>non evitare il conflitto, ma provare a cambiarne la destinazione</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Dall’opposizione può nascere una relazione, dallo scontro la possibilità di un incontro o di una conciliazione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Non sempre sarà possibile, naturalmente, e credo sia importante dirlo, altrimenti l’Aikido rischierebbe di trasformarsi nella promessa ingenua che ogni aggressione possa essere pacificamente ricomposta o che ogni conflitto debba necessariamente concludersi con un abbraccio. No, purtroppo la vita ci insegna che non è così. Esistono situazioni nelle quali occorre semplicemente proteggersi, interrompere un’azione, creare una distanza, impedire che qualcuno possa nuocere.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Ma anche in quei casi emerge una domanda che appare profondamente coerente con l’Aikido: <strong>quanto conflitto sia davvero necessario aggiungere al conflitto già esistente?</strong></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">È questa domanda a rendere meno retorica l’idea di un’arte della pace. La pace non è necessariamente ciò da cui partiamo; può essere la direzione verso cui tentiamo di portare ciò che sta accadendo. Non sempre ci arriveremo, ma possiamo almeno evitare di considerare l’escalation come l’unica risposta possibile.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Allora ecco che il significato della parola <em>arte</em> ritorna e, almeno per me, acquista una luce diversa.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">L’arte, in fondo, ha spesso a che fare con la trasformazione, come il musicista che prende il silenzio e lo trasforma in suono, il poeta che prende parole comuni e riesce a farne emozione, il pittore che prende materia, luce e colore e li trasforma in immagine.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">L’Aikido lavora su una materia ancora diversa e singolare: <strong>la relazione umana nel momento in cui diventa conflitto</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">È quella la materia grezza che riceve, e su quella prova a lavorare.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Cerca di entrare nel disordine senza necessariamente produrne altro, di attraversare una forza senza avere come unico obiettivo quello di spezzarla e di proteggere se stessi senza considerare la distruzione dell’altro l’unica forma possibile di vittoria.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><img class="image-4 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/Andy.webp"  width="616" height="736" /><span class="ff1">Dopo molti anni di pratica, può accadere anche qualcosa che personalmente trovo molto vicino all’esperienza artistica della maturità: si comincia a togliere. Si ricerca meno la forza, diminuiscono i gesti superflui, si attenua la necessità di mostrare. A volte diminuiscono persino le tecniche che sentiamo davvero necessarie. Quello che da giovani avremmo potuto considerare un impoverimento comincia ad apparire, stranamente, come un arricchimento </span><span class="fs12lh1-5 ff1">perché, come accade spesso nell’arte, a un certo punto l’essenziale acquista più valore dell’abbondanza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Allora torno di nuovo alla domanda dalla quale ero partito: perché possiamo definire l’Aikido un’arte?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Non soltanto perché possiede una tecnica raffinata. Lo diventa quando quella tecnica si trasforma in linguaggio e attraverso il corpo impariamo a percepire, ascoltare, e interpretare; quando nell’incontro può comparire qualcosa che riconosciamo come bello; quando un movimento riesce, a volte, a muovere qualcosa dentro chi lo compie e persino dentro chi semplicemente lo osserva.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Soprattutto quando ciò che nasce come opposizione può essere trasformato in qualcosa che, un istante prima, non esisteva.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">E' questo il senso più profondo nel quale riesco a pensare all’Aikido come a un’<strong>arte della pace</strong>: non perché pretenda di eliminare il conflitto dal mondo, ma perché ci abitua a cercare, proprio all'interno del conflitto, una possibilità di trasformazione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Perchè l’arte, in tutte le sue forme, prendendo quel che c’è ci permette di intravedere ciò che potrebbe esserci.<br><br>Roberto Martucci</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:15:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/vangogghino_thumb.webp" length="1113178" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?aikido-e-arte-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000004D</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[RECIPROCI: l'azione che nasce dall'incontro]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Eventi"><![CDATA[Eventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004C"><div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'ultima settimana dello scorso luglio ho avuto il piacere di prendere parte a</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">RECIPROCI</span></strong><span class="fs12lh1-5 ff1">, un progetto del</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.facebook.com/pescaralibertyfestival/" target="_blank" class="imCssLink">Pescara Liberty Festival</a></span></strong><span class="fs12lh1-5 ff1">, ideato da</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">Eleonora Paterniti</span></strong><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">insieme ad</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">Andrea Bosca</span></strong><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un percorso di ricerca e di incontro nel quale regia, recitazione e <a href="https://www.aikidoryu.it/l--aikido.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/l--aikido.html', null, false)">Aikido</a> hanno dialogato intorno a una domanda che mi accompagna da molti anni:</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">quanto sia proprio la relazione con l'altro a dare forma alla nostra azione</span></strong><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><img class="image-2 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/pescara-ok-copia.webp"  width="430" height="585" /><span class="fs12lh1-5 ff1">È un tema profondamente presente nell'Aikido. Nel dojo impariamo che ciò che facciamo non esiste indipendentemente dalla persona che abbiamo di fronte. Un movimento può essere formalmente corretto, ma perdere gran parte del suo significato se non nasce dall'ascolto di ciò che sta accadendo tra noi e l'altro.</span><span class="ff1"></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Non si tratta semplicemente di eseguire qualcosa <em>sull'altro</em>, ma di costruire qualcosa <em>con l'altro</em>.<br><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Ed è proprio su questo terreno che l'incontro con il teatro mi è sembrato particolarmente naturale. Anche sulla scena l'azione nasce nello spazio condiviso, nell'ascolto, nella presenza, nella capacità di percepire ciò che arriva dall'altro e di lasciare che questo modifichi ciò che facciamo.<br><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Per me è stato motivo di grande entusiasmo, e anche di profondo onore, essere stato invitato a condividere questa esperienza con professionisti provenienti da ambiti diversi, portando il mio modesto contributo di oltre cinquant'anni di ricerca e di pratica nell'Aikido.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Quando discipline apparentemente lontane si incontrano senza cercare di sovrapporsi, ciascuna conserva la propria identità, ma può diventare uno strumento attraverso il quale osservare l'altra da una prospettiva nuova.<br><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">È ciò che ho percepito durante RECIPROCI: non l'Aikido inteso semplicemente come insieme di tecniche o movimenti, ma come possibile terreno di ricerca intorno alla <strong>presenza, all'ascolto, alla relazione e alla qualità dell'azione</strong>.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Da molti anni sento che l'Aikido possa offrire un contributo importante anche <strong>al di fuori del dojo</strong>. I suoi principi acquistano un significato ancora più ampio quando proviamo a portarli nel nostro modo di incontrare gli altri, di reagire a ciò che accade e di vivere una relazione.<br><br></span></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/reciproci2-copia.webp"  width="595" height="395" /></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per questo sono particolarmente felice di aver potuto presentare l'Aikido in un contesto come questo, nel quale ha dialogato con il teatro e con la ricerca artistica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Credo profondamente nel valore di questi incontri. Linguaggi differenti possono riconoscere domande comuni e, proprio attraverso le loro differenze, aprire nuove possibilità.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">In fondo, anche questo significa essere <strong>reciproci</strong>: riconoscere che ciò che portiamo può trasformare l'altro, ma anche accettare che l'incontro con l'altro possa trasformare noi.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">È forse questo uno degli insegnamenti più preziosi che continuo a ritrovare nell'Aikido dopo tanti anni di pratica: <strong>la relazione non è semplicemente il luogo nel quale avviene l'azione. È ciò che, momento dopo momento, le dà forma.</strong></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1"><strong><br></strong></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Esprimo la mia gratitudine a <strong>Eleonora Paterniti</strong> per aver immaginato e reso possibile questo incontro e ad <strong>Andrea Bosca</strong> per condividerne il percorso.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="ff1">Porto con me la convinzione che creare occasioni di dialogo tra esperienze, arti e linguaggi differenti non significhi allontanarsi dalla propria strada.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><strong class="ff1">A volte significa comprenderla meglio.</strong></div><div><strong class="ff1"><br></strong></div><div><img class="image-3" src="https://www.aikidoryu.it/images/recoproci-posata.webp"  width="1178" height="708" /><strong class="ff1"></strong></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br><i class="ff1">Grafica e Foto: Simone ed Emanuele Biancofiore</i></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><i class="ff1"><br></i><div data-text-align="center" class="imTACenter"><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 14:21:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/reciproci3_thumb.webp" length="1046830" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?reciproci--l-azione-nasce-dall-incontro</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000004C</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Roberto Martucci Sensei premiato dal V Municipio di Roma]]></title>
			<author><![CDATA[Kashinkai]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/GGDS.webp"  width="469" height="560" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"><i>Per aver dedicato la sua vita all’Aikido e alla promozione dei principi di pace e armonia su cui esso si fonda, e per aver creato una Scuola divenuta sotto la sua guida punto di riferimento internazionale e crocevia di scambio, contribuendo al lustro del territorio</i></span><span class="cf1">”.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Con questa motivazione <b><a href="https://www.aikidoryu.it/aikido-roberto-martucci.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/aikido-roberto-martucci.html', null, false)">Roberto Martucci Sensei</a></b> è stato premiato Sabato 8 Novembre 2025 al <b>Gran Galà dello Sport</b>, dal Presidente del V Municipio Mauro Caliste, dall’Assessore allo Sport Marco Ricci e dal Presidente della Commissione Scuola, Cultura e Sport Maurizio Mattana.<br></span><div><br></div> <div><span class="fs12lh1-5 ff1">Un riconoscimento che celebra non solo il valore tecnico e l’impegno sportivo di Martucci Sensei, ma anche il suo costante lavoro di formazione e diffusione dei valori più profondi dell’Aikido: rispetto, disciplina, inclusione e crescita personale. Nel corso degli anni, la sua Scuola di Aikido ha accolto e formato praticanti di ogni età, diventando un luogo di incontro e cultura, capace di costruire legami e favorire un clima di collaborazione e scambio nel quartiere e oltre.<br><br></span><span class="fs12lh1-5 ff1">Un segnale di apprezzamento pubblico che </span><span class="fs12lh1-5 ff1">non rappresenta certo un punto d’arrivo, ma una tappa nel cammino di un Maestro che continua, giorno dopo giorno, a trasmettere la via dell’Aikido con dedizione, umiltà e profondo spirito di armonia, ispirando chiunque incontri sul suo percorso.</span><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:25:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/image4-cover_thumb.webp" length="409857" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?a-martucci-sensei-il-premio-del-v-municipio</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000004B</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La speranza dell'Aikido]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004A"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La vita, il futuro, la speranza dell'Aikido, ma non solo, sono i ragazzi. Che bello vedere il loro corso riformarsi pian piano, dopo che la logica del profitto ce ne aveva soppresso uno. Che bello vederli sul tatami, che bello poter insegnare e anche apprendere da loro.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/04.webp"  width="1178" height="544" /><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Mettere a disposizione di una scuola pubblica la possibilità di diffondere i solidi principi di pace, lealtà, cooperazione della nostra disciplina è un raro privilegio. &nbsp;In Italia purtroppo rotolano e </span><span class="cf1"></span><span class="cf1">rimbalzano "troppi palloni", sarebbe il tempo che le autorità sportive e scolastiche investissero sulla diffusione anche nelle scuole di sani principi morali e smettessero di promuovere solamente corsi ed iniziative improntati su agonismo, business, coppe e medaglie. Crediamo che l'aikido contenga nel suo interno molto di ciò di cui i ragazzi avrebbero realmente bisogno, in una società che non sa più comprenderli e che molto spesso li ammala proprio con quella che dovrebbe essere la cura.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Noi vogliamo insistere, cercando di fare del nostro meglio ed esortando il sostegno di chi dispone delle opportune sedi logistiche.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/05.webp"  width="1178" height="700" /><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 16:16:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/01_thumb.webp" length="346321" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?la-speranza-dell-aikido</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000004A</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Aikido e bullismo]]></title>
			<author><![CDATA[Kashinkai]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000049"><div class="imTAJustify"><img class="image-5 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/IMG20241018095747-copia.webp"  width="688" height="368" /><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Abbiamo svolto a Roma una presentazione del corso di Aikido presso alcune classi della scuola media G. Massaia. Gli studenti, mostrando grande attenzione e curiosità, hanno seguito con interesse le spiegazioni a loro dedicate, dimostrando vivo coinvolgimento attraverso una serie di domande.</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tra i vari argomenti emersi, uno ha catturato particolarmente l'attenzione: il bullismo, una piaga sociale che purtroppo colpisce diverse comunità giovanili.</span></div></div></div></div></div><div class="imTALeft"><div class="imTALeft"><span class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1">Il bullismo è un fenomeno complesso e spesso sottovalutato, che può manifestarsi in molte forme: dall’aggressione fisica e verbale alla prevaricazione psicologica, fino all’esclusione sociale.</span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Spesso, chi ne è vittima sperimenta una profonda sensazione di impotenza, isolamento e paura. I bulli, al contrario, utilizzano la violenza o il potere per affermare la propria supremazia sugli altri, agendo in gruppo o individualmente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Questo comportamento non solo danneggia chi lo subisce, ma ha effetti negativi anche sull'ambiente scolastico e sociale, promuovendo un clima di sfiducia e insicurezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">È quindi fondamentale affrontare questo problema non solo con interventi punitivi, ma anche attraverso strumenti educativi e preventivi.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/IMG20241018100203-copia-2.webp"  width="397" height="515" /><span class="fs12lh1-5 ff1">Ed è qui che l'Aikido viene a proporsi come un valido strumento per sensibilizzare e contrastare il bullismo. L’Aikido, una disciplina marziale di origine giapponese, non è solo una tecnica di difesa personale, ma un’arte che promuove il rispetto reciproco, l’equilibrio interiore e la ricerca di una risoluzione pacifica dei conflitti. Attraverso il nostro corso, miriamo a trasmettere ai ragazzi non solo le abilità fisiche per difendersi in caso di necessità, ma soprattutto i valori fondamentali dell’Aikido: autocontrollo, rispetto dell’altro e gestione dei conflitti senza l'uso della violenza. Questa pratica insegna infatti a trasformare l’aggressività in energia positiva, portando ad una maggiore consapevolezza di sé e degli altri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante la presentazione, abbiamo spiegato come l’Aikido possa aiutare i giovani a riconoscere le dinamiche del bullismo, a sviluppare fiducia in se stessi e a imparare a gestire situazioni di tensione senza ricorrere alla violenza. In questo modo, ci proponiamo di fornire uno strumento non solo per difendersi fisicamente, ma anche per affrontare il fenomeno del bullismo a livello emotivo e psicologico, creando un ambiente più sicuro e inclusivo all'interno della comunità scolastica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il corso, quindi, si propone non solo come un mezzo per imparare tecniche marziali, ma come un vero percorso di crescita personale, volto a sensibilizzare, individuare e, per quanto nelle nostre possibilità, contrastare l'affermazione del bullismo, offrendo ai ragazzi quegli strumenti per affrontarlo con coraggio e consapevolezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 15:21:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/IMG20241018095808-copia_thumb.webp" length="432181" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?aikido-e-bullismo</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000049</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La resistenza nell'Aikido]]></title>
			<author><![CDATA[Mike Sigman]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Forza, Ki e Resistenza</b></span><span class="fs11lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">di Mike Sigman</span></div></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ho visto qualcuno commentare che non c'è resistenza nell'Aikido, quindi ho pensato di aggiungere alcune osservazioni e riflessioni estemporanee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella foto qui sotto, Tohei sta entrando verso Uke (Endo Shihan N.d.T.), ma non evita la forza in arrivo da Uke: la radica semplicemente (mentre si muove) in modo tale che Uke stia effettivamente spingendo contro il terreno. Tohei e i suoi allievi dimostravano occasionalmente come, anche stando su una gamba, potessero 'radicare' una forza/spinta in arrivo da Uke. Questa è 'resistenza'? Uke può certamente sentire una forza passare attraverso Tohei/Nage, quindi non possiamo dire che 'non usa forza', vero?</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo-e-Tohei.webp"  width="674" height="661" /></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'essenza di tutte le arti marziali 'interne' è l'uso di ciò che è chiamato 'neijin' (che si traduce come 'forza interna' o 'energia interna'): ciò che Tohei sta mostrando è questo neijin (spesso chiamato semplicemente 'jin') e, poiché si allena per esprimere questo neijin in tutto il corpo, in tutte le direzioni, si può capire cosa intenda quando parla di 'estendere il ki' (la forza jin è un sottoprodotto dei tessuti del ki del corpo, quindi a volte la gente la chiama 'ki'). Questo 'neijin' manipolato dalla mente è anche l'essenza della forza del kokyu, dell'aiki nage, e di ciò che le persone nel Taijiquan chiamano 'peng jin'. Comunque la si guardi, è in ogni caso una forza e se può essere percepita allora è misurabile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Stando su una gamba contro una forza in arrivo che Uke percepisce, non possiamo dire 'non sta usando forza', da un lato, mentre dall'altro, poiché Tohei sta dirigendo la sua forza direttamente contro la forza in arrivo da Uke, sta effettivamente fondendo la forza del suo ki con la forza di spinta di Uke, risultando in un equilibrio: quindi ciò che Tohei sta facendo è legittimamente definito 'aiki'.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una forza Aiki che si fonde/combina con la forza di Uke può influenzare l'equilibrio di Uke in diversi modi, incluso semplicemente fermarlo. Naturalmente, Nage potrebbe semplicemente fermare Uke con la forza muscolare, ma questa non è la definizione di 'Aiki Do'. Poiché la maggior parte delle forze nell'Aikido sono applicate con un certo angolo obliquo, spesso pensiamo che non ci sia forza, ma c'è certamente forza nell'Aikido. Auspicabilmente quella forza appartiene al genere del ki, del jin, dell'Aiki, del Kokyu, e così via."</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Comunque, sto solo divagando sull'idea di 'nessuna forza' e 'nessuna resistenza'.</span></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Autore: Mike Sigman</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Articolo originale: &nbsp;<a href="https://www.facebook.com/groups/aikido" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.facebook.com/groups/aikido', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.facebook.com/groups/aikido</a></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Traduzione italiana a cura di Aikido Kashin</span></div><div><br></div><div><br></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 19:15:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Tohei-and-Endo-copia_thumb.webp" length="176195" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?la-resistenza-in-aikido</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000048</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Siamo in missione per conto di O Sensei]]></title>
			<author><![CDATA[M. Grimaldi]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/aikibb1.webp"  width="299" height="271" /><span class="fs12lh1-5 ff1">"Non dimenticateci". &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5 ff1">Con queste parole si chiudeva il comunicato con cui annunciammo, tre anni or sono, di esser costretti a sospendere i nostri corsi dedicati a bambini e ragazzi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo facemmo con la morte nel cuore, sapendo quanto fosse importante e formativo per i più giovani il messaggio dell'Aikido.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">In questi tre anni abbiamo lottato per poter tornare a trasmettere quel messaggio a bambini e ragazzi, cercando una sede che ci permettesse di farlo, ma &nbsp;scontrandoci con una cruda realtà: nelle stanze dei bottoni dello sport, a tutti i livelli, il sostegno maggiore viene di fatto accordato a discipline con connotati agonistici e commerciali, fondate sulla competizione e sulla conquista di coppe o medaglie. &nbsp;Attestati misurabili di una vittoria, insomma.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">"Ho vinto contro...". "Sono più forte di...". "Sono il numero uno".</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Competere, superare, vincere. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma vincere su chi o su cosa?</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Temevamo non ci fosse più posto per una cultura di unione e di relazione piuttosto che antagonismo e competizione, fin quando non abbiamo incontrato sul nostro cammino dei dirigenti che alle medaglie vogliono prediligere i valori, e che credono ancora in una pedagogia fondata sulla cooperazione e l'inclusione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Grazie a questo incontro sarà ora possibile riprendere il cammino interrotto, e portare di nuovo il messaggio di O Sensei anche a bambini e ragazzi, nelle scuole, piantando semi di pace negli adulti di domani.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">E allora oggi quel "non dimenticateci" assume un nuovo significato: "preparatevi al nostro ritorno".</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Perché stiamo tornando, e abbiamo un compito molto importante... siamo in missione per conto di O Sensei !</span></div><div class="imTACenter"><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Aug 2024 10:49:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/aikibb2_thumb.webp" length="65416" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?siamo-in-missione-per-conto-di-o-sensei</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000047</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Camminando accanto a Sensei]]></title>
			<author><![CDATA[Kashinkai]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 ff1">Gli allievi del Dojo Kashin, in occasione del conferimento del 7° Dan al proprio Maestro Roberto Martucci, hanno voluto esprimergli tutto il proprio riconoscimento per il suo Insegnamento con un compendio delle tappe più significative della sua vita sul tatami, elaborato attraverso le voci di coloro che gli sono stati vicino nel corso della sua quasi cinquantennale carriera di aikidoka.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 ff1">Seguendo la tradizione della nostra pratica, la ‘via dell’unione delle energie’, abbiamo scelto di fondere le nostre persone in una sola persona, le nostre sensazioni in un’unica sensazione, le nostre voci in una sola voce, la quale vuole raccogliere in sé l’essenza dell’insegnamento del Maestro. Le testimonianze dei momenti narrati, dagli esordi sul tappeto agli eventi più recenti, sono frutto quindi dell’esperienza accumulata dentro e fuori dal Dojo da molti allievi sia del presente che del passato, i quali, nel corso di tutti questi anni, hanno avuto l’onore di condividere parte del proprio percorso sul tappeto del Kashin. Ci ha uniti il medesimo sentimento di gioia e di profonda gratitudine per quanto ci è stato insegnato.</i></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 ff1">Chi scrive non è nessuno, in particolare, degli allievi del Dojo Kashin: sono tutti loro.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 ff1"><br></i></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.aikidoryu.it/images/bobsenza.webp"  width="850" height="567" /><br></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 ff1"> </i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 ff1"> </i></div><div class="imTACenter"><span class="fs9lh1-5 ff1"><i> &nbsp;Roberto Martucci &nbsp;(picture by courtesy of Klaus Messlinger)</i></span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 ff1"> </i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1982 l’Italia era appena diventata campione del mondo e per noi ragazzini il calcio era ovunque. L’Aikido invece era per gli amanti delle guerre silenziose, senza schiavi né re. <br>Ma dentro il grande raccordo anulare la strada era fatta solo di re o di schiavi e così mio padre mi aveva mandato in una palestra di arti marziali a farmi le ossa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lì incontrai un ragazzo poco più grande, con un sorriso contagioso, gli occhi color cielo e i capelli tanto lunghi da schiaffeggiargli il volto mentre volteggiava sul tappeto. Roberto era cresciuto in un quartiere più centrale del mio, ma anche più malfamato, eppure da adolescente, al posto di tirare cazzotti, aveva preso la strada delle arti marziali e in pochi anni aveva aperto un corso di Aikido.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tutto era cominciato a quattordici anni: finita una lezione del corso di Judo, che non frequentava poi così volentieri, aveva spiato nella porta accanto ed era stato folgorato dalle movenze di una ragazza che faceva volare omoni da cento chili senza quasi toccarli. Aveva deciso che voleva farla anche lui quella cosa. La ragazza era il Maestro Elena Gabrielli e quella cosa, neanche a dirlo, l’Aikido.</span></div><div><div class="imTACenter"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Roberto incarnava un’armonia difficile da ignorare, anche per un ragazzino con il pallone nella testa e così, a dispetto di mio padre che pensava stessi diventando Steven Seagal, entrai a far parte di quel gruppo di ragazzi un po’ svitati e un po’ visionari, che aveva capito di avere qualcosa di prezioso tra le mani.</span></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 ff1"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter fs11lh1-5 ff1"><img class="image-8" src="https://www.aikidoryu.it/images/img010.webp"  width="757" height="519" /><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter fs11lh1-5 ff1"><div><i><span class="fs9lh1-5">Roberto Martucci (1980)</span></i></div></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In quegli anni l’Aikido, soprattutto nell’ambito del Coni, era ancora un affare di nicchia e chi avviava un corso poteva considerarsi a buon diritto un pioniere: per affinare la tecnica, l’unico modo era rubare con gli occhi dai Maestri che visitavano la capitale, come Kawamukai e Tamura. Ma questi, come tradizione voleva, avrebbero aperto con parsimonia il forziere dei segreti, lasciando che il tempo li facesse scivolare giù poco a poco.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Roberto aveva anche un’altra passione, quella per il cinema, tanto che il montaggio dei film divenne prestissimo il suo mestiere. Ma il vero amore era e rimase l’Aikido: non smetteva mai di praticare, nemmeno la domenica, quando spesso trascinava i fedelissimi del Dojo nei parchi e nei cortili, per sperimentare insieme in libertà. <br>Io mi destreggiavo come potevo tra quelle sessioni d’improvvisazione jazz e lo stadio, anche se presto avrei fatto la mia scelta. Per me, in fondo, uno yokomenuchi ben portato era come un tiro a giro sotto l’incrocio e il cerchio magico tra uke e tori assomigliava tanto alla sfera che volava per venti metri e finiva per gonfiare la rete tra palo e portiere: azione e reazione, yin e yang, tutta la vita che scorreva tra un pugno e una carezza.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sensei un calcio a un pallone non l’aveva mai dato: semplicemente non gli interessava. Il confronto per lui era solo sul tappeto, un luogo dove poter aprirsi, consegnarsi all’altro, accettarlo, farsi guidare, farsi sorprendere; poi controllarlo, restituirgli gioia e paura, condurlo e di nuovo aprirsi. Una spirale senza fine, l’enciclopedia umana che scrivevamo giorno dopo giorno, ricercandoci l’uno nell’altro, per tentare di imparare noi stessi. Cosa stava nascendo al centro della danza, qual era il motore che faceva girare tutto, che ci univa nonostante le differenze, questo era presto per saperlo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Venimmo a conoscenza di un Maestro parigino che aveva trascorso diversi anni in Giappone e che possedeva uno stile molto personale, ‘avveniristico’ secondo alcuni. Avrebbe tenuto un seminario a Follonica. Roberto volle andare a vederlo e alcuni di noi lo accompagnarono. Il Maestro francese si presentò sul tappeto con un’eleganza rinascimentale, geometrie cartesiane e una didattica cristallina: allievo diretto del ‘genio dell’Aikido’, Seigo Yamaguchi, aveva le chiavi del forziere e la voglia di farci vedere un po’ della sua luce. Era il 1993 e il suo nome era Christian Tissier.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.aikidoryu.it/images/_MG_0681.webp"  width="758" height="505" /><br></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs9lh1-5 ff1">Christian Tissier</span></i></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per seguirlo ci affiliammo alla UISP, associazione di cui Tissier Sensei era referente tecnico. In Italia il movimento stava crescendo a vista d’occhio, così come il nostro Dojo. Anche Roberto fece la sua parte, contribuendo, insieme ad altri insegnanti regionali, alla formazione del settore Aikido UISP-DO nel Lazio, promuovendo la diffusione della disciplina ed esercitando il ruolo di membro della Commissione Tecnica Nazionale.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Passarono dieci, dodici anni. Per Roberto e anche per noi ‘anziani’, l’Aikido si era finalmente liberato di qualche segreto, diventando più accessibile, mentre il Dojo era più vivo che mai e non smetteva di accogliere entusiasti neofiti. Eppure Sensei, che era sempre stato animato dalla ricerca, sentiva che c’era ancora molto da scoprire. Per lui<span class="cf1"> l</span>’Aikido era da ricercarsi nel mantra dei corpi che entrano in connessione, nella danza che aveva animato le nostre lezioni da tempo immemore, nel dialogo d’amore di cui parlava O Sensei. Quell’equilibrio perfetto tra dare e avere: trascendere lo scontro, trascendere anche la competizione, ricercare l’armonia tra le energie di cui siamo portatori. Ai-Ki-Do: ‘la strada che si percorre fondendo le energie’.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Era il 2005 quando due cinture nere del nord Europa, di passaggio a Roma, vennero in visita nel nostro Dojo. Non ricordo i loro nomi, ma ricordo che si presentarono come studenti di uno Shihan giapponese, anche lui, come Tissier Sensei, allievo diretto di Seigo Yamaguchi. Ricordo anche che, quando si esibirono, fecero il silenzio attorno. I due yudansha sembravano animati da dentro; le linee delle tecniche, che eravamo abituati a vedere come cerchi giotteschi, tondi, perfetti, ma pur sempre con un inizio e una fine, si erano trasformate in spirali interminabili, morbide, flessuose, oserei dire delicate. Chiamarono quello che stavano facendo Kimusubi, letteralmente ‘connessione di energie’. &nbsp;Era l’Aikido che insegnava il loro Maestro, Endo Seishiro.<span class="cf1"> </span>In quel momento gli occhi di Roberto brillarono di nuovo: quanto stava cercando da tempo, aveva finalmente una forma e un nome.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sensei passò alcuni anni diviso tra l’eccitazione per la scoperta e il timore di dare seguito a una felice intuizione, di aprire una porta rimasta a lungo serrata, in una parola di ispirarsi al Maestro giapponese. Nel frattempo, trovò in rete alcuni video di un uchi deshi di Endo Seishiro Sensei, il Maestro tedesco Dirk Müller, il cui stile lo impressionò per eleganza e gentilezza. &nbsp;Decise così di provare a contattarlo, nella speranza che potesse aiutarlo a crescere in quel modo di intendere la pratica.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dirk Müller Sensei si rivelò proprio per come appariva in video, cortese ed estremamente generoso: non solo accettò la richiesta di Roberto infatti, ma andò oltre, dandogli un appuntamento conoscitivo proprio in occasione del seminario successivo di Endo Sensei, che si sarebbe tenuto a Berlino di lì a poco.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La notizia fu accolta con entusiasmo, ma anche con apprensione da Roberto, che era da sempre stato allergico agli aerei. L’occasione, d’altronde, non si poteva mancare, così Sensei riuscì a mettere da parte ogni paura e ricevette finalmente il battesimo dell’aria. Insieme con Giuseppe, la sua ombra fedele, ebbi l’onore di accompagnarlo e di assistere a quanto accadde in quel primo incontro tra lui e lo Shihan.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mentre camminava a bordo tatami, Endo Sensei aveva una luce in volto che negava ogni ruga, a dispetto dei suoi sessantadue anni. Ricordo la severità nel suo sguardo che non smise fino a quando non sentì scendere attorno il silenzio più totale. Stette lì in attesa, per un tempo lunghissimo, imperscrutabile. Gli bastò salire sul tappeto ed omaggiare il Kamiza per mostrare la sua vera statura. Endo Seishiro era una cattedrale. Una cattedrale con le movenze di un felino, giacché nessuno dei suoi movimenti, del busto, delle braccia, delle gambe o dei piedi, sembrava generare alcun rumore. Gli occhi erano costantemente vigili e il suo corpo sapeva muoversi d’improvviso, come quello di un ragazzo. </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A un punto della lezione, con un largo sorriso, si rivolse a Roberto invitandolo ad afferrargli il polso e ad usare forza con entrambe le braccia. Lui tentò con una certa riverenza, quasi con timidezza; poi, incalzato dal Maestro, diede fondo a tutte le sue energie. Non accadde nulla, o almeno così parve. Fino a quando lo Shihan non chiese: "Questa forza va bene per te?". L’istante successivo Roberto era a terra, a tre metri da lui. Il braccio di Endo Sensei era rimasto disteso, le sue spalle basse, il volto sorridente e ironicamente stupito. Roberto invece era attonito: quell’energia sconosciuta,<span class="cf2"> </span>tramandata per almeno tre generazioni, gli era arrivata addosso senza preavviso. E mentre si rialzava, a stento, sapeva già che qualcosa era cambiato per sempre: quel colpo, qualunque fosse la sua origine, era stato il suo secondo battesimo da aikidoka.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.aikidoryu.it/images/_MG_9938.webp"  width="757" height="505" /><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs9lh1-5 ff1">Endo Seishiro</span></i></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Endo Sensei invitò Roberto al seminario successivo e lui non se lo fece ripetere. Quello Shihan non &nbsp;gli stava solo donando una nuova vita sul tappeto, ma stava dissolvendo in lui timori radicati, come prendere l’aereo o esprimersi in una lingua straniera. Roberto visse la seconda esperienza con il Maestro in una condizione estatica, ormai scevra dalla meraviglia e piena invece della consapevolezza di quale sarebbe stata la sua nuova strada: il 'Kimusubi' aveva intaccato la scorza esterna del suo corpo, confermandogli che sotto c’era una linfa con potenzialità ignote. Andavano solo scoperte. Per una mente famelica come la sua, era un punto di non ritorno. Al termine dell'ultima lezione, senza curarsi dell’appoggio da interprete che fino ad allora gli avevo dato, avvicinò Endo Seishiro Sensei e gli espresse la volontà di seguirlo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"> Sbilanciarsi è la capacità di abbandonare appoggi saldi e conosciuti, cercandone di nuovi. È rischioso, perché si può cadere. Ma è l’unico modo per camminare. Roberto l’aveva capito bene e così contattò Christian Tissier, suo Shihan di riferimento, spiegandogli cosa stava maturando in lui. Il Maestro francese comprese e lo accompagnò con signorilità verso il percorso che aveva deciso di intraprendere.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Com’era prevedibile, il nostro Dojo visse una profonda crisi: la pratica si era spostata diversi centimetri sotto l’epidermide e molti dei praticanti fecero fatica a comprenderla. Alcuni, soprattutto tra i più anziani, rifiutarono di mettere in discussione le verità acquisite nel tempo; altri rinunciarono a confrontarsi con quello che non poteva non diventare un lavoro d’introspezione. Di contro, i giovani che venivano iniziati alla pratica ebbero il vantaggio di poter conservare la mente vergine da ogni pur remoto desiderio di agonismo, approcciando l’Aikido come mera arte dell’incontro: ciò che Roberto aveva sempre saputo dovesse essere.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Grazie al continuo sostegno del suo 'senpai' Dirk Müller, con il quale sarebbe nata un’intensa amicizia, e all’aggiunto supporto di un altro futuro sincero amico, il Maestro svedese Jan Nevelius, allievo sia di Tissier Sensei che di Endo Sensei, Roberto trovò il coraggio di chiedere al Maestro giapponese di onorare il nostro Dojo facendoci visita a Roma. Endo Sensei declinò l’offerta con un cortese rifiuto anche se sembrò lasciare aperto un piccolo spiraglio. “Non verrà?” chiesi a Roberto Sensei quando lo vidi comparire dopo essersi congedato dal proprio Maestro. “Chissà”, mi rispose, “forse un giorno”.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Quel giorno, nell’autunno del 2012, arrivò. E trasformò il quartiere che da bambino pensavo fosse dimenticato dal mondo nel cuore pulsante dell’Aikido internazionale, accogliendo praticanti da mezza Europa. Mentre la bandiera nazionale sventolava orgogliosa accanto a quella nipponica, si poteva sentire parlare dal francese all’inglese, dallo spagnolo al tedesco, dallo svedese al polacco, al russo, al giapponese, finanche il sudamericano. </span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> <br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Da quell’anno, Endo Sensei continuò a farci visita annualmente, offrendo la possibilità ai praticanti di tutta Italia di incontrare una testimonianza diretta del messaggio del Fondatore. La sua costante presenza ha attirato l’interesse di altri Maestri e Shihan internazionali, i quali hanno iniziato a condividere con noi il proprio cammino, facendoci visita anno dopo anno. Al contempo, Roberto Sensei ha cominciato a mettere la propria esperienza quarantennale al servizio della comunità aikidoistica europea, tenendo seminari anche fuori dai confini nazionali.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;<br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La pandemia degli ultimi anni ha di fatto rallentato l’attività di Roberto Sensei e ha sospeso le visite di Endo Seishiro Sensei e degli altri Maestri. In questo difficile periodo, il nostro Dojo ha anche dovuto trovare un nuovo assetto, spostandosi dalla sua sede storica, che è stata destinata dai proprietari ad altro uso. Non è certo la prima volta che accade. Cambiano gli spazi e mutano gli eventi; alcuni se ne vanno e altri arrivano, come è normale che sia. È lo spirito che non cambia, è la voglia di imparare, da una parte, e quella di insegnare, dall’altra, che rimangono caparbiamente le stesse.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;<br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi praticare con Roberto Sensei vuol dire interpellare il proprio corpo interno e donarlo; cercare il bene e il male dentro per spingerli fuori, alla ricerca di un tocco o di uno sguardo che provino a fare chiarezza. Alcuni giovani e alcuni tra i visitatori di altre scuole, a volte, si interrogano e ci interrogano sul concetto di marzialità, a loro dire inespressa. ‘Dov’è andata a finire?’ sembrano chiederci. Per alcuni la risposta può essere: in un secolo ormai passato; per altri è la stessa che Roberto trovò a Berlino, con il naso sul tappeto, tre metri lontano da Endo Sensei. Le forze messe in campo dal 'Kimusubi' non tardano a svelarsi a chi vuole liquidarle con sufficienza: i suoi movimenti contengono l’essenza della marzialità, che non viene negata, ma trasfigurata; e forse un giorno trascesa. In favore di cosa? Del rispetto dell’altro, della ricerca di connessione con chi si ha di fronte e con il proprio sé, dentro e fuori dal dojo, con il prossimo, con la natura che ci è madre, con il regalo della vita. Come Roberto Sensei non si stanca di ripetere, l’Aikido non è il fine: è il mezzo. È l’arte marziale che si fa sentiero di conoscenza e di pace, la grande rivoluzione di O Sensei. Una strada che molti Maestri percorrono, ognuno con il proprio cuore e con il proprio tempo. Nessuno è arrivato in fondo, perché il fondo non c’è. Sensei lo sa bene e, nonostante i suoi sessantun anni, non smette di avere fame di imparare e di farsi guidare dal messaggio di Ueshiba e dagli insegnamenti del suo Maestro Endo Seishiro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"> Questa sua instancabile ricerca, unitamente a ciò che ha dato di sé all'Aikido in questi anni, sono tornati a Roberto Martucci Sensei sotto forma del riconoscimento, da parte di Endo Sensei, del 5° e del 6° Dan Aikikai di Tokyo. Più recentemente, gli è invece stato conferito il 7° Dan italiano da parte del Responsabile Nazionale UISP-DO. </span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.aikidoryu.it/images/endo-bob-851x315_3eiqg86k.webp"  width="851" height="316" /><br><span class="fs9lh1-5 ff1"><i>Endo Seishiro - Roberto Martucci (2014)</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Come mi successe dopo il suo incontro con l’Aikido di Tissier Sensei e poi con quello di Endo Sensei, ogni tanto mi ritrovo a fissarlo e a chiedermi: “È cambiato? È sempre lui? È ancora il mio Maestro?” La risposta, negli anni, si ripete: sì, è sempre lui, è rimasto quel ragazzo desideroso con gli occhi color cielo e sa sorridermi allo stesso modo in cui sorride a uno Shihan e allo stesso modo in cui sorride a un principiante che lo incontra<span class="cf2"> </span>per la prima volta sul tappeto. È un uomo che continua a lottare contro le avversità che la vita gli mette di fronte, ma oggi ha qualche catena in meno. Soprattutto è un uomo che continua a desiderare con ardore che il fuoco dell’Aikido gli passi attraverso e che il messaggio di Ueshiba possa raggiungere sempre più persone.</span></div><div class="imTAJustify"><i class="imTACenter fs12lh1-5 ff1"><br></i></div><div class="imTAJustify"><i class="imTACenter fs12lh1-5 ff1"><br></i></div><div class="imTAJustify"><i class="imTACenter fs12lh1-5 ff1">Gli allievi del Dojo Kashin</i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><span class="fs10lh1-15 ff1"><i>Foto di :<br>Klaus Messlinger<br>Susanna Franchetti</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/" class="imCssLink">Home Page Blog</a></span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></div><div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 10:26:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/bobsenza_thumb.webp" length="289354" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?camminando-accanto-a-sensei</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000046</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nostalgia]]></title>
			<author><![CDATA[M. Grimaldi]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000042"><div data-offset-key="et9n9-0-0" class="imTALeft"><img class="image-3 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo-Seishiro.webp"  width="632" height="422" /><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Sarà la nostalgia del Dojo che spinge a rifugiarsi nei ricordi, ma in questi giorni tanti vividi flashback mi riportano all'ultimo seminario di Endo Sensei... mi sembra addirittura di sentire sulla pelle il clima mite di quei giorni di ottobre.</span></div></div></div><div data-offset-key="et9n9-0-0" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="6omea-0-0" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le riunioni dopo lezione per organizzare tutto nei minimi dettagli, la formazione delle squadre, chi-cosa-quando, l'impegno di tutti, il senso di collettività... anche il mezzo infarto che mi venne quando mi fu proposto di occuparmi del suo keikogi (che vedevo come una reliquia).</span></div><div data-offset-key="6omea-0-0" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="8qhha-0-0" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Perfino l'estremo imbarazzo per i cinque minuti di ritardo (dannata lente a contatto...) all'appuntamento all'hotel dove Endo Sensei e il suo gruppo attendevano, la volata in macchina su viale Togliatti, lo sguardo divertito di Roberto Sensei al vedermi scendere piccolo piccolo, desolato e trafelato.</span></div><div data-offset-key="8qhha-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="4mqm7-0-0" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I check dello spogliatoio, gli stuzzichini di frutta secca, le bottiglie d'acqua, l'odore del diffusore di aromi che avevamo messo.</span></div><div data-offset-key="ecd5r-0-0" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il kamiza per le occasioni speciali con i sassolini e i fiori, il montaggio del tatami, le pulizie. Il banchetto dell'accoglienza e il tavolo con l'acqua per i partecipanti.</span></div><div data-offset-key="ecd5r-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="60qv1-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il momento in cui Endo Sensei entrava nel Dojo... non ho mai capito perché, nonostante lo sguardo severo e l'attitudine estremamente composta, sentivo emanazioni positive che mi facevano abbandonare la tensione.</span></div><div data-offset-key="60qv1-0-0" class="imTALeft"><br></div><div data-offset-key="85bk2-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1">E poi quelle sensazioni indescrivibili provate sul tatami, tutta la ricchezza che ha condiviso con noi, la gratitudine che straripava. Lo stupore nell'accorgermi che un Maestro di quella caratura era anche in grado, quando voleva, di far divertire.</span></div><div data-offset-key="85bk2-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="63upt-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'impazienza di tornare sul tatami dopo il seminario per consolidare quei principi, la frustrazione nel rendermi conto che mi sfuggivano prima che riuscissi a farli miei, il parziale conforto nel ricordare che anche O-Sensei diceva "imparate e dimenticate".</span></div><div data-offset-key="63upt-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="170pm-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1">E quella strana sensazione agrodolce, quella soddisfazione mista a nostalgia mentre andava via e noi riportavamo il Dojo al suo stato originale... un po' come quando da piccoli finiva la festa che avevamo organizzato a casa nostra e la mamma ci diceva di mettere in ordine la nostra cameretta.</span></div><div data-offset-key="170pm-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div data-offset-key="3gbvg-0-0" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1">Forse certe esperienze non finiscono mai davvero, restano dormienti per riaffiorare all'improvviso come se le stessimo vivendo di nuovo.<br><br></span></div><div data-offset-key="87jen-0-0"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>Marco Grimaldi</i></span></div><div data-offset-key="87jen-0-0"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div data-offset-key="87jen-0-0"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div data-offset-key="87jen-0-0" class="imTACenter"><br></div><div data-offset-key="87jen-0-0"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div data-offset-key="87jen-0-0"><div class="imTACenter"><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/" class="imCssLink">Home Page Blog</a></span></b></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 21:05:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Endo-Seishiro_thumb.webp" length="561849" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?nostalgia</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000042</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tra cinema e aikido]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Tutta la mia mia vita ha percorso due binari paralleli: il cinema e l'aikido.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Due passioni, due arti, due "botteghe"</span><span class="fs12lh1-5 ff1">. &nbsp;Qualcuno ha detto "come avere moglie e amante", io la vedo invece come avere due mogli non gelose tra loro :) </span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/AikiAvid.webp"  width="850" height="478" /><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ho sempre ritenuto che il montatore di film e l'insegnante di aikido fossero e dovessero rimanere, almeno all'esterno, due argomenti separati, due persone distinte, con vite ed argomenti propri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Queste due parti tuttavia si incontrano spesso in me ed ognuna contribuisce ad arricchire l'altra. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Creatività, ritmo, comunicazione, ispirazione, arte, racconto, armonizzazione, sensibilità, rigore, dedizione, rispetto, comprensione simultanea del testo e del sottotesto, </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Di questi due mondi che si intrecciano, un paio di aspetti mi affascinano particolarmente. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Uno riguarda la constatazione di ricevere immagini girate da un altro (un punto di vista altrui) e l'impegno per renderle quanto più efficaci e comunicative, all'interno di una narrazione composta, fruibile da terzi. Il tutto senza sottrarsi all'intento originale, anzi, cercando di stabilire un contatto con ciò che arriva, insomma fare quello che in aikido è il compito di Tori quando intercetta e conduce l'azione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Raccogliere, connettersi, gestire al meglio ciò che arriva, una piccola meraviglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'altra similitudine la riscontro nella modalità con la quale tutto ciò accade. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Come in aikido due persone si incontrano per dar vita ad uno scambio armonico, per poi tornare a separarsi, così avviene anche nel mio ambito lavorativo, laddove due o più persone condividono, donandosi uno all'altro, tempo ed energie per poi allontanarsi e forse, ritrovarsi un giorno. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si separano ognuna arricchita dall'altra di nuova esperienza e consapevolezza, doti che le aiuteranno in uno scambio successivo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Allegoria di vita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Beh, lo trovo meraviglioso e mi emoziona raccontarlo poichè non lo faccio spesso. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>Roberto Martucci</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/" class="imCssLink">Home Page Blog</a></span></b></div><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 21:22:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/AikiAvid_thumb.webp" length="129252" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?tra_cinema_e_aikido</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000043</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Verità per pochi]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041"><div class="imTAJustify"><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo-2019-1.webp"  width="737" height="491" /></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un giorno parlavamo di acquisizioni, di custodia, di conoscenza e di Aikido, quando Endo Sensei disse : " Non &nbsp;cercare la verità nella moltitudine, questa risiede spesso nelle minoranze". Talvolta quelle parole si affacciano nella mia mente divenendo occasione di riflessione. Può sembrare anacronistico oppure banale ma è</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> sempre stato così dalla notte dei secoli (Barabba docet) e ancor di più oggi che viviamo l'epoca dell'affermazione "social".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo sanno bene gli stratega della comunicazione quando ricorrono ai social per veicolare, con sapiente maestria, informazioni purtroppo non sempre veritiere e talvolta tendenziose e strumentali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo sanno bene i creativi pubblicitari, pervasi in questo periodo pandemico, da improvviso buonismo nei confronti degli italici acquirenti. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">La pubblicità infatti ha smesso di esaltare la convenienza di un prodotto in termini di risparmio o qualità ed è protesa ad avanzare il messaggio solidale contenuto tra le righe dello spot: "guarda come siamo buoni, come condividiamo la tua sofferenza e la tua speranza di rilancio, punta su di noi, insieme ce la faremo".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In un certo senso lo sanno anche le molte figure dogmatiche che nei giorni trascorsi hanno dispensato sapere a go go, a chiunque ed ovunque, salendo su qualsiasi predellino digitale. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Virologi, infettivologi, tuttologhi, opinionisti, guru ed anche "illuminati" aikidoka. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il risultato ? Una grande confusione, tutto ed il suo esatto contrario, quindi il nulla.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ognuno con la sua verità da affermare o rafforzare, al di là di quanto si fosse titolati nel farlo o quanto adeguato o meno ne fosse il contesto. Ognuno alla ricerca del proprio tornaconto, e molto spesso si è avuta la sensazione che l'aspetto più importante, il gol da segnare, fosse il raggiungimento della visibilità e del consenso al netto dei contenuti.<br><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questa è verità ? Cos'è la verità ?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il maestro spirituale indiano Osho (quello vero, non quello delle vignette) in un suo discorso (<em>The Path of the Mystic</em>: </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>talk #16</i></span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>) </i>esprime il seguente pensiero: " </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>La verità non ha mai bisogno di alcun supporto: è sufficiente a se stessa. La verità non necessita né di evidenza né di testimoni.</i></span><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>L’uomo di verità anche avendo l’intero mondo contro di sé, non lo prenderà assolutamente in considerazione, poiché <b>la verità non è qualcosa che dipenda dal numero delle persone che la sostengono</b>. Un singolo uomo può essere nel giusto e il mondo intero nell’errore</i></span><span class="fs12lh1-5 ff1">".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Personalmente credo ci sia bisogno di un grande discernimento, di un gran lavoro per distinguere il vero dal verosimile o dal completamente fasullo e di un territorio adeguato, di competenze reali e comprovate, di esperienza consolidata e di autorevolezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I frutti si mangiano nella stagione della loro maturazione a meno che non si ricorra all'artificio industriale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I frutti, bio, maturano al sole, spesso non hanno un aspetto patinato, alcuni vengono mangiati sugli alberi dagli uccelli, altri cadono o marciscono diventando concime nel terreno e non tutti arrivano a soddisfare le necessità commerciali. <br>E' la natura e la natura è sempre verità, beato chi sa ascoltarla.<br><br>Roberto Martucci</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/foresta1.webp"  width="1230" height="498" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div><div><b><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 May 2020 09:41:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Endo-2019-1_thumb.webp" length="183885" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?verita-per-pochi</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000041</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La forza di un Maestro]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Un maestro non disseta, indica la direzione per l'acqua. Questo sottintende la naturale attitudine proattiva dell'allievo che dovrà divenire il vero maestro di se stesso. <br>Quest'ultimo infatti dovrà impiegare le proprie gambe, il proprio impegno, il suo lavoro ma soprattutto ... dovrà aver la sete.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/Sorgente_del_Gorgazzo_02.webp"  width="1024" height="576" /><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">L'apprendimento è di molto correlato al bisogno, alla curiosità e alla volontà dell'allievo. Possiamo quasi affermare che l'essere buoni allievi richiede maestria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">in alcuni casi il Maestro, che a taluni può apparire incomprensibile, instilla lui stesso la sete, asseta l'allievo per stimolarne la reattività, quindi la ricerca.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Da allievo ho conosciuto tutto questo, ho avuto molta sete ed ho anche trovato sorgenti di acqua cristallina. Sovente dopo essermi dissetato, dopo un pò riparto per il deserto, tornando, con rinnovato bisogno, alla ricerca di ulteriori pozze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Con parole molto appropriate lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati descrive in questo modo il dovere di un maestro : </span><span class="cf1 ff1">"</span><span class="fs11lh1-5 ff1"><span class="cf1"> <i>Il gesto principale del maestro non consiste mai nel riempire la testa dei suoi allievi, nel correggere la loro ignoranza, ma nello scavare dei vuoti nella testa. Scavare vuoti nella testa significa trasformare l'allievo da contenitore passivo, dentro il quale dovrebbe fluire il sapere del maestro, in qualcuno che cerca la verità. Un maestro degno di questo nome insegna quello che sa costeggiando sempre la zona d'ombra di quello che non sa, di quello che sfugge. In questo senso la domanda prevale sempre sulla risposta, lo svuotamento prevale sul riempimento</i>. <i>La forza di un maestro è sempre quella di indicare l’al di là di quello che si sa"</i></span><span class="cf1">. </span>(Lessico Civile)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Anche in Aikido: come le domande sono più significative delle risposte, così la sottrazione assume maggiore rilevanza dell'empimento.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Roberto Martucci</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 May 2020 10:58:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/istock_12538219_medium_thumb.webp" length="83575" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?la-forza-di-un-maestro--</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000003F</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Aikido è inutile ?]]></title>
			<author><![CDATA[Gerald Lopez]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/tohei1-Aikido-Journal.webp"  width="1230" height="692" /><br><div class="imTARight"><i class="fs9lh1-5 ff1">Koichi Tohei - Aikido Journal</i></div><br><b><span class="fs11lh1-5 ff1">L'aikido è inutile come esercizio fisico?</span></b></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Quando ho ricominciato l'Aikido all'età di 60 anni, l'ho sentito. Ho sofferto per 3 mesi, poi mi sono sentito stanco per altri 3 mesi e finalmente, dopo circa 9 mesi, ho iniziato a sentirmi a mio agio con la pratica. Non solo, ho perso 10 kg di peso in eccesso e ho iniziato a sentirmi di nuovo più snello e magro.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">L'Aikido è una meravigliosa forma di esercizio. Costruisce la forza delle gambe e costruisce la forza del centro. Dà un allenamento cardiovascolare da moderato ad alto a qualunque livello si scelga di esercitare. Un'ora di pratica brucia 400-600 calorie o più.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">I miei 16 anni di pratica e insegnamento dello yoga mi hanno fatto capire che l'ukemi (attacco e caduta) è una forma di yoga dinamico. Allunga i legamenti e la fasce e migliora flessibilità ed elasticità. Ora stiamo comprendendo che lavorare con la fasce può avere molti benefici per la salute, da qui le intramontabili pratiche terapeutiche senza tempo dello yoga e del chi kung.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">A 60 anni mi muovo come uno di 40 o 50 anni. Mi sento in forma. <br> Posso toccarmi le dita dei piedi. Tutto senza aver subito danni da urti e tensioni eccessive.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Non solo, conosco persone che hanno praticato l'aikido e la respirazione, che hanno eliminato completamente l'asma e altri disturbi.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Credo che l'Aikido abbia un grande potenziale quale esercizio fisico per grandi e piccini.<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5 ff1">L'aikido è inutile come arte marziale?</b></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 ff1">L'Aikido, se correttamente praticato, sembra "morbido" e quasi una messa in scena. Questo perché, se correttamente praticato, è un'arte di movimento della mente piuttosto che movimento del corpo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Poche persone si rendono conto che l'Aikido è una combinazione di forma e spirito, di corpo e mente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Le tecniche marziali riguardano le tecniche fisiche, cioè il corpo. Ma le arti marziali riguardano qualcosa di più olistico. Se non lo si capisce, non si capiscono le arti marziali.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Il fondatore dell'Aikido, Morihei Ueshiba, ha sempre sottolineato l'aspetto olistico. Parlava di usare le energie e le leggi della natura, lucidare la mente e costruire lo spirito. <br>Ha parlato di estendere il ki, mantenere il centro, praticare gratitudine.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Ha detto che le arti marziali riguardavano l'amore.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Non molti dei suoi studenti hanno capito. Pensavano che stesse parlando da pazzo e le parole non erano importanti. &nbsp;Appena usciti hanno insegnato tecniche. &nbsp;E ora, mezzo secolo dopo la sua morte, milioni di guerrieri della tastiera non capiscono e pensano che l'Aikido sia inutile.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Ciò che Ueshiba insegnò era una forma rivoluzionaria di arte marziale che poteva essere praticata da chiunque. Dimostrò più volte che era potente ed efficace.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Tuttavia i suoi insegnamenti non furono adeguatamente sostenuti e sviluppati per la mente moderna. Di conseguenza, l'Aikido perse la sua reputazione di arte marziale. <br>L'approccio e la comprensione devono cambiare se l'Aikido vuole ristabilirsi come un'arte marziale degna e popolare che può costruire i caratteri della nostra popolazione emergente.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><i>“ Le arti marziali iniziano con gratitudine e finiscono con gratitudine. Se c'è un errore nell'importante punto di partenza, le arti marziali possono diventare pericolose per gli altri e semplicemente brutali arti di combattimento. Lo studente di aikido si sforza veramente di comprendere la natura, di esserne grato per i suoi meravigliosi doni, di rendere il suo cuore il nostro cuore diventare uno con essa”.</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><i>Koichi Tohei</i></span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><br><div><b class="fs11lh1-5 ff1">L'aikido è inutile per l'autodifesa?</b></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 ff1">L'Aikido è stato sviluppato da Ueshiba da una combinazione di pratiche e arti letali, tra cui il Daito-Ryu Jujutsu e la spada. Egli lo ha sviluppato in una forma fluida, ugualmente efficace, ma anche in grado di essere praticato in sicurezza da tutti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">L'essenza dell'aikido non sta nell’ imparare mille tecniche per disabilitare, mutilare o uccidere un attaccante. Si tratta di imparare a mantenere la calma in qualsiasi situazione minacciosa. Questo è probabilmente l'aspetto più critico dell'autodifesa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Sebbene Ueshiba e il suo talentuoso studente, Koichi Tohei, lo insegnarono a metà del XX secolo, fu solo circa negli anni '90 che la ricerca scientifica dimostrò che la calma permette di accedere alla corteccia pre-frontale del cervello, dove lavorano i nostri più intraprendenti ed avanzati processi. &nbsp;Oggi in polizia, ai militari e ai servizi di emergenza, vengono insegnate tecniche per gestire lo stress utili ad affrontare le situazioni in modo appropriato ed efficace.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Nell'Aikido, ci viene insegnato dall’affrontare e trattare forme lievi di minaccia, come afferrare il polso, a forme di minaccia sempre più intense. <br>Le pratiche sono sicure e controllate. Ciò offre al praticante l'opportunità di rafforzare la propria fiducia, mantenere la calma e rilassarsi.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Tohei ha insegnato che è nel rilassamento che possiamo accedere alla nostra piena potenza. <br> Questa potenza non è usata per scontrarsi con la potenza dell'attaccante, ma per guidarlo senza sforzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Quando hai imparato a non resistere o scontrarti con l'attaccante, questo non ha più nulla da attaccare. <br> È come se il suo attacco cadesse nel vuoto. La sua mente, dapprima impegnata a colpirti, il secondo successivo non trova nulla, non ha nulla a cui resistere e quindi viene facilmente guidata. <br> Il suo corpo segue volentieri. Questa è la più alta forma di aikido e richiede molto tempo per essere appresa, poiché prima dobbiamo disimparare cercando di muovere il corpo fisico di qualcuno e lanciarlo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Prima di raggiungere lo stadio avanzato, l'Aikido ti insegna molti modi per uscire da prese, prese, colpi e pugnalate. Molte persone, giovani e meno giovani, hanno raccontato di come hanno disinnescato o sono sfuggiti a una situazione, naturalmente e senza sforzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Il mio insegnante, il sensei Ken Williams, era un giovane quando studiava budo (judo, karate, kendo, aikido) sotto Kenshiro Abbe. Erano i brutti tempi degli anni '50 a Londra, appena un decennio dopo la guerra. Un giorno è stato aggredito &nbsp;da una dozzina di uomini di strada. Disse che non riusciva a ricordare cosa fosse successo, tranne che se ne andò con metà di loro stesi a terra e l'altra metà che scappava.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Non guardare la forma fisica per giudicare se l'Aikido è efficace nell'autodifesa. Vai e pratica sotto un insegnante che capisce l'aikido olistico e dove puoi imparare come coordinare la tua mente e il tuo corpo. Quindi vivrai esperienze che aumenteno gradualmente la tua sicurezza.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Ma se stai cercando l'autodifesa come una scusa per dimostrare e combattere, probabilmente l'Aikido non fa per te.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Tohei ha detto che una persona che vive in modo naturale e integro, non ha bisogno di autodifesa. <br> E’ protetta dal suo stato naturale pieno di risorse. Questo è qualcosa su cui riflettere e comprendere profondamente.<br><br><span class="cf1"><i>“ Quando la tua mente e le tue azioni diventano una cosa sola con la natura, allora la natura ti proteggerà. Non temere nemici ... Non pensare di prevalere sul tuo avversario: pensa piuttosto a prevalere su te stesso. Questa è la vera autodifesa e lo scopo principale dell'allenamento nell'Aikido”.</i></span></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><i>Koichi Tohei</i></span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><br><div><b class="fs11lh1-5 ff1">Aikido come mezzo di trasformazione</b></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 ff1">L'Aikido sembra perdere la sua rilevanza nel 21° secolo, quindi l'aumento della domanda online "L'aikido è inutile?"</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Gli insegnanti di Aikido devono pensarci. Hanno bisogno di guardare la loro pratica e il loro insegnamento. <br> È olistico? Ha integrità? Ha qualche fondamento nella realtà? È trasformativo?</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Per "trasformativo" intendo una pratica che cambia una persona dall'interno verso l'esterno. Trasformativo significa ciò che rivela a una persona l'esperienza di innate risorse, il potere naturale, la capacità di gestire la vita facilmente ed efficacemente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Al giorno d'oggi troppe persone hanno insicurezza. Sono ansiose, depresse, tristi, colpevoli: sono sopraffatte dalle loro emozioni. Sono confuse, non sanno chi sono, cosa vogliono, dove stanno andando. <br> Si sentono deboli e vulnerabili. Abbiamo sempre più una cultura che glorifica il vittimismo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Trasformazione significa trovare il proprio centro. Non si tratta di cambiare chi sei. Si tratta di cambiare la tua esperienza di te stesso e della vita. Si tratta di prendere il tuo posto nell'universo. Si tratta di trovare un luogo di pace e non di contesa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Credo che il messaggio "segreto" di Ueshiba, Abbe, Tohei, Williams e di molti altri fantastici insegnanti di aikido, fosse che l'Aikido è un'arte trasformativa, che potenzialmente trasforma non solo gli individui ma anche le società. La mia esperienza, e l'esperienza di innumerevoli altri aikidoka, è che l'aikido, praticato con una mente aperta e un cuore aperto, è una pratica che non solo costruisce il nostro corpo, ma costruisce anche comprensione e saggezza.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Se riusciamo a coglierlo, l'Aikido può di nuovo diventare un'arte rilevante, rivoluzionaria e socialmente utile quale il suo fondatore immaginava fosse.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><i>“ Nell’ Aikido non ci affidiamo alle armi o alla forza bruta per avere successo: ci mettiamo invece in sintonia con l'universo, manteniamo la pace nei nostri regni, nutriamo la vita e ostacoliamo la morte e la distruzione. Il vero significato del termine samurai è “colui che serve” e aderisce al potere dell'amore”.</i></span></div><div><i class="cf1"><span class="fs11lh1-5 ff1">Morihei Ueshiba</span></i><br><br><span class="fs11lh1-5">Autore: Gerald Lopez</span><br><span class="fs11lh1-5 ff1">Articolo originale: &nbsp;</span><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://mindbodyaikido.com/is-aikido-useless/" target="_blank" class="imCssLink">https://mindbodyaikido.com/is-aikido-useless/</a></span><br><span class="fs11lh1-5">Traduzione italiana a cura di Aikido Kashin</span><br><br><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs11lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div><div><br></div><div><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 16:45:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/tohei1-Aikido-Journal_thumb.webp" length="209207" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?l-aikido-e-inutile--</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000003B</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tutto il resto accade]]></title>
			<author><![CDATA[M. Grimaldi]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Esiste rapporto e rapporto, ma nessuno è &nbsp;paragonabile al rapporto che esiste tra Maestro e discepolo. Tutti gli &nbsp;altri rapporti, perfino il migliore, sono soggetti a condizioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Ad &nbsp;esempio, un rapporto d’amore pretende sempre qualcosa. Il solo rapporto &nbsp;libero da condizioni, da pretese, da richieste, è quello che esiste tra &nbsp;Maestro e discepolo.</span></div><div class="imTAJustify"><div class="fs11lh1-5 ff1">Di &nbsp;fatto è un fenomeno così raro e unico, che non dovrebbe essere inserito &nbsp;nella stessa categoria degli altri rapporti. Solo la povertà del &nbsp;linguaggio ci porta a parlare di rapporto. &nbsp;<br><div class="imTAJustify"><span class="imTACenter fs11lh1-5">È una fusione, è un incontro senza alcuna ragione.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="imTACenter fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/maestro-e-discepolo-800x450.webp"  width="594" height="334" /><span class="imTAJustify fs11lh1-5 ff1">Il &nbsp;discepolo non chiede nulla e il Maestro non promette nulla; tuttavia &nbsp;nel discepolo esiste una sete e nel Maestro esiste una promessa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">È &nbsp;un’intimità nella quale nessuno è superiore e nessuno è inferiore... il &nbsp;discepolo è sempre e comunque femminile, perché il discepolo non è &nbsp;altro che disponibilità, un grembo aperto, pronto a ricevere: è &nbsp;ricettività. E il Maestro è sempre maschile, perché il Maestro non è &nbsp;altro che dare, un donarsi, per l’unico e semplice motivo che il tutto &nbsp;da lui straripa. Deve dare: è una nube carica di pioggia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Come &nbsp;il discepolo è alla ricerca, alla ricerca è il Maestro. Il discepolo &nbsp;cerca un luogo in cui potersi aprire senza alcuna paura, senza alcuna &nbsp;resistenza, senza doversi trattenere. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Un totale abbandono.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">E &nbsp;anche il Maestro ricerca un essere umano capace di accogliere il &nbsp;mistero, pronto a lasciarsi fecondare dal mistero, pronto a rinascere. &nbsp;Esistono molti insegnanti, e ci sono molti allievi. <br><br>Gli insegnanti hanno &nbsp;acquisito un sapere, e possono essere molto dotti, colti, ma nel loro &nbsp;cuore regnano le tenebre; la loro istruzione maschera la loro ignoranza. </span></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ed esistono studenti alla ricerca di quelle conoscenze.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Maestro e discepolo sono un fenomeno completamente diverso. </span><span class="fs11lh1-5 ff1">Il Maestro non dà conoscenze, condivide il proprio essere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">E &nbsp;il discepolo non è alla ricerca di conoscenze, è alla ricerca &nbsp;dell’essere: è, ma non sa chi è. Vuole riconoscersi, vuole mettersi a &nbsp;nudo davanti a se stesso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Il Maestro può fare una cosa molto semplice: creare fiducia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Tutto il resto accade.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Nel &nbsp;momento in cui il Maestro riesce a creare fiducia, il discepolo &nbsp;abbandona le sue difese, i suoi abiti, ciò che conosce. Di nuovo torna &nbsp;ad essere un bambino: innocente, sveglio, vivo. &nbsp;</span><span class="fs11lh1-5 ff1">È un nuovo inizio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Tuo &nbsp;padre e tua madre hanno dato vita al tuo corpo: è una vita che si &nbsp;concluderà con la morte. I tuoi genitori sono responsabili della tua &nbsp;nascita e della tua morte. Anche il Maestro ti dà una nuova nascita, ma è &nbsp;la nascita della consapevolezza, e questa non ha mai fine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Occorre &nbsp;solo un’atmosfera di assoluta fiducia; e in quella fiducia le cose &nbsp;iniziano ad accadere da sole; né il discepolo né il Maestro fanno &nbsp;qualcosa. Il discepolo accoglie ciò che accade. Il Maestro è il veicolo &nbsp;delle forze universali: è simile ad un bambù cavo, che può diventare un &nbsp;flauto. Ma il suono non è del bambù. Al bambù può andare solo il merito &nbsp;di non distruggere quel canto, di lasciarlo fluire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/1509349530681-2093940627-34xd1vwrrlw8t0312p2jgg.webp"  width="568" height="281" /><span class="fs11lh1-5 ff1">Il &nbsp;Maestro è un medium della consapevolezza universale. Se tu sei &nbsp;disponibile, all’improvviso la consapevolezza universale scuote la &nbsp;consapevolezza assopita, la consapevolezza addormentata che esiste in &nbsp;te. Il Maestro non ha fatto nulla. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Tutto accade!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">...........<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Il Maestro si sposta verso il discepolo. </span><span class="fs11lh1-5 ff1">Il discepolo si incammina verso il Maestro.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Prima o poi si incontreranno, è inevitabile. &nbsp;</span><span class="fs11lh1-5 ff1">Non &nbsp;è un incontro fisico, né un incontro mentale. <br>È un incontro di anime, &nbsp;come se all’improvviso avessi avvicinato due candele accese: <br>le candele &nbsp;restano separate, ma le loro fiamme si uniscono, e diventano una sola.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Quando &nbsp;l’anima è una sola, è difficilissimo dire che tra due corpi esiste un &nbsp;rapporto. <br>Non è vero, ma non esiste altra parola: il linguaggio è molto &nbsp;povero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Si tratta di una unione di essenze.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">(Osho Rajneesh, "The Rajneesh Upanishad", settembre 1986)</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></div><div></div></div><div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 22:31:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/maestro-e-discepolo-800x450_thumb.webp" length="25307" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?tutto-accade--</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000038</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sentire il proprio cuore]]></title>
			<author><![CDATA[M. Grimaldi]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">"Come sentite il vostro cuore?"</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> Questa domanda contiene l'insegnamento più importante del seminario romano di Endo Sensei appena concluso.<br> Possiamo praticare con &nbsp;tutto l'impegno e la costanza possibili, ma se non ci fermiamo a &nbsp;riflettere su questo diventeremo probabilmente belli da vedere, forse addirittura "efficaci", ma niente di più.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> "Il vostro cuore è libero?"</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Libero da cosa? Forse da tutte le nostre prefigurazioni, dal pretendere di "indovinare" l'altro. &nbsp;Forse avere un cuore libero vuol dire porsi di &nbsp;fronte all'altro senza aspettative o pregiudizi, dimenticare ciò che crediamo di sapere ed essere pronti ad accogliere con mente serena &nbsp;qualsiasi cosa arrivi .<br> "Non giudicare", "ascolta", mi ripetono sempre i miei senpai.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Se il cuore è libero crollano le barriere costruite dalla mente. &nbsp;Come mi attaccherà o reagirà uke? Quale movimento o tecnica metterà in atto tori ? Non importa, non più: il cuore è libero, pronto a vivere il &nbsp;"qui e ora".<br> Scompare la rigidità, non perché siamo diventati di &nbsp;colpo più bravi, ma perché il nostro stesso corpo percepisce che essa &nbsp;non è più necessaria. Sì inizia a sentire il flusso del ki, ci si può &nbsp;connettere con esso e liberare il nostro.<br> La libertà del cuore ha reso libero anche il corpo. Tutto diventa più naturale, più semplice ...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> "Do not push, do not throw... extend ! Sooooo easy !"</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/endo-2019-g1.webp"  width="1230" height="361" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a><br></span></b><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></div><div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 14:58:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/DSC_1477b_thumb.webp" length="489995" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?sentire-il-proprio-cuore</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000037</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Etichetta e Disciplina]]></title>
			<author><![CDATA[N. Tamura]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Etichetta"><![CDATA[Etichetta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/Tamura.webp"  width="236" height="314" /><span class="fs12lh1-5 ff1">"Lo spirito di gratitudine, di rispetto, di riconoscenza, nascono &nbsp;quando si manifesta l'etichetta, e quando questa viene percepita &nbsp;dall'altro in modo naturale.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> L'etichetta regola allora le relazioni reciproche. La gerarchia si forma spontaneamente quando l'etichetta è rispettata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> &nbsp;Occorre che l'etichetta sia l'espressione dell'umanità del cuore. Non &nbsp;basta piegarsi alla forma. Se il cuore non è abituato al rispetto, la &nbsp;forma sarà allora solo guscio senza frutto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> Bisogna rispettare la &nbsp;personalità degli altri. Le azioni in accordo con le regole &nbsp;dell'etichetta generano un cuore puro ed un atteggiamento nobile. Sono &nbsp;incline a pensare che questo senso di compassione sia semplicemente &nbsp;legato all'armonia e alla pace.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> È questo che va inciso nel proprio spirito per trasmettere l'etichetta e la disciplina."</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Fonte: Nobuyoshi Tamura Shihan, "Etichetta e disciplina"</span><br><br><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTACenter"><b><br></b></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs12lh1-5"><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 09:54:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/nt_thumb.webp" length="710744" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?etichetta-e-disciplina</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000036</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Aikido non è un Arte Marziale]]></title>
			<author><![CDATA[Brian Ericksen]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/sugano.webp"  width="1227" height="351" /><span class="fs11lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><span class="fs11lh1-15 ff1"><b>B.E. - </b></span><span class="fs11lh1-15 ff1">Sensei, ho iniziato a prendere lezioni di Battodo. È stato molto interessante usare una vera spada e tagliare le cose. Dato che l'Aikido viene dalla spada perché non impariamo a usare la spada? Gestire e tagliare con la spada ha dato una nuova comprensione e apprezzamento della tecnica.</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><span class="fs11lh1-15 ff1"><b><br>Sugano Sensei - &nbsp;</b></span><span class="fs11lh1-15 ff1">Completamente indipendenti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><b><br>B.E. - </b></span><span class="fs11lh1-5 ff1">La tecnica della spada e l'Aikido non sono correlate ?? Pensavo avessi detto che l'Aikido viene dalla spada ... <br></span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br>Sugano Sensei - &nbsp;</span></b><span class="fs11lh1-5 ff1">La tradizione marziale giapponese deriva dalla spada ma l'Aikido non è un'arte marziale. L'Aikido è l'Aikido, non arte marziale.</span></div><div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div></div></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><span class="fs11lh1-15 ff1"><b>B.E.- </b></span><span class="fs11lh1-15 ff1">Mi hai detto che l'Aikido non è un'arte marziale. Allora perché può essere usato come arte marziale ? Perché usiamo termini ed esprimiamo l'arte in modo marziale? Perché, ad </span><span class="fs11lh1-15 ff1">esempio quando atterri qualcuno con Irimi Nage, a volte dici "Adesso (tu) schiaccia la testa!" &nbsp;Quando ero un Uchideshi mi ero molto depresso. Dopo, ho usato l'Aikido marziale, ho visto quanto è stato facile. &nbsp;L'Aikido è un'arte marziale.<br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><b class="fs12lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Sugano Sensei - &nbsp;</span></b><span class="fs11lh1-15 ff1">L'Aikido è un cerchio grande che contiene molte cose. Se indichi un punto del cerchio e dici "questo è il cerchio" non hai ragione. Nel momento in cui lo fai vedi solo un punto e non c'è cerchio. L'Aikido è più di un' arte marziale. Di Più. &nbsp;L'Aikido può essere usato come arte marziale ma richiede una mentalità violenta. Ciò non è Aikido.</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 fs11lh1-15 ff1"><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/sugano_fp.webp"  width="602" height="401" /><span class="fs11lh1-15">Q</span><span class="fs11lh1-15">uando ha creato l'Aikido, O Sensei </span><span class="fs11lh1-15">ha rotto la tradizione marziale. L'Aikido è frainteso essere qualcosa di tradizionale. Ciò che O Sensei ha realizzato è stato completamente nuovo. Le arti marziali tradizionali richiedevano la pratica dell'impostazione, forme impostate da praticare. O Sensei ha rotto le forme impostate e ha creato un movimento circolare. Reso spontaneo e non impostato. Lo ha fatto per essere ripetuto, ancora e ancora. In questo è più simile allo sport. La pratica doveva essere spontanea nella ripetizione, come colpire una palla ancora e ancora. Nello sport si possono dare le basi per colpire la palla ma poi si devono esercitare. &nbsp;Negli sport nessuno trascorre tutta la vita ad imparare a colpire ancora e ancora. La palla è già stata colpita. Così in Aikido. L'Aikido dovrebbe essere considerato una pratica fisica più simile allo sport o allo yoga che a un'arte marziale.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><b>B.E.- </b></span><span class="fs11lh1-5 ff1">Sensei, che dire dell'uso della spada e dell'Aikido?<br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><b class="fs12lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Sugano Sensei - &nbsp;</span></b><span class="fs11lh1-15 ff1">Imparare a usare la spada è OK. Come è bene imparare a megliorare l'esercizio della respirazione. O imparare a colpire con le mani o a meditare. Tutto è buono e può contribuire alla comprensione dell'Aikido con equilibrio.</span></div><span class="fs11lh1-15 ff1"><br>Fonte: &nbsp;</span><span class="fs11lh1-15 ff1"><a href="https://medium.com/heaven-and-earth-aikido/day-5-sugano-sensei-remembrance-o-sensei-broke-from-martial-tradition-73ad124bcb17" target="_blank" class="imCssLink">https://medium.com/heaven-and-earth-aikido/day-5-sugano-sensei-remembrance-o-sensei-broke-from-martial-tradition-73ad124bcb17</a></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><br></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-15 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div><div class="imTACenter"><b><br></b></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs12lh1-15"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></span></div><div><span class="fs12lh1-15"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></span></div></div></div></div><a href="https://">https://</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 09:51:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Aikido_07_thumb.webp" length="209983" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?l-aikido-non-e-un-arte-marziale</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000034</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un altro modo è possibile]]></title>
			<author><![CDATA[D. Müller]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><div><span class="fs11lh1-15 ff1">Riportiamo su queste pagine un' acuta osservazione di Dirk Müller sensei riguardo l' Aikido Summer Berlin di cui si è conclusa recentemente la secenda edizione.</span></div></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/Aikido-Summer-Berlin-2019.webp"  width="1237" height="585" /><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs12lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">" Il 2 ° Aikido Summer Berlin è finito e ciò che rimane con me è un sentimento di immensa gratitudine e grande gioia. Vorrei ringraziare tutti voi e condividere alcune delle mie osservazioni.</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Ho visto questi 3 circoli di sviluppo personale e sociale al seminario:</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">1. Pratica intensiva per pulire i nostri corpi e le nostre menti ( "Ciò che hai ereditato da tuo padre/i, rendilo tuo per possederlo.“</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">J.W. v. Goethe )</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">2. Condivisione di ciò che abbiamo capito e di ciò che comprendiamo proprio in questo momento ("Tradizione non significa conservare le ceneri ma mantenere viva la fiamma" &nbsp;Konfuzius)</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">3. iniziare a relazionarsi con altri "principianti di lungo termine" dell'arte con riconoscimento per i loro anni di lavoro. (Cooperazione, scambio, amicizia e mente di principiante tra "insegnanti")</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Durante questi 5 giorni sono stato felice di vedere ridursi il divario tra "studenti“ e "insegnanti“. Tutti hanno praticato insieme e sono entrati in</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">contatto con gli altri. Quindi ciò è più di una spirale di apprendimento / insegnamento in quanto lo stesso processo naturale di Aiki ha iniziato a insegnare a tutti noi.</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Ognuno di noi ha contribuito un po con la propria realtà personale e attuale incarnazione di AIKI ,ovviamente filtrata attraverso i propri sensi e precedenti esperienze.</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Questo ci ha portato tutti alla percezione di molti colori unici che ogni "principiante a lungo termine" ha offerto alla comunità e ci ha dato la possibilità per una espansa e molto colorato esperienza.</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">I miei ringraziamenti vanno a tutti coloro che si sono uniti e sono diventati parte di questa esperienza speciale. &nbsp;Persone amichevoli provenienti da così tanti paesi diversi, insegnanti generosi e di mentalità aperta che hanno gentilmente accettato l'invito".<br><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">........</span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1"><i><br></i></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15"><div class="imTARight"><i class="fs12lh1-15"><span class="fs11lh1-15 ff1">Dirk Müller sensei</span></i></div><i><br></i></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTACenter"><span class="fs11lh1-15 ff1"><br></span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTACenter"><b><span class="fs12lh1-15 ff1">La prossima edizione di Aikido Summer Berlin si svolgerà dal 1 al 5 agosto 2020<br></span></b><br><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-15 ff1">Fonte:</span><b class="fs11lh1-15 ff1"> </b><a href="<iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdirk.muller.5895%2Fposts%2F2870057346341081&width=500" width="500" height="651" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allow="encrypted-media"></iframe>" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-15 ff1">&lt;iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdirk.muller.5895%2Fposts%2F2870057346341081&amp;width=500" width="500" height="651" style="border:none;overflow</span><span class="fs11lh1-15 ff1">:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allow="encrypted-media"&gt;&lt;/iframe&gt;</span></a></div><b><br></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 21:12:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Aikido-Summer-Berlin-2019_thumb.webp" length="294469" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?un-altro-modo-e-possibile</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000033</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo stretching del Cuore]]></title>
			<author><![CDATA[M.Melone]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tutto era pronto. Il Dojo illuminato da &nbsp;un'intensa luce bianca che faceva risplendere la grande distesa verde del &nbsp;tatami, disegnando </span><span class="fs12lh1-5 ff1">il luogo perfetto che avrebbe accolto l'intensa esperienza che di lì a poco avremmo vissuto insieme.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oltre &nbsp;cento praticanti condividevano quello spazio, quasi fuori dal tempo, &nbsp;nella fremente attesa di ricevere gli insegnamenti di colui che è già mito.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/_MG_9534-come-oggetto-avanzato-1.webp"  width="767" height="512" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La &nbsp;concentrazione nell'entrare in noi stessi, ci condusse verso la &nbsp;consapevolezza del corpo e delle nostre possibilità di movimento... pian &nbsp;piano la cedevolezza e una presente morbidezza, cominciarono ad entrare &nbsp;sempre più nella pratica rendendola fluida, serena ed &nbsp;amabilmente gioviale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L' azione diventava sempre meno spigolosa, più morbida, armoniosa, fino a sfociare in una silenziosa, totale, connessione tra praticanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questa intensa &nbsp;relazione avvolgeva tutti gli studenti, andando a confluire e &nbsp;rigenerarsi nell'esempio di Endo Sensei che, in uno stato quasi di grazia, regalava copiose esperienze di vita vissuta nell'Aiki. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La &nbsp;nostra attenzione veniva guidata, costantemente, verso il &nbsp;rapporto armonico che naturalmente sussiste tra le componenti interne &nbsp;dell'essere umano: mente, spirito e cuore, entità diverse e distinte che insieme danno senso alla pratica di ogni aikidoka.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/DSC_9661.webp"  width="767" height="452" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Più &nbsp;si procedeva nella ricerca del punto di equilibrio, più il nostro &nbsp;allenamento diventava corposo ed intenso: tutti gli elementi erano in &nbsp;gioco... &nbsp;sensazioni interne generavano il naturale movimento: nessuna &nbsp;tecnica, tutte le tecniche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'insegnamento &nbsp;di Sensei ci conduceva oltre l'apparenza delle azioni esterne, facendoci &nbsp;superare il concetto di forma fine a se stessa, verso il senso &nbsp;più profondo dell'Aikido.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Estrema &nbsp;importanza si poneva sul "sentire" del praticante, sull'attitudine del &nbsp;proprio Cuore, su come ogni lezione e ogni seminario debba iniziare con &nbsp;un vero e proprio allenamento, una sorta di "stretching" del Cuore che &nbsp;lo renda più duttile e sempre pronto ad accogliere ciò che accade ed &nbsp;accadrà nella nostra esistenza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Molti gli scambi tra praticanti, molti gli scambi con Endo Sensei che concedeva senza riserve ad ognuno di noi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/DSC_9750.webp"  width="767" height="471" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ecco &nbsp;l'esempio che si manifestava nella sua persona: non praticare Aikido ma &nbsp;essere Aikido in ogni situazione, dove lo scambio reciproco sia &nbsp;vissuto come comunicazione di sensazioni, in costante ricerca di unità &nbsp;in un rapporto di ascolto e comprensione.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Partecipazione, organizzazione ed una docenza &nbsp;di mirabile livello che, fondendosi insieme, hanno dato vita ad &nbsp;un'esperienza comune che rimarrà per molto tempo nell'animo di tutti noi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un &nbsp;ringraziamento profondo per questa superba occasione, nella quale Endo &nbsp;Shihan ha riversato l'anima più intima della propria conoscenza.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 20:45:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/_MG_9534-come-oggetto-avanzato-1_thumb.webp" length="95692" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?lo--stretching--del-cuore</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000032</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Shu Ha Ri]]></title>
			<author><![CDATA[S. Endo]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/_MG_0037xfb1.webp"  width="487" height="628" /><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Coloro che imparano l'Aikido devono padroneggiare alcune tecniche di base prima che la pratica possa realizzarsi. A tal fine, le tecniche di base sono ripetute più e più volte da tutti i praticanti del Dojo. </span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Vorrei citare il testo "Kata" (forma), dell'autore &nbsp;Minamoto Ryo-in , e analizzare il processo attraverso il quale si arriva a padroneggiare la "forma". </span></div> <div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div class="ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">"C'è un concetto di" </span><span class="fs12lh1-5"><b>SHU</b></span><span class="fs12lh1-5"> "(persistenza)," </span><span class="fs12lh1-5"><b>HA</b></span><span class="fs12lh1-5"> "(rottura) e "</span><span class="fs12lh1-5"><b>RI </b></span><span class="fs12lh1-5">"(libertà), che descrive come un individuo si impegna nella" forma " per allenarsi.<br><br></span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"</span><b class="fs12lh1-5 ff1">Shu</b><span class="fs12lh1-5 ff1">" è il processo attraverso il quale </span><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">seguiamo le forme fedelmente</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">e cerchiamo di padroneggiare le basi dell'arte. Si chiama fase di apprendimento. </span></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Poiché i grandi maestri hanno fatto un grande sforzo per un lungo tempo per perfezionare la forma, è naturale seguirli. Allo stesso tempo, è inevitabile che mettiamo qualcosa di noi stessi, nella forma finale, e che ci alleniamo dall'interno di questa.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"> Anche se la forma è meravigliosa, è inevitabile che qualcuno non si senta completamente a proprio agio con questa, perché ogni forma nasce da diverse persone che hanno qualità diverse, corpi e esperienze fondamentali di vita.<br><br></span></div> <div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"> Quando &nbsp;approfondiamo l'apprendimento della forma, le difficoltà sorgono naturalmente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A questo punto, sentiamo il desiderio di "<b><span class="cf1">rompere la forma</span></b>", distruggendo la forma che abbiamo dominato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questa è la fase di "</span><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>HA</b></span><span class="fs12lh1-5 ff1">". Tuttavia, "</span><span class="fs12lh1-5 ff1">HA</span><span class="fs12lh1-5 ff1">" non è una fase di lunga durata, dato che non è una situazione supportata da uno spirito di creatività. Quanto più la forma è rotta, tanto più vuoto sentiamo. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Realizziamo che</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> siamo fatti dalla "forma", mentre stiamo rompendo "la forma</span><span class="fs12lh1-5 ff1">". Vogliamo liberarci da questa schiavitù e vogliamo farlo con una mente veramente aperta.<br><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Quando raggiungiamo questo, si è raggiunto lo stadio di "RI".</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"</span><b class="fs12lh1-5 ff1">RI</b><span class="fs12lh1-5 ff1">" è la fase di </span><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">creazione</span></b><span class="fs12lh1-5 ff1"> di nuove forme, quando "c'è la maturità." In questa fase è possibile dimenticare le forme e realizzare ciò che non è forma". </span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div> <div class="ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il numero di coloro che imparano l'Aikidô è aumentato di anno in anno. Anche, quelli che continuano a praticare l'Aikidô stanno aumentando di numero. Mentre i principianti sono chiaramente impegnati nello "Shu", cosa fanno quelli che praticano da tanto tempo? &nbsp;Dove si mettono? Nello "Shu", che è troppo fedele, si tende a cadere in un semplice nome. Nello "Ha", che è accomodante, si potrebbe causare confusione. E nello "Ri", che è imprudente, non ci si può liberare dell'ansia.</span></div></div> <br><span class="ff1"> Seishiro Endo (November, 1998)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">English Translation Arita Reiko<br><br></span><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Traduzione italiana Roberto Martucci</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Foto Susanna Franchetti.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTACenter"><b><br></b></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 09:24:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/shuhari25_thumb.webp" length="12081" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?shu-ha-ri</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000031</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Do e Jutsu]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">C'è un modo di illustrare l'Arte Marziale paragonandola ad una montagna che presenta un lato roccioso, impervio e l'altro collinare, dolce. Un lato in ombra, l'altro illuminato dal sole. Prima di scalarla dobbiamo osservarla e decidere come e dove salire, se per la via più diretta ma ripida o per quella più dolce ma più lunga. Per assumere la decisione dobbiamo quindi comprendere con chiarezza quale vuole essere il nostro obiettivo. Vogliamo concentrarci su quelle che sono le tecniche più opportune e veloci che ci permettano di salire o muoverci tra la rigogliosa natura per conoscerne colori, suoni, profumi osservando i panorami che man mano che ci si presentano ? </span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/do-jutsu-2.webp"  width="767" height="512" /><br></div><div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ecco, il primo caso possiamo paragonarlo al <b>Jutsu</b> (metodo, tecnica) e attiene al mero tecnicismo, al tirocinio, &nbsp;il secondo invece al <b>Do</b> (via, cammino) percorso completo, esperienza di realtà, viaggio nel qui ed ora, laddove è il percorso la vera meta.</span></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/samurai.webp"  width="424" height="326" /><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Quando i Samurai erano una classe militare le loro arti marziali perseguivano fini pratici utili ad attaccare e/o difendersi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con l'era Edo, nota anche come <b>era Tokugawa </b>(1603-1868) il Giappone divenne un paese più "pacifico" e i Samurai persero gradualmente la loro funzione militare divenendo dei semplici <i>rōnin</i> che spesso si abbandonavano a saccheggi e barbarie.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In questo contesto molti maestri cercarono di non far scomparire le loro arti millenarie trasformandole in qualcosa di diverso, di più utile alla mente e allo spirito.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Fu così che O' Sensei Morihei Ueshiba creò l'Aiki-Do dalla micidiale Aiki-Jutsu, il M° Kano il Judo dal più pericoloso Ju-Jutsu. </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo Iai-Jutsu si trasformò in Iai-Do, il Ken-Jutsu in Ken-Do.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Non essendoci più nessuno da abbattere a dal quale difendersi, si utilizzarono quindi quei linguaggi per volgere lo sguardo internamente ed affrontare ognuno il proprio "avversario", i propri limiti, le propie paure, il proprio ego con totale consapevolezza.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 11:27:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/do-e-jutsu1_thumb.webp" length="24296" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?do-e-jutsu</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000030</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Relazione Insegnante e studente]]></title>
			<author><![CDATA[S. Endo]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Quando impariamo qualcosa, chiamiamo la persona che insegna, insegnante per es. shihan, shishô, sensei. Può darsi che queste diverse parole indichino significati e valori diversi a seconda di come una persona stia imparando, ma possiamo anche dire che sono tutti uguali. &nbsp;Negli ultimi tempi, nei contesti legati all'intrattenimento, c'è ancora la tendenza ad usare le parole shihan e shishô, ma in generale chiamiamo la persona che insegna, “sensei” e la persona che impara, “seito”. Quindi, la relazione shihan-deshi è la stessa o è diversa da quella sensei-seito?</span></div><div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Se entrambi, colui che impara e colui che insegna, hanno una forte devozione e considerazione reciproca, e la loro relazione è profonda e duratura, credo che non importi se diciamo seito o deshi.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo3.webp"  width="767" height="501" /><span class="fs12lh1-5 ff1">Ora abbiamo le parole uchi-deshi, lo studente che risiede e si allena nel dôjô, kayoi-deshi, lo studente che si reca al dôjô e soto-deshi. L'uchi-deshi si prende cura dello shihan mentre ci si allena insieme, creando così il legame più forte con lo shihan e ricevendo gli insegnamenti più ricchi. Effettivamente, l'ultima cosa che si ottiene essendo così vicini allo shihan è conoscere il respiro dello shihan.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Attualmente ci sono pochi reali dôjô &nbsp;e la maggior parte delle persone inizia la pratica in alcuni centri sportivi o palestre. In tali luoghi è sufficiente compilare i documenti di registrazione per diventare un membro, iniziare a praticare e entrare in una relazione insegnante-studente. Non credo che una relazione shihan-deshi possa svilupparsi in tali luoghi. Tuttavia, sempre più persone mostrano una tendenza ad andare avanti e dire "Tal de tali è il mio deshi" dopo solo un breve periodo, e parlare degli altri come se fossero possedimenti. </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per quanto riguarda gli studenti che hanno iniziato la loro pratica, piacevolmente, in una posizione così comoda, l'insegnante, chiamando loro deshi, &nbsp;può imporre una non voluta pressione e portare alla delusione nelle sue azioni.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nello Zen, si dice, "Prenditi tre anni per trovare il tuo insegnante". </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un monaco che si sta allenando è indicato come <i>un-sui</i> impegnato da <i>kou-un-ryû-sui</i> (che significa fluire e muoversi naturalmente, senza fermarsi o attaccarsi a nulla). Loro scorrono e sono trasportati come acqua e nuvole, alla ricerca di un maestro con la capacità di guidarli nel loro allenamento, prima della chiamata nel tempio. </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo essere stati ammessi in un dôjô, iniziano la loro formazione con un insegnante. </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Se, dopo un po 'di tempo trascorso ad allenarsi sotto l'insegnante, si sentiva che quell'insegnante non fosse adatto, era ragionevole che si lasciasse il dôjô e si cercasse un altro insegnante e un altro dôjô. </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ciò era un segnale di serietà con il quale si intraprendeva la propria formazione.</span></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><i><span class="fs12lh1-5 ff1">An Interview with Endô Seishirô Shihan by Aiki News (2005)</span></i><br><br><span class="fs12lh1-5 ff1">Traduzione italiana Roberto Martucci sensei</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Foto Susanna Franchetti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 21:03:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Endo3_thumb.webp" length="239023" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?insegnante-e-studente</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000002F</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tornare alla pratica]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/IMG_20180806_120635.webp"  width="767" height="400" /><span class="fs12lh1-5"><span class="ff1"><br></span></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una festa dell'aikido, un vero Aikifestival, un'esperienza straordinaria. </span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono grato agli organizzatori, a tutti i sensei ed a tutti i &nbsp;partecipanti.</span></div></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ora posso dirlo: è stato per me il ritorno sul tatami a &nbsp;meno di due mesi da un intervento chirurgico all'anca. Dovevo decidere &nbsp;se cancellare la mia presenza o andare comunque.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="ff1"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/IMG_20180805_163440.webp"  width="767" height="447" /><span class="fs12lh1-5"><span class="ff1"><br></span></span></div><div><div class="fs12lh1-5"><div class="ff1"><br><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ho optato per la &nbsp;seconda ipotesi poichè credevo fortemente in questo evento e volevo dare &nbsp;comunque il mio contributo (anche se l'ortopedico non era molto &nbsp;d'accordo :) &nbsp;). </span></div></div><div class="ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2"><span class="ff1">Ho tenuto una sola classe e non ho </span></span><span class="fs12lh1-5">purtroppo</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">potuto godere delle &nbsp;lezioni proposte dagli altri sensei. Esserci ne è valsa comunque la &nbsp;pena. Tanto buon Aikido, tanta energia, sorrisi, amicizia.</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="ff1">Roberto Martucci</span></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.aikidoryu.it/images/20180805_162518.webp"  width="767" height="431" /><span class="ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5 ff1"><b><a href="http://www.aikido-summer-berlin.com/media" target="_blank" class="imCssLink">Cliccare qui per le immagini ufficiali dell'evento</a></b></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Aug 2018 12:16:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/IMG_20180806_120635_thumb.webp" length="510385" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?aikido-summer-berlin-2018</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000002D</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[AikiFestival - Berlin 2018]]></title>
			<author><![CDATA[M.Melone]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div class="imTACenter"><a href="http://www.aikido-summer-berlin.com/media" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.aikido-summer-berlin.com/media', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.aikidoryu.it/images/berlino-f.webp"  width="767" height="574" /></a></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una totale e completa immersione nell'Aikido, attraverso giornate dense di pratica ed appagante fatica.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il &nbsp;passare del tempo scandito, lezione dopo lezione, alternando gli insegnamenti dei sensei provenienti da diverse parti del mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ognuno &nbsp;di loro ha condiviso la propria visione ed il personale vivere &nbsp;l'Aikido, attraverso un linguaggio intenso e profondo dando vita ad un &nbsp;flusso continuo di energia tra tutti i praticanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><img class="image-2 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/IMG_20180806_075859.webp"  width="424" height="584" /></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un seminario vissuto in libertà, con le sue &nbsp;porte aperte e grandi finestre illuminate da un sole cocente, dove praticanti ed insegnanti si fondevano insieme in un crocevia di &nbsp;donazione e ricezione, tutto vivificato da gioiosa determinazione, &nbsp;emozioni... e tanto, tanto sudore.<br></span><span class="fs12lh1-5">Decisamente coinvolgente anche la lezione che &nbsp;il nostro Sensei ha animato su questo splendido ed affollato tatami a pochissime settimane da un intervento oropedico. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Roberto Sensei si è &nbsp;donato, senza risparmiarsi, regalandoci una pratica intrisa di una &nbsp;fervente passione per l'arte dell' Aikido.</span></div></div><div class="imTAJustify">Un semplice primo contatto.. poi connessione tra i &nbsp;centri... &nbsp;la nascita di una relazione tecnica punteggiata da principi e &nbsp;linee ed il continuo, incessante, piacevole ed intimo <span class="fs12lh1-5">ascolto del partner.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un punto chiaro su cui riflettere; come si possa diventare &nbsp;esempio di armoniosa fusione tra sacrifico ed estro artistico.</span><br></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTARight">M.Melone</div><br><div class="imTACenter"><span class="imUl fs12lh1-5 ff1"><b><a href="http://www.aikido-summer-berlin.com/media" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui per le immagini ufficiali dell'evento</a></b></span></div><div class="imTARight"><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Aug 2018 12:36:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/20180805_151126_thumb.webp" length="456245" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?aikifestival-berlin-2018</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000002E</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Endo Sensei Roma 2018]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo-Rome-2018-OK-16.webp"  width="211" height="299" /><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify">Informiamo che il seminario è al completo poichè tutti i posti disponibili sono stati prenotati rapidamente. Tuttavia potrebbe accadere che al momento di ufficializzare l'iscrizione alcune persone non confermino la loro presenza. <span class="fs12lh1-5">Per questo motivo è stata aperta una lista di attesa alla quale invitiamo chi interessato ad iscriversi per non precludersi la possibilità di subentrare al posto di chi dovesse rinunciare. &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Ci si può iscrivere alla lista da questa pagina del nostro sito:</span><br></div><div class="imTAJustify">http://www.aikidoryu.it/endoroma2018.html<br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>We are sorry to inform you that the seminar is fully booked at the moment, because all the available places have quickly gone away. </i></span><i class="fs12lh1-5 ff1">However it could happen that when the registration must be made official (in september), some people may not confirm their presence. </i><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>Hence we opened a waiting list and we invite you to join it if you wish. </i></span><i class="fs12lh1-5 ff1">In order to do it, you can follow this link:</i></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">http://www.aikidoryu.it/endoroma2018.html</span></div></div><div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><span class="ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 10:06:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Titolo_thumb.webp" length="17980" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?endo-sensei-roma-2018</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000002A</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Musei Keiko]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Lezioni"><![CDATA[Lezioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 ff1">"A volte si commette errore nel momento stesso in cui si apre la &nbsp;bocca. E’ necessario quindi comprendere la realtà come quando si sente &nbsp;“caldo” o “freddo” mettendo la mano sul fuoco o nella vasca di acqua &nbsp;ghiacciata."</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1"><br></i></div><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/Musei-keiko2.webp"  width="600" height="440" /><br><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mercoledì 16 Maggio ancora una &nbsp;lezione &nbsp;tematica al Dojo Kashin.</span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Quasta volta ci cimenteremo ne "L'esperienza del silenzio"</span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Eviteremo di parlare e produrre suoni dall'ingresso nel Dojo all'uscita, sia durante la lezione che in ogni locale del Dojo (spoglitoi compresi)</span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Avremo modo di ascoltarci nel profondo e di affinare l'osservazione, l'ascolto e la sensazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>Essere silenziosi per conoscere distintamente. </i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>(Confucio)</i></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 May 2018 11:13:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/musei_thumb.webp" length="21606" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?musei-keiko</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000023</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Endo Seishiro Shihan - Saku Dojo Demonstration 2018]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div class="imTACenter"><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/uQsrtOqSNsU" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)"><br></a></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 May 2018 08:24:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/e4_thumb.webp" length="60104" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?endo-seishiro-shihan--saku-dojo-demonstration-2018</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000015</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Roberto Martucci Sensei - 43° Anniversario Aikido "Club Judo Torpignattara"]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div class="imTACenter"><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/6WEWqyCgj0E" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 May 2018 14:25:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/DSC_7530_thumb.webp" length="231852" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?roberto-martucci-sensei---43--anniversario-judo-torpignattara</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000018</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Aikido, arte del cambiamento]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Foto"><![CDATA[Foto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTAJustify"><span class="fs12 ff1">Roberto Martucci sensei illustra "il processo del cambiamento nella pratica dell'aikido" in un workshop di Change Management organizzato dalla inglese Thales Group il 20 Aprile 2018</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 16:30:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/cambiamento1-800x480_thumb.webp" length="56619" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0003.webp" length="177274" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0004.webp" length="179264" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0011.webp" length="177501" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0019.webp" length="200667" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0021b.webp" length="183367" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0022.webp" length="182568" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0034.webp" length="183744" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0038.webp" length="233757" type="image/webp" />
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/images/_DSC0040.webp" length="183508" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?aikido,-arte-del-cambiamento</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000001A</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'Aikido è un'Arte Marziale ?]]></title>
			<author><![CDATA[P.Narciso]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Posto un interessante articolo di Stephane Benedetti che risponde ad &nbsp;una annosa domanda :"l'Aikido è un'arte marziale?" Lo stile della &nbsp;risposta è volutamente ironico (cosa che non stupisce chi ha conosciuto &nbsp;personalmente questo maestro) ma, non per questo, superficiale. Bisogna &nbsp;leggere con attenzione...magari due volte. Buona lettura.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/shambala.webp"  width="767" height="428" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Barcellona - dic.2005</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Non si dovrebbe mai scrivere, lo sapevo! &nbsp;Un piccolo editoriale (qui sopra)…! Ed ecco! Bisogna che mi spieghi! &nbsp;Che aggiunga qualcosa! Scriverò altre cose che creeranno il panico nei &nbsp;forum… provocheranno un’embolia del curriculum vitae…Volevo solo fare un &nbsp;favore… Scrivere delle cose risapute… Che Morihei Ueshiba abbia &nbsp;insegnato prima della guerra la tecnica della baionetta alle Accademie &nbsp;di Polizia, dell’esercito, all’Accademia Navale e alle scuole di &nbsp;spionaggio, gotha del militarofascismo giapponese, non è un segreto per &nbsp;nessuno… Che sempre lui abbia insegnato, dopo la guerra, che l’Aikido è &nbsp;Amore, protezione della vita, gioia e pace universale nemmeno… che &nbsp;l’Aikijutsu prima versione sia un’arte marziale, non ne dubito… Non sono &nbsp;un complicato, Omotokyo, non ci capisco niente, quanto al Kotodama, &nbsp;probabilmente è meglio che tenga le mie opinioni per me…</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/y06useq9xj2fi37fk6vbl9opk0g93582"  width="215" height="234" /></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">«Vivere da guerriero» (non fare la &nbsp;guerra!) ha risvegliato i ricordi del maggio ‘68? Mai fatto la guerra? &nbsp;Nessun rimpianto! Il mio vecchio Sam &lt;1&gt;, lui, &nbsp;al servizio più o meno ufficiale di Sua Graziosa Maestà…, molti lavori, a &nbsp;mani nude, alle Falkland e altrove…, non ha mai confuso l’Aiki con la &nbsp;guerra… al contrario! Lui aveva i suoi fantasmi… Io no, Pace all’anima &nbsp;sua! Ho visto, da poco, un reportage alla televisione sulla Legione &nbsp;Straniera. C’era un Giapponese che era andato ad arruolarsi per fare la &nbsp;guerra… Aveva ragione, la guerra, ci sono degli specialisti per questo, &nbsp;veri, non giocano con delle spade di legno… Quel tipo voleva essere un &nbsp;samurai dei tempi moderni, era partito dal Giappone diretto alla Legione &nbsp;dai professionisti, non in un Dojo, aveva capito… Io non sono &nbsp;violentemente pacifista, ma non amo la guerra. Sono d’accordo con Sun &nbsp;Tzu «Il migliore generale non ha bisogno di fare la guerra». E ammiro un &nbsp;solo militare: un generale dei paracadutisti russo, Lebed, che &nbsp;ha saputo fermarne due senza combattere… Lo hanno assassinato più &nbsp;tardi…Per la cronaca, le sue guardie del corpo facevano Aïkido… Allora: &nbsp;vivere da guerriero?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per cominciare, un guerriero non è &nbsp;necessariamente un militare o un soldato. Non si tratta neanche di &nbsp;mascherarsi da samurai o di dormire con la spada al fianco… Per me, che &nbsp;non essendo la reincarnazione di Morihei Ueshiba, non posso parlare a &nbsp;suo nome, si tratta di una via, di un processo di evoluzione dell’uomo &nbsp;verso un stadio più elevato dell’essere. La via del guerriero è una via &nbsp;pericolosa, non perché si rischi di morire falciato da una raffica di &nbsp;proiettili in un gesto eroico immortalato dai fotografi &nbsp;ma, semplicemente, perché le sconfitte spirituali sono numerose e il &nbsp;ciglio della strada costellato di rinunciatari…Questa via, come tutte le &nbsp;altre, è segnata da grandi tappe, che ora vorrei cercare di descrivere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La fortezza (paranoia 1)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La quinta colonna (paranoia 2)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La pancia all’aria…</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E ritmato dalla sindrome del deserto dei Tartari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La &nbsp;fortezza corrisponde ad un periodo di costruzione fisica. Bisogna &nbsp;strutturare il corpo attraverso un allenamento rigoroso, accumulare le &nbsp;tecniche. Fondamenta profonde, mura spesse e solide, niente è lasciato &nbsp;al caso, ogni dettaglio è elaborato in funzione del suo valore difensivo &nbsp;e strategico. Occhio ai castelli di carte o di sabbia! E’, credo, il &nbsp;senso dell’insegnamento di Saito Sensei: costruire su delle basi &nbsp;stabili, sane e forti. Parecchi allievi di Morihei Ueshiba l’hanno &nbsp;abbandonato, come Gozo Shioda del Yoshinkan, perché non volevano (o non &nbsp;potevano) interessarsi ad altre cose. Può essere una tentazione fare &nbsp;riferimento ad un capolavoro dell’arte militare così accuratamente &nbsp;elaborato, come, ad esempio, il Castello di Salses: pianificazione &nbsp;totale contro «l’altro»! E’ evidente che questa della fortificazione &nbsp;non è, e non può essere, una tappa di liberazione ma che si costruisce &nbsp;contro il mondo attraverso la presa di coscienza del dualismo: &nbsp;«Io/mondo». L’avversario, quello che è di fronte, mi prende, mi attacca… &nbsp;Io mi difendo… Non c’è modo di sfuggire a questa realtà. Questo è &nbsp;caratteristico della paranoia nella sua forma benigna: il mondo è &nbsp;aggressione. A questo riguardo, ci sono anche tensioni indotte dai &nbsp;discorsi ricorrenti sull’armonia che non quadrano, e questo è normale &nbsp;con delle tecniche che funzionano evidentemente in reazione ad un &nbsp;attacco, un avversario. Non potrebbe essere altrimenti. Pretendere il &nbsp;contrario è mentire a se stessi, e non c’è niente di più idiota, né di &nbsp;più pericoloso, per la propria crescita. Il problema si accentua per le &nbsp;persone fisicamente «dotate» che possono essere portate a credere di &nbsp;avere già raggiunto la padronanza, mentre sono solo al maneggio delle &nbsp;armi. Questo aspetto fisico della pratica è affiancato dal primo giorno &nbsp;da un lavoro sulle emozioni sul quale ci si sofferma meno perché &nbsp;semplicemente meno visibile, meno evidente. La relazione fisica con &nbsp;l’altro, o con la Terra, scatena automaticamente delle emozioni potenti e &nbsp;molto profonde di paura, d’angoscia, d’aggressività, ecc., che la &nbsp;nostra cultura tende ad occultare, o peggio, senza dubbio, a considerare &nbsp;come negative. Il semplice fatto di essere presi e di non potersi &nbsp;liberare è ansiogeno, altrimenti chiunque, senza &nbsp;un’adeguata preparazione, potrebbe rimanere rilassato senza essere &nbsp;turbato dall'aggressione. E’ la stessa cosa per le cadute… La Terra fa &nbsp;paura (e talvolta male!). Tuttavia, un guerriero senza paura è un &nbsp;guerriero morto! Non c’è niente di più inutile, salvo che per riempire i &nbsp;cimiteri militari… La paura, l’aggressività, ecc., sono emozioni &nbsp;indispensabili alla vita. La questione, ancora una volta, è di imparare a &nbsp;riconoscerle, poi a lavorarci con e non contro. La paura che vi spinge a &nbsp;togliervi dalla traiettoria di un camion è buona consigliera. Quella &nbsp;che vi porta a chiudere gli occhi per non vederlo è assassina. Nel primo &nbsp;caso, c’è &nbsp;comunicazione con l’emozione, nell'altro invasione, eccesso, &nbsp;perdita di controllo e, soprattutto, di libertà. Ma in fondo, si tratta &nbsp;della stessa emozione. Questo doppio lavoro, fisico ed emozionale, è la &nbsp;natura stessa della fortezza. Se tutto va per il meglio, arriva il &nbsp;giorno in cui ci si pone la domanda : «Tutto questo per cosa?». &nbsp;Effettivamente, credo che sia irrisorio il numero di quelli che hanno &nbsp;dovuto utilizzare le tecniche di Aïkido nella loro vita quotidiana. (Non &nbsp;dispongo di nessuna statistica.) E’ chiaro che rinchiudersi non nuoce &nbsp;che a se stessi e che nessun nemico assetato di sangue muggisce nelle &nbsp;nostre campagne… E’ la sindrome del Deserto dei Tartari! "La mia bella fortezza è un monumento assurdo eretto contro il vuoto?" Il &nbsp;dubbio si insinua, tutto questo non sarebbe dunque servito a niente? &nbsp;Queste belle mura di cui sono così fiero sono forse inutili? La mia &nbsp;bella fortezza un monumento assurdo eretto contro il vuoto?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questo interrogarsi ne spinge molti &nbsp;all’abbandono… Alcuni si chiudono risolutamente in ottuse certezze, &nbsp;altri, che il dubbio ha minato più profondamente, si mettono alla &nbsp;ricerca di un nuovo nemico… Se niente viene dall’esterno, bisogna almeno &nbsp;che ci sia un nemico all’interno della mia bella fortezza, una quinta &nbsp;colonna, un nemico ben più insidioso, pericoloso, traditore invisibile!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ conosciuto da tutti come «Ego», la &nbsp;bestia malvagia… Ed ecco il nostro castellano partito per la caccia &nbsp;all’ego con lo stesso entusiasmo che metteva a vegliare davanti ai &nbsp;gradini dell’impero… Il marrano è ben nascosto, la fortezza trabocca di &nbsp;nascondigli, botole, cantine, sotterranei, passaggi segreti, zone buie… &nbsp;Là, niente cavalleria rutilante, suoni di trombe, vani sogni di gloria. &nbsp;No! Bisogna strisciare silenziosamente nel freddo fango di oscure &nbsp;gallerie… E’ una ricerca lunga e faticosa che mette alla prova la &nbsp;pazienza e che corrisponde ad una forma più avanzata di paranoia, il &nbsp;nemico non è più soltanto all'esterno, è ovunque mondo/me, tutto è &nbsp;nemico, questa pressione è enorme… E’ possibile verificare tutti i &nbsp;granelli di polvere, ma nessuno nasconde l’ego… Col tempo, la sindrome &nbsp;del deserto dei Tartari ritorna prepotente… Nessun nemico si è &nbsp;mai manifestato dall'esterno, nessun nemico si manifesta all'interno… E &nbsp;il dubbio si insinua, più terribile, più devastante. Il dubbio è come un &nbsp;enigma all'incrocio delle strade… Non posso essermi sbagliato fino a &nbsp;questo punto… Devo continuare ad ogni costo. L’attaccamento a quello che &nbsp;rappresenta la fortezza, il lavoro compiuto, il cammino percorso &nbsp;durante la caccia all'ego, è una trappola temibile. Il pericolo è di &nbsp;rinchiudersi e per sempre, diventando allo stesso tempo carceriere e &nbsp;prigioniero. Dall'altra parte si apre la via &nbsp;nichilista dell’abbandono… Ma se veramente tutto questo non servisse a &nbsp;niente, non portasse a niente? Se non ci fosse un nemico? Se il mondo &nbsp;non fosse contro di me? Se non ci fosse neanche un nemico dentro di me? &nbsp;Se l’ego non fosse altro che una modalità d’espressione dell’essere, &nbsp;un’altra forma di emozione utile o nefasta secondo l’uso che ne si fa ? &nbsp;Se l’ego si fosse trasformato in nemico solo a causa di proiezioni &nbsp;mentali fantasmatiche? E’ a quel punto che risuona una formidabile &nbsp;risata… Abbattiamo le mura!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Andiamo ad approfittare del sole &nbsp;finalmente ricomparso, un bicchiere di vino in mano e la pancia &nbsp;all'aria…, in un mondo rasserenato. Il ciclo del guerriero è &nbsp;compiuto. Per evitare di doverci ritornare, mi sembra utile precisare &nbsp;che questo processo non è lineare e che queste «tappe» non sono &nbsp;veramente reali. La costruzione della fortezza e la caccia all'ego non &nbsp;si escludono a vicenda ma anzi più spesso si ingarbugliano. Ciò non &nbsp;toglie che il cammino si faccia immergendosi nel mondo e la sua &nbsp;attività, e non negando la sua esistenza o ritirandosene. &nbsp;Non dimentichiamo neppure che l’ego è stato lungamente rinforzato prima &nbsp;che una risata disperdesse l’ombra delle muraglie; ciò spiega i &nbsp;comportamenti agli antipodi «dell’armonia» che tutti possono constatare &nbsp;nei praticanti più avanzati e, per questo, più esposti alle trappole &nbsp;della Via. Se un giorno ci ritroveremo «pancia all'aria», sarà grazie &nbsp;all'esperienza, e non ai discorsi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si &nbsp;tratta della mia comprensione dell'Aikido dopo quarant'anni di &nbsp;pratica. Ciò non vuol dire che domani non rimpiangerò quello che mi sono &nbsp;lasciato scappare qui. Se questa visione dell'Aikido vi interessa, mi &nbsp;permetto di consigliarvi un piccolo libro: Shambhala di Chögyam Trungpa &nbsp;(Ubaldini Editore), a mio avviso la più interessante prospettiva sul &nbsp;guerriero spirituale nella società moderna. Direi il migliore libro &nbsp;d'Aikido che io conosca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Stephan Benedetti</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">versione originale francese in PDF: http://idam.altervista.org/articoli/StefAikimartialFr.pdf</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 20:45:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/shambala_thumb.webp" length="95098" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?l-aikido-e-un-arte-marziale--</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000009</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il concetto di "Do"]]></title>
			<author><![CDATA[S. Endo]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ai &nbsp;giapponesi piace parlare del concetto specifico di "via" (Do), che &nbsp;credono possa essere trovato in quasi tutte le attività umane. Concetto &nbsp;che trasforma ulteriormente qualsiasi attività scelta in una ricerca &nbsp;spirituale quale obiettivo ultimo.</span></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">È molto difficile catturare e &nbsp;definire il concetto di "via". Questo non può essere determinato &nbsp;concettualmente, ma piuttosto attraverso l'esperienza fisica. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Lao-tzu e Chuang-tzu perseguirono le origini di tutte le cose &nbsp;nell'universo e il principio di unità. Questo è "Tao" o "via" in &nbsp;giapponese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Questa idea di "via" indica l'unificazione delle cose in &nbsp;opposizione e l'integrazione della varietà. Ciò sottolinea l'importanza &nbsp;dell'unità in tutte le cose, mentre le cose unificate, universali e &nbsp;assolute , hanno la priorità su tutto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div><div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/endo2.webp"  width="767" height="501" /></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per unificare le cose in &nbsp;opposizione è necessario liberarsi da un modo di pensare basato sulla &nbsp;dicotomia e l'antagonismo su cui si basa la nostra vita quotidiana. Ad &nbsp;esempio, dobbiamo smettere di discriminare tra bello e brutto, grande e &nbsp;piccolo, forte e debole, e cercare invece l'essenziale.</span></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nell'integrare la varietà, è necessario riconoscere gli elementi comuni &nbsp;nella diversità. Il taoismo mira a unificare la diversità e sottolinea &nbsp;la consapevolezza delle relazioni reciproche all'interno dell'universo.</span></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Lao-tzu disse: " Studiare è accumulare quotidianamente. &nbsp;Perseguire il &nbsp;Tao è sottrarre quotidianamente. Questa continua riduzione alla fine &nbsp;conduce al non fare e tutte le cose sono fatte". Così si richiama &nbsp;l'attenzione non sull'acquisizione di una conoscenza apparente, ma sulla &nbsp;consapevolezza della radice delle cose.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Siamo già stati legati da tale dicotomia nel nostro modo di pensare quando abbiamo iniziato a studiare l'Aikido. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Siamo tutti consapevoli degli elementi opposti come se stesso e gli &nbsp;altri, uke e tori, forte e debole, ecc. La nostra visione della pratica è &nbsp;focalizzata principalmente sul nostro sé, sul tori e sulla forza. &nbsp;Tendiamo anche ad essere soddisfatti quando padroneggiamo molte &nbsp;tecniche. All'inizio, lo studente persegue ogni singola tecnica &nbsp;ragionando, analizzando, considerando e cercando di raggiungere un fine. &nbsp;Tuttavia, quando pratichiamo da molto tempo, dobbiamo liberarci di &nbsp;questa dicotomia o opposizione cosciente e sforzarci di praticare più &nbsp;naturalmente, concretamente e intuitivamente. Perseguire questo tipo di &nbsp;sforzo, credo che condurrà a cercare l'Aikido in quanto "via". </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Endo Seishiro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Traduzione originale dal giapponese all’Inglese di Arita Reiko.</span></div><div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Foto Susanna Franchetti.</span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)"><br></a></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 Mar 2018 22:15:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/endo2_thumb.webp" length="257021" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?il-concetto-di--do-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000000A</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cambiare il modo di praticare]]></title>
			<author><![CDATA[S. Endo]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><i></i></div><div></div><div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"Ho &nbsp;praticato le tecniche di Aikido con tutta le mia forza per i primi &nbsp;dieci anni dopo aver iniziato Aikido. Tuttavia, sono diventato dubbioso &nbsp;del beneficio di tale pratica e ho iniziato a praticare molto &nbsp;dolcemente, eliminando la forza dalla parte superiore del mio corpo, &nbsp;quando ho raggiunto l'età di trent'anni. Mi rendevo conto che l' &nbsp;eliminazione della forza dalla parte superiore del corpo era importante &nbsp;per facilitare la pratica morbida. Ossia, ho buttato via il mio &nbsp;approccio egoistico, in cui ero troppo consapevole della mia forza, e ho &nbsp;cercato di concentrare tutto il mio ki sul partner.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/endo1.webp"  width="767" height="493" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Poco tempo dopo &nbsp;ho cambiato il mio modo di praticare. Ho realizzato che la tecnica &nbsp;esiste nel rapporto tra il mio partner e me stesso. Concentrandomi &nbsp;interamente sul rapporto con il mio partner, ho iniziato a sperimentare &nbsp;uno stato di qualcosa di molto bello, anche se solo per un momento. In &nbsp;questo stato tutta la coscienza svanì, e fu come se stessi cavalcando &nbsp;una grande onda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In quello stato, ho potuto inconsciamente vedere &nbsp;molto bene i movimenti del mio partner, e potermi muovere molto &nbsp;naturalmente in conformità con quei movimenti. Ho anche scoperto di &nbsp;essere sempre positivo, ottimista, e fare del mio meglio. Sentivo la &nbsp;piena energia palpitare all’interno del mio partner.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Senza &nbsp;concentrarmi su me stesso, al contrario, cercando di concentrare la mia &nbsp;consapevolezza sul mio partner, sperimentavo la sensazione che il mio &nbsp;partner ed io ci muovevamo insieme come fossimo uno. "</span></div></div></div><div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5">Endo Seishiro</span></div><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Traduzione originale dal giapponese all’Inglese di Arita Reiko.<br><br></span><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5 ff1">Traduzione italiana Roberto Martucci sensei</span></div></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5 ff1">Foto Susanna Franchetti.</span></div><div class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></div><div class="imTALeft"><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 23:55:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/endo1_thumb.webp" length="90225" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?cambiare-il-modo-di-praticare</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000000F</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Kagami Biraki 2018 - Roberto Martucci Sensei]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div class="imTACenter"><div><iframe width="480" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/7ZU5wy1GwfE" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 17:19:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/_MG_4529-come-oggetto-avanzato-1_thumb.webp" length="198237" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?dojo-kashin-s-kagami-biraki-2018---roberto-martucci-sensei</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000019</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'uke immobile]]></title>
			<author><![CDATA[A. Hanif]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div>Osservando la pratica dell'aikido negli anni ho notato che c'è sempre una persona che è "difficile" muovere. In realtà questa persona è pigra ed egoista. Questa persona di solito dice qualcosa come "Non sento che mi stai muovendo" o "Non stai prendendo il mio equilibrio". </div><div>Ciò &nbsp;che questa persona ha dimenticato è che, una volta, le persone più anziane &nbsp;di lui o lei non hanno perso l'equilibrio eppure hanno preso la caduta. &nbsp;La cooperazione non è collusione. Questo tipo di comportamento ha due risultati negativi. In primo luogo, crea cattivi sentimenti. Le persone probabilmente non amano allenarsi con questa persona. Nell'aikido, abbiamo bisogno di partner per allenarci. Come insegnante, cerco sempre di prendere le cadute dalle persone. Se alle persone giovani piace allenarsi con me, molto probabilmente continueranno ad allenarsi. Alla fine potremo lavorare per spostarmi. Ma se hanno sempre avuto una brutta esperienza, perché dovrebbero seguire il mio esempio ? Di solito ho una lezione per avanzati a settimana. In quella classe potrei essere più difficile da spostare; ma è una classe avanzata.<br><br>In secondo luogo c'è il deficit fisico. Questo uke immobile diventerà gradualmente rigido, fuori forma e privo della sensazione di connessione. Ricordo vividamente certe persone che hanno dato ad altri momenti difficili anni fa. Avevano la convinzione che non muoversi li metteva in vantaggio. Oggi tutti quelli che sono stati inamovibili non sono in grado di muoversi con alcuna destrezza o grazia. Alcuni hanno addirittura smesso di allenarsi a causa della "vecchiaia". <br>Un insegnante una volta disse: "Sai cosa fare quando si irrigidiscono? Mettili nel terreno. "<br><br>Non essere immobile. Impara a essere radicato, equilibrato e mobile. Quando prendi ukemi rimani connesso e flessibile. Trova lo spazio dentro il tuo corpo. Esamina la tua postura e le carenze strutturali. Migliora con ogni ripetizione. Soprattutto, coltiva buone relazioni attraverso il tuo allenamento di aikido.<br></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Asim Hanif</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Fonte: www.valleyaikidoaz.com/new-blog</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div></div><a href="http://">http://</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 00:11:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/kbb1_thumb.webp" length="59686" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?l-uke-immobile</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000010</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Discepolo o Studente]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 ff1">Cosa significa, in una scuola di arti marziali, essere "discepolo" o "studente". Un efficace estratto a firma Lynn Reafsnyder. </i></div><i><div class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><br></div></i></div><div class="imTACenter"><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/282d4vcs98s9hf1pc65s5a37hh3xw29t_bmwtsy32"  width="632" height="316" /></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="imTAJustify">" La maggior parte di noi ha usato la parola “Deshi”, spesso senza sapere con precisione cosa significasse; molti l’hanno tradotta semplicemente come “studente” ma in realtà il termine ha un significato più profondo, poiché in giapponese il termine “studente” si traduce come “</span><b class="imTAJustify">gakusei</b><span class="imTAJustify">” mentre il termine “discepolo” come “</span><b class="imTAJustify">deshi</b><span class="imTAJustify">”, e questa è una differenza. &nbsp;(...)</span><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ritengo che una comprensione del significato di questo termine e di ciò che implica sia necessaria per una reale interpretazione delle tradizionali Arti marziali giapponesi e del nostro ruolo nella pratica delle stesse. Anzitutto, è importante tenere a mente che lo scopo di una Ryu (Scuola tradizionale) non è quello di insegnare un' arte marziale... Lo scopo di una Ryu è la continuazione della stessa Ryu ed è perché ciò avvenga, che nella Ryu si insegna un' arte marziale. &nbsp;L’insegnamento dell’arte è quindi un “mezzo” e non un “fine”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Come molti sanno, la maggior parte delle Ryu non considerano qualcuno un membro della Scuola a tutti gli effetti finchè costui non ha conseguito almeno il grado di shodan; ovviamente, il tempo che l’aspirante membro trascorre come mudansha è una specie di periodo di prova, per verificare se è pronto ad assumersi la responsabilità di essere un deshi della Ryu. Perciò, vediamo che un vero deshi è più qualcuno che la Ryu considera conveniente addestrare, piuttosto che qualcuno che ritiene (a torto o a ragione...) di avere qualcosa da offrire alla Ryu.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dal punto di vista delle necessità della Ryu, questa abbisogna di membri che intendono operare per la continuazione della Scuola, e non per il proprio tornaconto o successo personale, poichè per la mentalità giapponese, ciò che è bene per la comunità ha la precedenza sulle esigenze del singolo. In questo caso, la comunità è la Ryu e l’ego personale è un male per la Scuola. </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ecco il cambio di prospettiva: un deshi è qualcuno che la Ryu considera un potenziale erede della Scuola, quindi essere un deshi comporta assumersi delle responsabilità precise; non si può semplicemente andare in giro a fare l’ “artista marziale” ma bisogna essere all’altezza di rappresentare la propria Ryu. (..)</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per essere davvero un deshi bisogna dare se stessi aldilà delle necessità della Ryu; da uno shodan non ci si attende più di un comportamento dignitoso ed una conoscenza delle tecniche e dei principi basilari, ma via via che si sale di grado bisogna assumersi responsabilità sempre maggiori e cominciare a mettere da parte i propri desideri personali. Un buon esempio di questo assunto è costituito dalla figura dell’istruttore: in molte Ryu questo ruolo è ricoperto da membri che abbiano almeno il grado di renshi, in altre è normalmente richiesto come minimo il grado di yondan. Questo requisito fa si che il tempo necessario per conseguirlo consenta non solo al deshi di diventare pratico del cerimoniale della Ryu ma anche di sviluppare una propria personale dignità. Ora è bene chiarire le differenze tra il deshi di una Ryu ed un deshi personale o uchideshi (..)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Diventare un uchideshi significa entrare in una relazione così intensa e personale col proprio insegnante che solo pochi tra coloro che non l’hanno sperimentata possono comprenderla. E’ importante rilevare che in questa relazione anche il sensei ha degli obblighi verso lo uchideshi poichè, come tutte le relazioni che si basano su un mutuo accordo e sulla reciproca comprensione, si tratta di uno scambio nei due sensi. (...)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Uno studente principiante non può essere un deshi di una Ryu finchè non abbia raggiunto almeno il grado di shodan. Senza Ryu non ci sono deshi. Dopo essere diventato deshi, col tempo che passa e l’aumento di grado, uno può essere sempre più coinvolto nel ruolo di deshi. Per essere sicuro, uno studente deve essere leale con il suo sensei e con il Dojo in cui è stato accolto come studente (e si noti la differenza tra “essere accolto” ed “essersi iscritto”).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Essere un deshi richiede un impegno che molti non hanno voglia di compiere, ed è questa una delle particolarità che caratterizza una classica Ryu giapponese rispetto al resto del mondo delle Arti marziali.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un occhio attento rileva la differenza."</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="addthis_inline_share_toolbox"></div></span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 11:38:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/morihei-ueshiba-morihiro-sa_thumb.webp" length="235996" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?discepolo-o-studente</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000001</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The man who shaped modern aikido in his image]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div class="imTACenter"><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/zs722ax5l55893ltw42agyp8gmg8h8q4_97bzitui"  width="716" height="333" /></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">In the Aikikai system, today’s world of aikido bears the stamp of &nbsp;Second Doshu Kisshomaru Ueshiba more than any other person. There is no &nbsp;other figure who has been more influential, not even the Founder Morihei &nbsp;Ueshiba himself. I realize that, for many of the aikido faithful, this &nbsp;will be a controversail statement. Allow me to elaborate.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">First of all, aikido is a post-World War II phenomenon. Morihei &nbsp;Ueshiba and his fledgling martial art were known primarily in martial &nbsp;arts circles, not by the general public, prior to the war. What has &nbsp;become aikido today has been shaped primarily by the Ueshiba family &nbsp;through the auspices of the Aikikai Hombu Dojo system after 1955.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">The arbiter of this process of dissemination and the content of &nbsp;Aikikai aikido is none other than Kisshomaru Ueshiba, the Founder’s son. &nbsp;In 1942, Kisshomaru assumed operational control of what would become &nbsp;the Aikikai at the tender age of 21. Morihei had retired to Iwama, World &nbsp;War II raged, and Tokyo would soon be bombed. Kisshomaru was thrust &nbsp;into a leadership position for which he was ill-equipped while a &nbsp;university student. He would continue uninterrupted as head of the &nbsp;Aikikai, the world’s largest aikido organization, until his passing in &nbsp;1999.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">The Aikikai was barely functioning as an entity after the war until &nbsp;around 1955. During that period, Kisshomaru was simply attempting to &nbsp;hold the remnants of the aikido structure together until better times, &nbsp;without much thought to the future direction of the art. In fact, he was &nbsp;obliged to hold down a full-time job in a securities firm to support &nbsp;himself and the rundown Aikikai dojo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/j9977tsy7i2dpq56gdm546v02gh0n0be_5s97n7nk"  width="482" height="328" /></div><div><span class="ff1">Later on, as aikido began to gather some attention among the general &nbsp;public, it was Kisshomaru, in consultation with a group of elders and &nbsp;peers, who gradually began shaping the policies that would lead to a &nbsp;steady, if not spectacular, growth of aikido.</span></div><div><span class="ff1">The Aikikai adopted a series of measures starting in the late 1950s &nbsp;that would soon ensure its success. This included the establishment of a &nbsp;growing network of branch dojos, and aikido clubs in universities and &nbsp;businesses all over Japan. Furthermore, the Aikikai dispatched a stream &nbsp;of Japanese instructors loyal to the mother organization to key &nbsp;locations in major foreign countries. Many of them in turn created large &nbsp;aikido organizations abroad.</span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="ff1">In a technical sense, during the 1950s through 1974, Kisshomaru’s and &nbsp;Koichi Tohei’s methodologies were dominant at the Aikikai Hombu Dojo. &nbsp;For many years they worked in tandem to shape the curriculum of the &nbsp;headquarters school. Tohei had a strong influence with his stress on “ki &nbsp;principles”, but otherwise there was considerable overlap in the &nbsp;techniques taught and the two approaches were compatible. Moreover, the &nbsp;two published a series of books in the early 1960s that appeared in &nbsp;English and other European languages. These works presented a technical &nbsp;and theoretical framework of aikido to a worldwide audience and &nbsp;reaffirmed the position of the Aikikai as the central authority of the &nbsp;art.</span></div><div><span class="ff1"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/038762a9r5178n48683p8l9jj45ldy32"  width="400" height="469" /></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Although a larger-than-life figure in many ways, Morihei Ueshiba’s &nbsp;postwar role was primarily symbolic, and he was not a decision-maker in &nbsp;the affairs of the Aikikai. O-Sensei was rather irascible by nature and &nbsp;often critical of Aikikai teaching practices. Consequently, he was &nbsp;largely marginalized and encouraged to absent himself from the Hombu. He &nbsp;spent much of his time traveling to meet with friends and students, and &nbsp;at his country home in Iwama. In this way, he would be less of an &nbsp;impediment to the smooth operation of the dojo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><span class="ff1">Let’s fast-forward several decades later and turn our eyes to the &nbsp;present state of the art. Obviously, I am focusing on the Aikikai &nbsp;worldwide network which dwarfs the many smaller aikido organizations &nbsp;that exist in size and influence.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">Taken collectively, the Aikikai organization consists of several tens &nbsp;of thousands of schools spread over all but the smallest countries of &nbsp;the globe. To my knowledge, no accurate survey of actual numbers exists, &nbsp;but let us adopt the arbitrary figure of one to two million &nbsp;practitioners to give an idea of the art’s scope.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">The curriculum followed in these schools is largely based on &nbsp;Kisshomaru Ueshiba’s many technical books issued over a 40-year period. &nbsp;Most were published by Kodansha, Ltd., Japan’s largest publishing firm, &nbsp;in Japanese and English, and various European languages. Kisshomaru’s &nbsp;son, the present Doshu Moriteru Ueshiba, has continued the unabated &nbsp;production of similar books starting even before his father’s death.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">The administrative policies of the Aikikai were formulated and &nbsp;fine-tuned by Kisshomaru and his advisers over the years. This includes &nbsp;the dan ranking procedures and accompanying fee structures which &nbsp;constitute the main revenue stream of the organization.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">In the 1980s and 90s, Kisshomaru developed an accommodating stance &nbsp;toward the acceptance of outside organizations into the Aikikai fold. &nbsp;This included the re-integration of groups that had earlier split with &nbsp;the Aikikai at the time of the resignation of Koichi Tohei in 1974. This &nbsp;is a policy for which he has been justifiably praised.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">Another sphere of influence in which Kisshomaru was dominant is the &nbsp;shaping of the image of his father, Morihei Ueshiba, for general &nbsp;consumption. Through his widely read biography of Morihei titled in &nbsp;English, “A Life in Aikido,” Kisshomaru set forth an official version of &nbsp;the early history of aikido that has been used as the primary source by &nbsp;many later writers.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">Furthermore, Kisshomaru recast O-Sensei’s spiritual vision in a &nbsp;language that was accessible to modern Japanese and an international &nbsp;reading audience. This was accomplished by expunging most of the &nbsp;esoteric Shinto imagery that Morihei used in his speeches and lectures. &nbsp;Again, the vehicle was a series of books on Morihei’s aikido philosophy &nbsp;published by Kodansha. In some cases, authorship was even attributed to &nbsp;Morihei himself. Professor John Stevens has translated and edited most &nbsp;of these publications in English.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1">I recall vividly meeting Kisshomaru Ueshiba in 1963 in Los Angeles on &nbsp;his first visit to the USA. At that time, he was a bespectacled 42 year &nbsp;old, with a quiet and unassuming manner. He taught and demonstrated in a &nbsp;matter-of-fact way with little explanation. Nothing about him was &nbsp;flamboyant or overstated.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.aikidoryu.it/images/7twv57j9ps03e4h1bn2shg9546vwsx5j_b27iy305"  width="771" height="469" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">I had periodical contact with Kisshomaru over the next 36 years and &nbsp;interviewed him on more than ten occasions. I watched him transform into &nbsp;a dignified, paternal figure. This process accelerated notably after &nbsp;the departure of Koichi Tohei from the Aikikai in 1974. Kisshomaru &nbsp;became an object of reverence, always to be accompanied by a doting &nbsp;entourage. This august mantle was inherited by his son and present &nbsp;Doshu, Moriteru Ueshiba, and will no doubt be passed in due course to &nbsp;his son Mitsuteru.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff2"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 14:01:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/kisshomaru-ueshiba-aikido-in-his-image_thumb.webp" length="37813" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?the-man-who-shaped-modern-aikido-in-his-image</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000002</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Is O Sensei really the father of modern Aikido ?  by Stanley Pranin]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Riportiamo due &nbsp;articoli, in inglese, relativi la diffusione dell'aikido moderno. Leggendoli crediamo di intuire sempre più le affermazioni di Endo sensei &nbsp;riguardo quanto sia stata differente la "matrice" dell' Aikido e quanto lui stesso cerchi di &nbsp;ispirarsi a questa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Questo primo articolo si intitola: "Is O Sensei really the father of modern Aikido? " &nbsp;by Stanley Pranin.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/yl3k125tetnt4s68jn8o6cimp4c650j9"  width="1140" height="530" /><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">After practicing and researching aikido for a number of years, I &nbsp;gradually arrived at a hypothesis that went against conventional wisdom &nbsp;and the testimonies of numerous shihan who claimed to have spent long &nbsp;years studying at the side of Aikido Founder Morihei Ueshiba. I had over &nbsp;the years attended many seminars given in the USA by Japanese teachers, &nbsp;and also made several trips to Japan where I had seen and trained with &nbsp;many of the best known teachers. My theory was simply that aikido as we &nbsp;know it today was not the art practiced and taught by O-Sensei, but &nbsp;rather any one of a number of derivative forms developed by key students &nbsp;who studied under the Founder for relatively short periods of time. &nbsp;This would account for the considerable divergence in styles, the &nbsp;relatively small number of techniques taught, and the absence of an &nbsp;Omoto-like religious perspective in the modern forms of the art. This &nbsp;was not meant as a criticism of these “modern” forms of the art, but &nbsp;rather an observation based on historical research that ran contrary to &nbsp;common perception.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">When I moved permanently to Japan in August 1977, I made a personal &nbsp;decision to study in Iwama under Morihiro Saito Sensei. In the final &nbsp;analysis, what attracted me to Iwama was the emphasis on firmness and &nbsp;precision of technique, and the inclusion of the aiki ken and aiki jo in &nbsp;the training curriculum. I’m sure that the proximity of the Aiki Shrine &nbsp;and the fact that training in Iwama took place in O-Sensei’s personal &nbsp;dojo were also contributing factors.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">At the same time, I would hasten to mention that I didn’t consider Saito &nbsp;Sensei’s technique to be a faithful continuation of the aikido of the &nbsp;Founder, but rather regarded him as a technical master in his own right. &nbsp;Looking back, I put Saito Sensei in the same category with well-known &nbsp;teachers like Koichi Tohei, Shoji Nishio, Seigo Yamaguchi, and others &nbsp;who were all highly skilled and had developed original teaching styles &nbsp;which, though initially inspired by Morihei Ueshiba, had evolved into &nbsp;quite different directions.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I recall clearly that, even though my Japanese language skills were &nbsp;rather limited at that stage, I managed to communicate to Saito Sensei &nbsp;my thoughts on this subject and doubts that his aikido was essentially &nbsp;the same as that of the Founder as he claimed. My perception was based &nbsp;on the fact that Saito Sensei’s technique appeared to be quite different &nbsp;from the aikido of the Founder that I had seen on film. Somewhat amused &nbsp;at my skepticism and no doubt my cheekiness considering that I was his &nbsp;student, Sensei patiently explained that the reason for my confusion was &nbsp;that most of what was preserved on film of the Founder were &nbsp;demonstrations. He pointed out that the public displays of technique of &nbsp;the Founder were very different from what O-Sensei showed in the dojo in &nbsp;Iwama. Saito Sensei continued to insist that it was his responsibility &nbsp;to faithfully transmit the aikido of the Founder and that it was not his &nbsp;intention to develop a “Saito-ryu Aikido.”<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Despite his best efforts, I continued to have strong doubts on the &nbsp;matter even though my admiration for his technical skills was never in &nbsp;question. Then, one day about two years after my arrival, I was &nbsp;conducting an interview with Zenzaburo Akazawa, a prewar uchideshi of &nbsp;Morihei Ueshiba from the Kobukan Dojo period. Mr. Akazawa proceeded to &nbsp;show me a technical manual published in 1938 titled <em>Budo</em> which I &nbsp;had never seen before. It contained some fifty techniques demonstrated &nbsp;by the Founder himself. As I slowly turned the pages of the manual, I &nbsp;was amazed to see that the execution of several basics techniques such &nbsp;as ikkyo, iriminage and shihonage were virtually identical to what I had &nbsp;learned in Iwama under Saito Sensei. Here was the Founder himself &nbsp;demonstrating what I had up until then regarded as “Iwama” style &nbsp;techniques. Mr. Akazawa kindly lent me the book and I hurried to show it &nbsp;to Saito Sensei.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I’ll always remember the scene as I called at Sensei’s door to share &nbsp;with him my new discovery. To my surprise, he had never seen or heard &nbsp;mention of the book before. He put on his reading glasses and leafed &nbsp;through the manual, his eyes scanning the technical sequences intently. I &nbsp;felt compelled then and there to apologize to him for having ever &nbsp;doubted his assertion that he was making every effort to faithfully &nbsp;preserve the Founder’s techniques. Saito Sensei laughed and, obviously &nbsp;with great pleasure, bellowed, “See, I told you so!” From that time on &nbsp;(about 1979) even up through this day, Saito Sensei always travels to &nbsp;his aikido seminars with a copy of <em>Budo</em> to use as proof to show that a particular technique originated in the Founder’s teachings.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">It goes without saying that I was forced to admit that there was at &nbsp;least one instructor who was disseminating aikido in a manner faithful &nbsp;to the original teachings of the Founder. But did this disprove my &nbsp;general theory that the styles of aikido widely practiced today have &nbsp;little to do technically and philosophically with the art of the &nbsp;Founder? Consider the following. If you go to the dojos of any of the &nbsp;major teachers, you will find that their students’ movements closely &nbsp;resemble the teacher in question. Let’s face it, they would be poor &nbsp;students if they did not make every effort to emulate their teacher’s &nbsp;movements. It is often possible to identify students of a given teacher &nbsp;in the context of a large demonstration in which participants from many &nbsp;different dojos appear. Why is it then that there is a such a vast &nbsp;difference among the major styles of aikido if all of the shihan studied &nbsp;directly under the Founder?<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Some have said that the Founder’s art changed greatly over the years and &nbsp;that this accounts for the differences in the techniques of his &nbsp;students who learned during different periods. Others state that &nbsp;O-Sensei would teach different things to different students according to &nbsp;their character and ability. I have never found either of these &nbsp;arguments to be particularly persuasive. In fact, when I discovered the &nbsp;old 1935 Asahi News film many years ago I was surprised at how “modern” &nbsp;the Founder’s art was even at that early stage. Moreover, the Founder &nbsp;usually taught groups of students, not individuals, and this fact does &nbsp;not lend support to the theory that he adapted his instruction to the &nbsp;needs of individual students.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">No, I believe there is a very different explanation for this &nbsp;considerable divergence of styles. I think it is due primarily to the &nbsp;fact that very few of O-Sensei’s students trained under him for any &nbsp;protracted length of time. With the exception of Yoichiro (Hoken) Inoue, &nbsp;a nephew of Ueshiba, Gozo Shioda, the Founder of Yoshinkan Aikido, and &nbsp;Tsutomu Yukawa, O-Sensei’s prewar uchideshi studied a maximum of perhaps &nbsp;five to six years. Certainly this was enough time to become proficient &nbsp;in the art, but not enough to master the vast technical repertoire of &nbsp;Aiki Budo with its many subtleties. Most of these vigorous young men who &nbsp;enrolled as uchideshi were forced to prematurely end their martial arts &nbsp;training to enter military service. Furthermore, only a handful of &nbsp;these early deshi resumed their practice after the war.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">The same can be said of the postwar period. The initiates of that &nbsp;period include such well-known figures as Sadateru Arikawa, Hiroshi &nbsp;Tada, Seigo Yamaguchi, Shoji Nishio, Nobuyoshi Tamura, Yasuo Kobayashi, &nbsp;and later Yoshimitsu Yamada, Mitsunari Kanai, Kazuo Chiba, Seiichi &nbsp;Sugano, Mitsugi Saotome and various others. Shigenobu Okumura, Koichi &nbsp;Tohei, and Kisaburo Osawa form a somewhat unique group in that they &nbsp;practiced only briefly before the war, but achieved master status after &nbsp;World War II. None of these teachers spent any lengthy period studying &nbsp;directly under O- Sensei. This may seem like a shocking statement, but &nbsp;let’s look at the historical facts.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-1 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/qhv164zp94ub77gdopq7686eht03bl74_a13ve5z1"  width="578" height="399" /></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Before the war, Morihei Ueshiba used the Kobukan Dojo in Tokyo as his &nbsp;base, but was widely active in the Kansai area as well. In fact, he even &nbsp;had a house at one time in Osaka. Over the years it has become clear to &nbsp;me from listening to the testimonies of the old-timers that the Founder &nbsp;moved around a great deal and would spend perhaps one to two weeks a &nbsp;month away from the Kobukan Dojo. Also, keep in mind that the early &nbsp;uchideshi ended up being co-opted as instructors due to the burgeoning &nbsp;popularity of the art and the wide-ranging activities of the &nbsp;Omoto-sponsored Budo Senyokai (Society for the Promotion of Martial &nbsp;Arts) headed by Ueshiba. These pioneers studied for relatively short &nbsp;periods, had only limited exposure to the Founder because of his &nbsp;frequent absences from the dojo, and were themselves often away from the &nbsp;headquarters dojo functioning in a teaching capacity.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">In the years during and shortly after the war, O-Sensei was ensconced &nbsp;in Iwama. Finally from the mid-1950s, he began to resume his travels &nbsp;with regular visits to Tokyo and the Kansai region. By the late 1950s &nbsp;his trips increased in frequency and it seemed no one ever knew where he &nbsp;would be at a given point in time. He divided his time between Iwama, &nbsp;Tokyo, and his favorite spots in Kansai which included Osaka, Kameoka, &nbsp;Ayabe, his native Tanabe, and Shingu. He even visited Kanshu Sunadomari &nbsp;in far away Kyushu. I remember hearing Michio Hikitsuchi Sensei state &nbsp;that O-Sensei visited Shingu more than sixty times after the war. &nbsp;Considering that this refers to a period of about twelve to fifteen &nbsp;years, we see that the Founder was off in Kansai on the average of four &nbsp;to six times per year.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">The astute reader will see no doubt see what I am leading up to. &nbsp;O-Sensei did not teach in Tokyo on a regular basis after the war. Even &nbsp;when he appeared on the mat, often he would spend most of the hour &nbsp;lecturing on esoteric subjects completely beyond the comprehension of &nbsp;the students present. The main teachers at the Hombu in the postwar &nbsp;years were Koichi Tohei Sensei and the present Doshu Kisshomaru Ueshiba. &nbsp;They were assisted by Okumura, Osawa, Arikawa, Tada, Tamura and the &nbsp;subsequent generation of uchideshi mentioned above.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">I want to make my point perfectly clear. What I mean to say is that &nbsp;Morihei Ueshiba was NOT the main figure at the Hombu Dojo who taught on a &nbsp;day-to-day basis. O-Sensei was there at unpredictable intervals and &nbsp;often his instruction centered on philosophical subjects. Tohei and &nbsp;Kisshomaru Ueshiba are the persons most responsible for the technical &nbsp;content and development of aikido within the Aikikai Hombu system. As &nbsp;before the war, the uchideshi of later years would teach outside the &nbsp;Hombu Dojo in clubs and universities after only a relatively short &nbsp;period of apprenticeship. Also, this period was characterized by “dan &nbsp;inflation,” many of these young teachers being promoted at the rate of &nbsp;one dan per year. In a number of cases, they also “skipped” ranks. But &nbsp;that is the subject of another article!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/049s11t9hhl2k031y2wgvo8k2515ioff_94boek6c"  width="776" height="361" /><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">What does all of this mean? It means that the common view of the spread &nbsp;of aikido following the war taking place under the direct tutelage of &nbsp;the Founder is fundamentally in error. Tohei and Second Doshu Kisshomaru &nbsp;Ueshiba deserve the lion’s share of the credit, not the Founder. It &nbsp;means further that O-Sensei Morihei Ueshiba was not seriously involved &nbsp;in the instruction or administration of aikido in the postwar years. He &nbsp;was already long retired and very focused on his personal training, &nbsp;spiritual development, travel and social activities. Also, it should be &nbsp;noted that, despite his stereotyped image as a gentle, kind old man, &nbsp;O-Sensei was also the possessor of piercing eyes and a heroic temper. &nbsp;His presence was not always sought at the Hombu Dojo due to his critical &nbsp;comments and frequent outbursts.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">This is the truth of the matter as attested to by numerous first-hand &nbsp;witnesses. In the past I have hinted at some of these things, but have &nbsp;only recently felt confident enough to speak out because of the weighty &nbsp;evidence gathered from numerous sources close to the Founder. I can’t &nbsp;say necessarily that these comments will help practitioners in their &nbsp;training or bring them closer to their goals, but I do sincerely hope &nbsp;that by shining the light of truth on an important subject, those &nbsp;committed to aikido will have a deeper understanding on which to base &nbsp;their judgments. I also hope that the key figure of Koichi Tohei, who &nbsp;has for many years been relegated to a peripheral role or overlooked &nbsp;entirely, will be given his just due.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-3 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/9i02o9a37qu91519q69i83bc1bo7mvzc_rnopxet4"  width="654" height="304" /></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Postscript: This article orginally appeared in Aikido Journal #109 &nbsp;published in 1996. I think in retrospect there is a deeper implication &nbsp;to this article that was not clearly spelled out. First, let me say that &nbsp;I made no attempt to pass judgement on the content or quality of the &nbsp;aikido that was disseminated in the postwar era. I was merely stating a &nbsp;conclusion I arrived at after many years of research and numerous &nbsp;conversations with first-hand witnesses from both the prewar and postwar &nbsp;periods. That being said, here is what I think is a key observation &nbsp;that follows from the thesis of this article: the techniques, history &nbsp;and spiritual underpinnings of the Founder’s aikido have actually been &nbsp;obscured, and consequently are poorly understood. Part of this is the &nbsp;result of political considerations, and partly due to the arcane nature &nbsp;of the Morihei’s world view and the terminology he used to express &nbsp;himself.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Aikido practitioners today are in an entirely different situation. By &nbsp;that I mean to say, they have access to a wealth of information about &nbsp;the Founder’s technique, his personal and professional life, and to a &nbsp;certain extent, his spiritual beliefs. I think our research has been a &nbsp;contributing factor in this regard. Therefore, serious aikidoka may, if &nbsp;they so choose, tap into the vast reservoir of O-Sensei’s vision of the &nbsp;art to enrich their practice in the present. Perhaps it is time that &nbsp;Morihei Ueshiba be given his proper place as the creator of aikido and a &nbsp;great innovator. Perhaps it is time to carefully examine his creation, &nbsp;and use it as a resource in charting our individual paths in aikido.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 14:56:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/kisshomaru-morihei-tohei3_thumb.webp" length="52646" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?is-o-sensei-really-the-father-of-modern-aikido--</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000004</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Endo Sensei al Dojo Kashin 2016]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Mi ero proposto di scrivere due righe quando è arrivata questa mail. &nbsp;Allora ogni mia parola perderebbe di senso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">" Buonasera,</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Vorrei ringraziare il M° Martucci e tutti i membri del Dojo Kashin per l’ottima organizzazione del seminario di Endo Shihan.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Al di là del contenuto del seminario, sono rimasto colpito dallo spirito del dojo.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Dall’efficenza nella preparazione e nell’accoglienza, dalla cura nei &nbsp;dettagli, compresa la perfetta coordinazione nell’allestimento degli spazi per i diversi momenti dell’evento.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Un ottimo lavoro "dietro le quinte" è la condizione essenziale per la riuscita di qualsiasi evento.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">È stata una splendida occasione per praticare insieme e condividere una intensa esperienza.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Il mio compianto Maestro, Fujimoto Shihan, amava ripetere una frase: &nbsp;“Ichigo Ichie”…che può essere tradotto come “Una occasione, un &nbsp;incontro”.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Si tratta di un motto zen che indica la centralità dell’ &nbsp;“adesso”…non c’è passato, né futuro, ciò che conta è “adesso”, il &nbsp;momento dell’incontro e la massima concentrazione nell’”adesso” &nbsp;dell’incontro.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">La pratica e le parole di Endo Shihan mi hanno &nbsp;riportato la stessa intensa concentrazione, all’unione con l’attimo e &nbsp;allo stesso tempo al timore di sbagliare il “Ma”, al brivido &nbsp;dell’incertezza, di interrompere la connessione…una intensa esperienza &nbsp;vitale.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Al di là dello stile e della forma, l’importanza della sensibilità verso l’”adesso” dove Uno è tutto e tutto è Uno.</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Vi ringrazio per avermi/ci dato quest’opportunità."</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1">Lettera firmata</i></div><div><i class="fs12lh1-5 ff1"><br></i></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 15:32:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/_mg_7607_thumb.webp" length="51501" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?endo-sensei-al-dojo-kashin-2016</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000006</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Etichetta sul Tatami e nel Dojo]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Etichetta"><![CDATA[Etichetta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">1) Si deve salutare al momento di salire o scendere dal tatami. Dopo il saluto ci si porterà al proprio posto sul tatami.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">2) Salutare sempre in direzione del Maestro e del ritratto del fondatore (kamiza, lato d'onore) in seiza (seduti sui talloni).</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">3) Se arrivate alcuni minuti prima dell’allenamento, approfittatene per &nbsp;riscaldarvi, dopodiché sedetevi in seiza, tutti sulla medesima fila.</span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="ff1">4) Il corso inizia e finisce con una cerimonia formale.</span></div><div><span class="ff1">E' importante arrivare in orario per parteciparvi ma, se arrivate in &nbsp;ritardo dovete aspettare in seiza di lato all’ingresso sul tatami fino a &nbsp;che l'insegnante non vi faccia segno di unirvi al corso. Salendo sul &nbsp;tatami salutate. Evitate di disturbare entrando durante le spiegazioni &nbsp;dell'istruttore.</span></div><div><span class="ff1">5) Il modo corretto di sedersi sul tappeto è in &nbsp;posizione di seiza (in ginocchio, seduti sui talloni, alluci &nbsp;incrociati). Se però avete problemi articolari, potete sedervi a gambe &nbsp;incrociate. Sempre con la schiena diritta.</span></div><div><span class="ff1">Non sedetevi con le gambe &nbsp;allungate o appoggiandovi a muri o pilastri o volgendo la schiena al &nbsp;Kamiza. Dovete essere infatti pronti in ogni momento alla chiamata &nbsp;dell’istruttore ed alla pratica.</span></div></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/9eqj4h00hb5vi9kjyqyiiap8vad03vgk"  width="674" height="288" /></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">6) Non scendete dal tatami durante &nbsp;un allenamento salvo in caso di malesseri o incidenti che impediscano di &nbsp;poter continuare e comunque sempre dopo aver chiesto all'istruttore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">7) Quando l'istruttore mostra una tecnica si deve rimanere seduti in &nbsp;seiza e guardare attentamente. Dopo la spiegazione si fa il saluto ad un &nbsp;partner e si inizia a lavorare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">8) Non appena viene dato il segnale &nbsp;di fine tecnica (mate o yame) fermate immediatamente il vostro lavoro, &nbsp;se state eseguendo una tecnica terminatela, salutate il partner e &nbsp;riunitevi agli altri praticanti in seiza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">9) Non rimanete mai in &nbsp;piedi sul tappeto senza praticare. Se capita di dover restare fermi &nbsp;attendete di lato ed in seiza il vostro turno, senza intralciare gli &nbsp;altri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">10) Se per qualche motivo si deve assolutamente fare una &nbsp;domanda all'istruttore salutatelo con rispetto ed attendete che sia &nbsp;disponibile. Un saluto in piedi è in questo caso sufficiente (ritsurei &nbsp;eseguito nella posizione normale detta shizentai, coi piedi ravvicinati e &nbsp;col tronco leggermente piegato in avanti e le mani distese sulla parte &nbsp;laterale delle cosce).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">11) Quanto l'istruttore vi mostra un &nbsp;movimento osservate attentamente restando in seiza. Salutate quando la &nbsp;spiegazione è terminata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Quando un altro praticante viene corretto &nbsp;ci si può fermare per guardare. Anche in questo caso mettetevi in seiza e &nbsp;salutate alla fine della spiegazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">12) Rispettate i praticanti di grado più alto. Non discutete mai sul tatami.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si sale per praticare, non per imporre le proprie idee agli altri, soprattutto se di altre scuole o stili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">13) Se conoscete il movimento e state lavorando con qualcuno che non lo conosce affatto, potete guidarlo ma in silenzio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">14) Parlate il meno possibile sul tatami.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">15) Non ciondolate sul tatami prima o dopo il corso. E' riservato a coloro che desiderano allenarsi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">16) Rispettare i vostri strumenti di lavoro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il GI (kimono o tenuta di allenamento) deve essere pulito e in buono &nbsp;stato, le armi al loro posto quando non vengono utilizzate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">17) Non utilizzate mai un GI o un'arma che non vi appartiene senza l’esplicito permesso del proprietario.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">18) Prestate tutta la cura possibile affinché il tatami venga mantenuto in ordine. Ognuno è responsabile del DOJO.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">19) Non è permesso mangiare, bere, telefonare, masticare chewing-gum sul tatami e nelle sue vicinanze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">20) Si sconsiglia l'uso di gioielli, anelli, catenine, braccialetti ecc. durante l'allenamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">21) E’ consigliabile tenere le unghie di mani e piedi il più corte possibile e lavare i piedi prima di ogni allenamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">22) Si sale sul tatami per imparare e praticare, non per gratificare il proprio ego.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Dec 2015 19:59:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/9_thumb.webp" length="42545" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?etichetta-sul-tatami-e-nel-dojo</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000007</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Aikido e Neuropsicologia]]></title>
			<author><![CDATA[I. Lacal]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Letture"><![CDATA[Letture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Premessa: non ho trovato articoli &nbsp;divulgativi in merito, perciò vi ho riportato, a parole mie, un &nbsp;interessante argomento in cui mi sono imbattuta oggi a lezione, &nbsp;compendiato di qualche riflessione e congettura personale. Vi trasmetto &nbsp;queste informazioni con mero intento di condivisione, in un ottica &nbsp;integrativa e costruttiva, non certo, ovviamente, per scatenare infinite &nbsp;faide filosofiche tra orientamenti epistemici. Ho cercato di esprimermi &nbsp;in modo comprensibile e di non dilungarmi troppo... spero di essere &nbsp;riuscita nel mio intento, almeno per quanto riguarda la chiarezza &nbsp;espositiva. <i title="Emoticon smile"><i aria-hidden="true"></i>:)<br><br></i><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/fq4t0264368k63377w923uy3prp56993"  width="455" height="336" /></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le aree parietali, molto in generale, ricoprono un ruolo centrale &nbsp;nell’integrazione complessa di input somatosensoriali. In parole povere, &nbsp;tutte le informazioni che provengono dai nostri organi recettivi &nbsp;vengono messe insieme per formare una sorta di “senso del sé corporeo &nbsp;integrato”, unico e coerente. Sempre in termini molto semplici e &nbsp;proliferanti di imprecisioni, si può descrivere il seguente processo:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">propriocezione (parietale) --&gt; coscienza-scelta-selezione del &nbsp;movimento (corteccia prefrontale) --&gt; movimento (area motoria &nbsp;primaria, anatomicamente a cavallo tra le due) --&gt; feedback vari &nbsp;(periferie sensoriali) --&gt; di nuovo propriocezione ecc.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nello &nbsp;specifico, vi è una piccola area, la VIP, che sembra giocare un ruolo &nbsp;molto interessante nella percezione del proprio corpo nello spazio. Si &nbsp;tratta della porzione più profonda di un solco che attraversa &nbsp;orizzontalmente il lobo parietale, il solco intraparietale, per &nbsp;l’appunto. Quest’area contiene delle cellule bimodali, così definite &nbsp;perché presentano campi recettivi sia tattili che visivi e svolgono la &nbsp;funzione funzione di “ancorare” i primi ai secondi, vale a dire l'imput &nbsp;tattile a quello visivo, creando una sorta di topografia propriocettiva. &nbsp;Questi neuroni, detta più semplicemente, consentono la percezione del &nbsp;proprio corpo in movimento nello spazio. La VIP, per via di tali &nbsp;proprietà funzionali, è notoriamente implicata nei movimenti di reaching &nbsp;e di pointing (raggiungere e indicare punti nello spazio), e già questa &nbsp;informazione basterebbe a farla apparire molto interessante. Ma ciò che &nbsp;davvero la rende oltremodo intrigante è il fatto che è stata dimostrata &nbsp;la sua implicazione in un fenomeno che, per capirci, potremmo chiamare &nbsp;“estensione propriocettiva”, attraverso un esperimento che vede come &nbsp;protagonisti un primate, una sorta di bastone-rastrellino, delle &nbsp;noccioline (ahimé troppo lontane!) e qualche microelettrodo per &nbsp;registrale l’attività puntuale delle cellule di tale area (sulla cui &nbsp;etica in questa sede sorvolo). Lungi dall’essere una barzelletta, questa &nbsp;condizione sperimentale ha permesso di scoprire che i neuroni della VIP &nbsp;tendono ad estendere i propri campi recettivi agli oggetti di cui &nbsp;facciamo uso intenzionale, ovviamente in seguito ad un debito tempo di &nbsp;apprendimento. Sempre per intenderci: gli stessi neuroni che scaricavano &nbsp;quando la scimmia muoveva la mano verso le noccioline, cominciano a &nbsp;scaricare quando muove la punta dell’oggetto che le è stato fornito per &nbsp;raggiungere e trarre a sé l’allettante stimolo alimentare. Un esempio, &nbsp;tra i tanti, dello stesso fenomeno si ha nella guida di un’automobile: &nbsp;superato il periodo iniziale di familiarizzazione, si comincia a &nbsp;sviluppare una sorta di percezione del veicolo come estensione di sé, in &nbsp;modo da dirigerne il volume, in particolare nei movimenti fini di una &nbsp;manovra di parcheggio, facendo affidamento ad indizi impliciti, &nbsp;propriocettivi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A seguito di una tale premessa si apre un mondo di &nbsp;connessioni e rimandi con la pratica dell’aikido. Il mio primo pensiero &nbsp;questa mattina, nell’apprendere queste informazioni, è stata una &nbsp;rievocazione immaginifica di un bokken e della mia esperienza con tale &nbsp;“strumento”. In quest’ottica, ho subito pensato, si potrebbe sostenere &nbsp;che siano proprio le cellule bimodali della VIP che ci consentono di &nbsp;estendere la nostra mente fino alla punta di una spada e di fonderci con &nbsp;l’arma per riuscire a muoverla come se fosse parte integrante del &nbsp;nostro braccio e, in definitiva, del nostro corpo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 20:53:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/image_thumb.webp" length="29280" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?aikido-e-neuropsicologia</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000008</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Forse è meglio che ti alleni... ]]></title>
			<author><![CDATA[Aikime]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Maestro, questa tecnica non mi viene proprio...!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Forse è meglio che ti alleni, così la comprenderai meglio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Non riuscirò mai a cadere come quello la...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Lui c'è riuscito dopo essersi allenato per anni, vuoi vedere se per te vale la stessa dinamica? Continua ad allenarti!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Questa sera non ho proprio voglia di andare al Dojo...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Forse sarebbe il caso di allenarsi, per sapere cosa ti saresti perso nel rinunciare!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Non mi piace proprio praticare con quello/a là...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Se ti alleni con lui/lei imparerai quindi qualcosa che nessun altro potrebbe insegnarti: come stare in armonia in un conflitto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Mi fa tropo male questa parte del corpo per praticare...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Conviene che ti alleni, cosi da capire come la stai usando male... e quindi risolvere il problema alla radice.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Avrei voglia di trovare una buona scusa per non allenarmi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Trovane di migliori che ti spingano ad allenarti, il procedimento è lo stesso!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Domenica non posso venire allo stage perché il/la mio/a ragazzo/a vuole che usciamo...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Vieni invece: mentre tu ti allenerai sul tatami, lui/lei si allenerà a capire e ad amare sul serio la persona con la quale vuole uscire... farai quindi una cosa utile ad entrambi!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Se mi alleno, mi viene mal di schiena quando cado.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Se non ti alleni, ti verrà per il resto della vita... ma basterà stare seduti comodi in poltrona, scegli tu...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Io verrei anche ad allenarmi se solo avessi il tempo!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Non è il tempo che ti manca, ma il coraggio di ammettere che per te non è poi così fondamentale, o il coraggio di rimuovere gli ostacoli che te lo impediscono... così da riuscirci.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Non ho soldi, non posso venirmi ad allenare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">(a parte che qui non è mai stato rifiutato nessuno per questo motivo) Una ramazza per fare i suburi in giardino ed un po' di tai sabaki ed ukemi all'aria aperta sono GRATIS, bisogna solo trovare la voglia di allenarli... ed anche quella è GRATIS...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono solo un principiante...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">E rimarrai tale a lungo se non ti alleni a sufficienza!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ormai sono un esperto, non importa se non mi alleo proprio sempre.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Devi allenarti il doppio, altrimenti presto inizierai a credere sul serio alla scemenza che hai appena detto e non comprenderai che devi fare di tutto per conservare in te lo spirito di un principiante.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Fa troppo caldo per praticare!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Allenati, così muovendoti, sentirai un po' di brezza...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Fa troppo freddo per praticare!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Allenati: è il modo migliore di mandare il corpo in temperatura e smettere di patirlo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono stanco, non riesco ad allenarmi o a dare il massimo mentre lo faccio...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">No, la verità è che temi di comprendere che esiste una riserva sconosciuta di energia, oltre quello che tu credi essere la stanchezza che rimandi... solo che l'unico modo in cui lo comprenderai è appunto allenandoti ed accettando di andare oltre alla tua sensazione di non farcela.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Basta, questo Aikido mi manda proprio in crisi a volte!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Bene, smetti però di allenarti solo dopo che l'avrai superata, altrimenti rischi che la cosa ti si ripresenti in tutte le altre attività che farai, fino a quando non deciderai di andare a fondo e cogliere il messaggio che stai cercando di darti...</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ho proprio voglia di allenarmi!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Bene: questo è il miglior regalo che puoi fare a te stesso!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Allenarsi è come remare contro corrente: basta fermarsi un attimo per iniziare a retrocedere.</span></div><div><br><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/nnv776a26pdo6ulq8jd3dhs9m881r4zj"  width="440" height="294" /></div><div><br></div><div>Fonte: <span class="fs12lh1-5">aikime.blogspot.it</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div><a href="http://">http://</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 21:43:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/_DSC0196_3s4iq3xr_thumb.webp" length="69934" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?forse-e-meglio-che-ti-alleni----</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000000E</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Martucci Sensei in Spagna]]></title>
			<author><![CDATA[M.Romero]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><span class="imTALeft">Lo scorso fine settimana , ha avuto luogo il 16 e 17 novembre , il seminario internazionale di Aikido di Roquetas de Mar , diretto da Roberto Martucci Sensei.</span><br></span></div><div> </div><div> <span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/vdfzprk8xTg" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div></div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div class="imTACenter"> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div class="imTAJustify"> <span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Nonostante le tante difficoltà che abbiamo incontrato , capovolgimenti del destino e poco o nessun sostegno istituzionale , tutto è stato compensato dal magnifico corso tenuto da Martucci Sensei nei locali del resort Saladares College.</span></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ringrazio il Maestro per la sua disponibilità ad accettare il nostro invito . &nbsp;</span></div></div></div><div> </div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">Conosco personalmente Martucci Sensei da molto tempo e sono consapevole di tutti i suoi sforzi per rendere questo incontro una realtà , e per questo gli sono grato.</span></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La sua grande qualità come aikidoka e come persona . La sua totale dedizione a un'idea , una concezione dell' Aiki , uno studio dal contatto e della morbidezza , la mobilità , il centro e il disequilibrio. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Un lavoro straordinario , sviluppata in un contesto di pratica e di studio . &nbsp;</span></div></div></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"> Tutto gentilezza e tutto cuore , entrambi sia nel Keiko che nel suo rapporto personale . &nbsp;</span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"> Nelle lunghe ore di conversazione con Martucci Sensei , al riparo di un caffè , o ascoltando il mare di notte . Semplicemente Aiki . &nbsp;Molte grazie per tutto Sensei. </span></div><div> </div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Miguel Romero. &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/DSC00377.webp"  width="575" height="326" /><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="fs11lh1-5 ff1">http://omoi-aikido.blogspot.it/2013/11/seminario-de-roberto-martucci-sensei.html<br><br><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 21:49:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/onthemat_thumb.webp" length="58255" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?martucci-sensei-in-spagna</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000029</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Martucci Sensei a Francoforte]]></title>
			<author><![CDATA[K.Messlinger]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1">On 9th and 10th November 2013, the Aikido &nbsp;Dojo Oberursel was inaugurated in a seminar with Roberto Martucci. The &nbsp;internationally renowned Aikido teacher, 6th Dan Aikido and head of &nbsp;Kashin Dojo in Rome, attracted participants from all parts of Germany, &nbsp;Switzerland, Italy and France.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/3DNN5gZ-Dng" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div></div><div> <br><div class="imTAJustify fs11lh1-5 ff1"><span class="fs11lh1-5">The &nbsp;TV Weisskirchen sports club launched its new Aikido group with a bang: &nbsp;for a whole weekend, the club house was taken over by the participants &nbsp;of the seminar who came to study the intricacies of the Japanese martial &nbsp;art from one of Europe's foremost teachers.</span></div><div class="imTAJustify fs11lh1-5 ff1"><span class="fs11lh1-5">Members of the other departments of the club were met by unusual &nbsp;sights: using 160 square metres of tatami, ca. 30 participants practised &nbsp;the dynamic movements of the non-violent martial art Aikido, most of &nbsp;them wearing the traditional Japanese divided skirt called "hakama". A &nbsp;great number of spectacular throws and pins were shown, but also the &nbsp;less obvious techniques for the development of the "inner connection". &nbsp;Daniel Slamal, president of the TV Weisskirchen club, describes his &nbsp;impressions: "For somebody without any prior knowledge of martial arts, &nbsp;the movements are not easy to grasp. But it is obvious that you have to &nbsp;be very flexible to be good at it."</span></div> &nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">For &nbsp;Klaus Messlinger, head instructor of the Aikido Dojo Oberursel, a dream &nbsp;came true: "I am deeply honoured that one of my Aikido role models &nbsp;moved his 2013 seminar from Frankfurt to Oberursel and made it the best &nbsp;inauguration event I could have wished for. This is an excellent &nbsp;starting point, as from next year on we will organise regular seminars &nbsp;with international teachers for the benefit of our Aikido group members, &nbsp;the club and for the reputation of our town." The seminar with Roberto &nbsp;Martucci was organised in co-operation with the Aikido Dojo Frankfurt.</span></div></div><div class="fs11lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A picture gallery with impressions from the seminar can be found on www.aikido-oberursel.de. There, and on the website www.tv-weisskirchen.de &nbsp;more information on Aikido and the portfolio of TV 1899 Weißkirchen/Ts. &nbsp;e.V. can be found. The first official Aikido class with commence on 5th &nbsp;January 2014. </span></div></div><br><div><div class="fs11lh1-5 ff1">http://aikido-oberursel.de/en/<br><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)"><br></a><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div></div></div><div> </div><div> </div><div></div><div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 20:11:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Martucci-Francoforte_thumb.webp" length="61236" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?martucci-sensei-a-francoforte</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000027</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ Endo Sensei al Dojo Kashin 2013]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div><span class="imTAJustify fs11lh1-5 ff1">Una gradita &nbsp;confluenza di praticanti da diverse nazioni europee e non, per un seminario scandito da straordinarie ore di &nbsp;lavoro sul "se stesso" e su ciò che può scaturire dal rapporto con &nbsp;l'altro, tagliando via tutto il superfluo e l'inutile.</span><br></div><div> </div><div> <img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo-Dojo-2013---webA_4c4oy13t_xk0rr6th.webp"  width="510" height="284" /><br></div><div> </div><div class="imTACenter"> </div><div> <br> </div><div class="imTACenter"> </div><div> </div><div> </div><div class="imTAJustify"> <span class="fs11lh1-5 ff1">Nonostante il seminario sia concluso da un paio di settimane, c'è qualcosa che riaffiora tra le mura del Dojo nelle sue ordinarie lezioni. Qualcosa che ci portiamo dietro da quel giorno: tutti quegli insegnamenti utili a riconoscere, nelle relazioni quotidiane, ciò che è mosso dal reale spirito di condivisione da ciò che, al contrario, è solamente mascherato da buone intenzioni. <br>Grazie Endo Sensei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 18:45:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Endo-Dojo-2013---webA_4c4oy13t_xk0rr6th_thumb.webp" length="292593" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?-endo-sensei-al-dojo-kashin</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000025</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il taglio dell' Ego]]></title>
			<author><![CDATA[M.Melone]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Seminari"><![CDATA[Seminari]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div class="imTAJustify"><div align="JUSTIFY"><span class="fs11lh1-5 ff1">Le parole di Endo Sensei risuonavano nel lavoro proposto come non ci fosse differenza tra il pensiero, la parola e l’azione, sottolineando come la pratica dell’ Aikido non possa essere vissuta disgiunta da un naturale percorso di vita. </span><br></div><div align="JUSTIFY"><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div> <div> <img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/Endo-Sensei-Roma-2012.webp"  width="520" height="195" /><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Incredibile vedere l’effetto di tale comprensione e conoscenza provenire da un uomo che ha elaborato nei molti anni di pratica un’intima e personale visione dell’ Aikido.</span></div> <div> <span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Ci aveva condotto nel punto esatto nel quale voleva farci arrivare.</span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Questa Guida formidabile riusciva a vanificare ogni possibile presunzione, tagliando di netto con estrema e rapida facilità quell' eccesso di ego che si impadronisce di noi ogni volta che ci nutriamo di illusioni e false convinzioni.</span></div> <div> </div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Venivamo ricondotti<i> </i>sistematicamente ad una più reale consapevolezza di noi stessi .. l’essere semplici studenti. </span></div> <div> <span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div> <div> </div> <div><img class="image-1 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/ego.webp"  width="281" height="400" /><span class="fs11lh1-5 ff1">In quel momento avevo davanti agli occhi l’esempio di come un costante allenamento sia necessario per focalizzare e tenere allineati dei punti essenziali, come mente, anima e cuore. </span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;</span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Non ci può essere una pratica fruttuosa ed una serena esistenza senza un continuo esercizio nel rimanere con la mente libera, cercare la quiete dell’anima seguendo sempre il proprio cuore; in ogni relazione ed in qualsiasi contatto, ma si deve essere disposti a farlo.</span></div> <div> <span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Continuamente venivano scambiati insegnamenti così importanti nella loro completezza.</span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Qualcosa cominciava ad apparirmi più chiaro. Alcune mie domande avevano avuto finalmente risposta.</span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Quando concedi tutto te stesso alla passione della tua vita, senza mai risparmiarti,<i> </i>arriva sempre il momento in cui vedrai prender forma a tutto ciò che hai sempre così ardentemente cercato. </span></div> <div> <span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Comincio a capire il motivo di un così incessante allenamento quotidiano ... </span></div> <div><span class="fs11lh1-5 ff1"> Ma questa è un’altra storia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 19:03:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/Endo-Sensei-Roma-2012_thumb.webp" length="34596" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?il-taglio-dell--ego</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000026</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un anno a Roma]]></title>
			<author><![CDATA[C. Davies]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mentre &nbsp;sono qui seduta a scrivere nel nostro appartamento a Trastevere a Roma, &nbsp;rimangono circa 2 settimane prima del ritorno in Inghilterra, dopo un &nbsp;anno in Italia.</span><br></div></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Il mio partner ed &nbsp;io ci siamo stabiliti a Roma per 13 mesi finché lei faceva ricerche, io &nbsp;invece ... come ho potuto scoprire, non ho trovato abbastanza lavoro ma, &nbsp;per fortuna, dell'ottimo Aikido. Roma, naturalmente, ha qualche &nbsp;attrazione in più a parte l'Aikido, ma in questo articolo mi atterrò &nbsp;all' Aikido e terrò le stravaganti storie sul gelato per un'altra &nbsp;occasione!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Ho fatto un &nbsp;ricerca sui dojo prima di lasciare il Regno Unito e, ignorando i dojo &nbsp;che erano a pochi minuti a piedi da casa, ho scelto l' "Aikido Kashin &nbsp;Roma", il dojo di Roberto Martucci Sensei.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/5g1pm8kvut337162apy9m0t5zm8h7984_zbiprl35"  width="578" height="386" /></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Roberto Sensei è uno studente di Endo Sensei con un lungo passato con Tissier Sensei. &nbsp;Il &nbsp;video di YouTube che ho visto prima di partire dall' Inghilterra &nbsp;mostrava chiaramente l'influenza di Endo Sensei e ho realizzato che era &nbsp;lì che mi volevo allenare!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Un anno senza una &nbsp;macchina ha significato un doppio viaggio ogni settimana verso il Dojo a &nbsp;Centocelle con il trasporto pubblico: un'ora per ogni tragitto su &nbsp;autobus e "trenino". &nbsp;Per fortuna, ero ben servita dai mezzi pubblici e quindi non è &nbsp;risultato essere un incubo, un' esperienza quasi impossibile se fosse &nbsp;stato nel West Midlands!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Il dojo è nella &nbsp;palestra di una scuola, con tatami fisso, segreteria, spogliatoi e &nbsp;docce. Ci sono circa 60 studenti iscritti con circa 20 - 30 che sono sul &nbsp;tappeto in qualsiasi momento. Il dojo è leggermente seminterrato che, &nbsp;nel caldo dell'estate, significa essere appena poco al di sotto di un &nbsp;caldo insopportabile: quando hai sudato per strada oltre che nei mezzi &nbsp;pubblici affollati, sei grato anche per un così piccolo sollievo, &nbsp;credetemi!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Una clip di &nbsp;YouTube di tre minuti dà solo un’instantanea di uno stile d’Aikido &nbsp;personale: ti dice poco del carattere e niente dello stile di &nbsp;insegnamento o della qualità della maggior parte degli studenti. La mia &nbsp;prima visita al Dojo mi ha fatto capire di esser davvero capitata in una &nbsp;circostanza fortunata sotto molti aspetti e nel corso dell’anno mi sono &nbsp;sentita privilegiata di far parte del Dojo e di sentirmi così accolta &nbsp;in quel luogo. &nbsp;Salutarci sarà un momento molto triste ...</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Allora, come è &nbsp;stato l' Aikido qui? Ampiamente seguita la linea di Endo Sensei, molta &nbsp;enfasi è posta sulla qualità del contatto, il timing e sull' attenzione &nbsp;dello stato del proprio corpo in modo da risultare consapevole nel &nbsp;rispondere ad ogni incontro a quanto che accade internamente.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/5w353aekz393amk66240k8ws8b3875ck_75ogpy3z"  width="479" height="383" /><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify">Credo che questo &nbsp;sia fondamentale per lo sviluppo dell'Aikido, al di là del produrre &nbsp;un'onesta copia di base delle tecniche; sono stata felice di poter &nbsp;trascorrere un anno di studio così. Nel corso &nbsp;dell'anno, seminari con Jan Nevelius Sensei (Vanadis Aikido Dojo, &nbsp;Stoccolma - Svezia) e Dirk Müller Sensei (Shoshin Dojo, Amburgo - &nbsp;Germania), così come il regolare allenamento con Roberto Sensei ed suoi &nbsp;studenti, hanno creato un ambiente d'allenamento molto favorevole per &nbsp;me, dandomi modo di sviluppare le mie idee, il pensiero, la pratica e la &nbsp;comprensione di questi aspetti. Alcuni dei miei &nbsp;più importanti risultati aikidoistici di quest'anno sono stati: andare &nbsp;con il Dojo a Vienna per partecipare ad uno dei seminari di Endo Sensei, &nbsp;frequentare una parte del loro primo Summer School (nota: "Summer &nbsp;School e Vacanza", si svolge in un villaggio turistico sulla spiaggia!); &nbsp;partecipare ad esami per yudansha e passaggi di grado kyu ed essere &nbsp;anche invitata a tenere un seminario presso il Dojo. In tutti questi &nbsp;eventi, molti di voi sapranno che il piacere non è semplicemente &nbsp;nell'allenamento vero e proprio, ma nelle relazioni nate al di fuori del &nbsp;tatami, e certamente così è stato durante l'anno trascorso.</div></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Gentilezze &nbsp;venivano espresse più e più volte - qualcuno si prendeva la briga di &nbsp;parlare lentamente in italiano per me, di tradurre quando si vedeva che &nbsp;non avevo capito o guidare dall'altra parte della città completamente al &nbsp;di fuori della loro zona, per darmi un passaggio – che hanno lasciato &nbsp;un indelebile ricordo; spero di avere la possibilità di restituirle loro &nbsp;un giorno.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Per concludere, &nbsp;sento che questo è stato un anno molto proficuo per il mio personale &nbsp;sviluppo dell'Aikido e ho molto di cui ringraziare Roberto Sensei e gli &nbsp;studenti del Kashin Dojo. Non vedo l'ora di proseguire la condivisione &nbsp;del mio Aikido all'interno della UKA sperando che continuerà ad &nbsp;integrarsi e fondersi con l'insegnamento di tutto il resto del corpo &nbsp;docente dell’ UKA.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i><span class="ff1">Cath Davies</span></i></div><div class="imTAJustify"><i><span class="ff1">tratto dalla rivista on line dell' Aikikai U. K.</span></i></div><div class="imTAJustify"><i><span class="ff1"><br></span></i></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff2"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><i><span class="ff1"><br></span></i></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 18:06:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/coloss-1_thumb.webp" length="95016" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?un-anno-a-roma</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000001C</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Strada e cuore]]></title>
			<author><![CDATA[R. Martucci]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div class="imTAJustify"><div><img class="image-1 fright" src="https://www.aikidoryu.it/images/cuore.webp"  width="434" height="530" /><span class="ff1">Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili. Perciò dovete sempre tenere presente che</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> una via è soltanto una via. Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso. Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore.</span></div><div><span class="ff1">Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi. &nbsp;Questa strada ha un cuore?</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTARight"><i><span class="ff1">Carlos Castaneda, "Gli insegnamenti di don Juan"</span></i></div><div class="imTALeft"><br></div><div><span class="ff1">Nella vita anche io ho sempre fatto così : immaginato, sognato, pensato, &nbsp;progettato e poi affidato tutto al cuore e ogni scelta che scaturiva da lì &nbsp;era sempre autentica.</span><span class="ff1"> </span><span class="ff1">Si sceglie in continuazione nel nostro quotidiano, dalla maglietta da &nbsp;indossare a cosa mangiare, da cosa rispondere a cosa chiedere, da con &nbsp;chi stare a dove andare.</span><span class="ff1"> </span><span class="ff1">Ecco, dove andare? &nbsp;</span><span class="ff1">Sicuramente lontano da ciò che non vibra positivamente poichè l'energia che vi alberga si muove nella direzione opposta a quella dell'incontro.</span></div><div><br><span class="ff1">Lo scrittore</span><span class="ff1"> </span><span class="ff1">Gilbert Chesterton diceva:</span><span class="ff1"> </span><span class="ff1">" C'è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare per l'intelletto".</span><br><span class="ff1">Ecco, quella è la mia strada.</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTARight"><i><span class="ff1">Roberto Martucci</span></i></div><div class="imTARight"><i><span class="ff1"><br></span></i></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff2"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTARight"><i><span class="ff1"><br></span></i></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 18:41:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/come-raggiungere-equilibrio-emotivo_thumb.webp" length="37718" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?strada-e-cuore</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/000000020</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Racconti Zen - L'uomo e la tigre]]></title>
			<author><![CDATA[R. Rosa]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div class="imTAJustify"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.aikidoryu.it/images/2ar0biu9k17h4w1190qwwt9tvsgv0rqv"  width="400" height="389" /><span class="ff1">Un uomo stava camminando nella foresta &nbsp;quando s’imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si &nbsp;mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull’orlo di un precipizio, &nbsp;ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.</span></div><div><span class="ff1">Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé &nbsp;un’altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l’uno &nbsp;bianco e l’altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.</span></div><div><span class="ff1">Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.</span></div><div><span class="ff1">Fu allora che l’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. &nbsp;Tenendosi con una sola mano, con l’altra spiccò la fragola e lo mangiò. &nbsp;</span><span class="ff1">Com’era dolce!</span></div><div class="imTARight"><em><span class="ff1">Lao – Tzu</span></em></div><div class="imTARight"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">In alcuni attacchi di presa o strangolamento accade lo stesso…. &nbsp;</span><span class="ff1">Ci lasciamo “prendere” in tutti i sensi da uke e fissando l’attenzione &nbsp;sulla “presa”, sull’ idea di qualcosa che ci blocca , ci paralizziamo &nbsp;pensando a chissà quale soluzione…..</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">La soluzione è nella nuova considerazione della “presa” stessa… &nbsp;</span><span class="ff1">“Lei” è un solo punto di un corpo che ne ha tantissimi altri e che &nbsp;possono anche muoversi , è “lei” che ci vincola ad uke e non viceversa…. &nbsp;&nbsp;&nbsp;Quando “lei” prova a catturare la nostra attenzione, se invece di &nbsp;fissarla (pensando in modo specifico) la allenassimo a fluire &nbsp;velocemente da una cosa ad un’altra, coglieremmo subito la soluzione : &nbsp;spostare l’attenzione stessa su ciò che in noi, ed intorno a noi, è &nbsp;libero….. &nbsp;&nbsp;</span><span class="ff1">Nell’attimo della “presa”, ci sono tanti altri attimi di “non presa” che contemporaneamente accadono….</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Carpe diem.</span></div><div class="imTARight"><em><span class="ff1">Riccardo</span></em></div><div class="imTARight"><em><span class="ff1"><br></span></em></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff2"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTARight"><em><span class="ff1"><br></span></em></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 18:36:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/occhi-della-tigre_thumb.webp" length="115371" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?racconti-zen---l-uomo-e-la-tigre</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000001F</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La scintilla]]></title>
			<author><![CDATA[Vari]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div class="imTAJustify"><div><span class="ff1">Ci sono due cose interessanti da capire in Aikido: il perchè si comincia &nbsp;e cosa spinga a continuarlo. Le motivazioni della seconda questione &nbsp;sono generalmente in continua evoluzione mentre conosciuta a tutti noi è &nbsp;la scelta dell'inizio della pratica. Ciò che abbiamo voluto stimolare &nbsp;tra i praticanti del Kashin è il ricordo della "scintilla" iniziale, il &nbsp;motivo che ha portato a togliersi le scarpe e salire sul &nbsp;tatami. Proponiamo, a seguire, degli estratti di alcuni interventi .</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/b4v6cv1xg6bzhem03i6xw4011ax38dnz"  width="300" height="200" /></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Il motivo per cui ho iniziato a &nbsp;praticare Aikido è la voglia che ho di maturare nel carattere, crescere e &nbsp;aprirmi di più agli altri e anche verso me stesso….</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">All’inizio &nbsp;pensavo di praticare il Kendo, essendo un ammiratore dell’arte della &nbsp;spada. Quando però ho sentito parlare dell’Aikido e mi sono informato un &nbsp;po’ su cosa fosse, sono rimasto colpito profondamente dalla sua &nbsp;filosofia e dalla componente etica e morale dei suoi insegnamenti, che &nbsp;spero di poter approfondire sempre più. Inoltre avevo la possibilità di &nbsp;imparare ad utilizzare la spada, quindi non potevo desiderare di meglio!</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Il &nbsp;primo giorno di lezione ero molto teso. Mano a mano che però si andava &nbsp;avanti nella lezione una cosa mi ha sorpreso piacevolmente: la &nbsp;sensazione di serietà e concentrazione mista ad una grande tranquillità &nbsp;che si avvertiva sul tatami….</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff1">Mattia</span></em></div><div class="imTALeft"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Perché ho cominciato a praticare Aikido ?</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Lo devo ai ragazzi con cui lavoro quasi ogni giorno. &nbsp;La loro fisicità, &nbsp;il loro bisogno di contatto, o forse il mio bisogno di contatto. Ad un &nbsp;certo punto durante il mio lavoro con gli adolescenti mi sono reso conto &nbsp;dell’importanza di una presenza anche fisica. Però non stavo cercando &nbsp;un’arte marziale violenta. Ma un qualcosa di più elevato che mirasse &nbsp;alla costruzione della persona piuttosto che alla distruzione…..E così &nbsp;mi presento alla lezione….</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Mi piacevano i movimenti, sembravano pure semplici ! Poi ho sentito &nbsp;parlare Roberto Sensei, c’era una sinergia tra quello che faceva e &nbsp;quello che diceva, c’era una sinergia tra quello che facevo nella mia &nbsp;vita quotidiana e quello che diceva Roberto.</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Allora ho cominciato a praticare, capire il concetto della flessibilità, &nbsp;dell’ascolto, della rigidità è stato molto complicato. Non ero &nbsp;convinto, “se una cosa ti fa male non è chiudendoti ma aprendoti che &nbsp;migliori la situazione”. BOM. Ad un certo punto mi arrendo. E anche al &nbsp;di fuori del Tatami mi sono portato questa idea. &nbsp;</span><span class="ff1">.. Adesso penso, e sicuramente lo devo anche all’aikido, che se si &nbsp;ascolta quello che la persona ha da dire non servono le spade (come &nbsp;diceva Morihei), ma una sana presenza.</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff1">Gian Luca</span></em></div><div class="imTACenter"><em><br></em></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/7876a34w1v9o5c3fs059i2c4g218307b"  width="450" height="300" /><em><br></em></div><div class="imTACenter"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Vengo da passate esperienze marziali &nbsp;per nulla concluse. Esattamente vengo dal kali, da dieci anni di studio &nbsp;del coltello. Ho cercato sempre di sviluppare due cose, la velocità e &nbsp;l’aggressività, per farla molto breve volevo somigliare nella mia &nbsp;fisicità ad un serpente. Saltare, arrotolarmi, chiudermi sono stati il &nbsp;mio pane per anni….. Un giorno uno dei miei maestri estremamente &nbsp;sensibile alla multidisciplinarietà mi ha seccamente detto “vai da &nbsp;questo signore ( il nostro Sensei ) che può insegnarti qualcosa”…</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Ancora &nbsp;non so cosa porterà l’aikido nella mia vita, sò cosa ha fatto in meno &nbsp;di un anno. &nbsp;Innanzitutto mi ha aperto la testa su una necessità di &nbsp;concentrazione che spinto dai muscoli non avevo mai avuto, troppo &nbsp;difficile afferrarmi, troppo bello farsi afferrare. E poi, la capacità &nbsp;di fare gruppo, di capire come si fa per diventare adulti nello spirito, &nbsp;tutto condensato in gesti, tutto volto a completare l’animo senza &nbsp;distruggerlo…</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff1">Ivan</span></em></div><div class="imTALeft"><em></em></div><div class="imTALeft"><em><br></em></div><div class="imTALeft"></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Premetto che l’idea di un &nbsp;combattimento puro, senza rabbia o rancori, tra due individui a mani &nbsp;nude è un concetto che mi ha sempre affascinato. Ti permette senza ombra &nbsp;di dubbio di conoscere quali sono i tuoi limiti, sia fisici sia mentali &nbsp;perchè ti dà la possibilità di capire quanto oltre saresti disposto a &nbsp;spingerti, cosa per nulla scontata.</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Così &nbsp;visto che finora i vari tipi di sport che ho praticato: nuoto, &nbsp;pallavolo, basket, non mi hanno soddisfatto mai abbastanza e un anno &nbsp;passato in palestra a curare il corpo l’ho trovato molto noioso e poco &nbsp;appagante ho detto perchè no?!</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">.. &nbsp;La scelta è ricaduta sull’Aikido per vari motivi. Primo è una &nbsp;disciplina. Secondo è la “via dell’armonia (e chi non ne ha un po’ &nbsp;bisogno) e dell’energia”. Terzo è una disciplina difensivista (anche &nbsp;potendo far male al tuo avversario lo scopo è neutralizzarlo).</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Il passo successivo alla scelta è stato venire a vedere di persona che tutto ciò di cui avevo letto mi colpisse davvero.</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Beh &nbsp;quando sono entrato nella palestra ed ho visto la serietà ed allo &nbsp;stesso tempo la naturalezza e la tranquillità negli occhi di tutti voi &nbsp;praticanti ho capito che quel qualcosina in più che cercavo forse &nbsp;l’avevo davvero trovato…</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff1">Matteo</span></em></div><div class="imTALeft"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/1bx2oa22m6r8fk4ecqu549iq2929612v"  width="450" height="298" /><em><br></em></div><div class="imTALeft"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">La prima volta è stata un silenziosa e pazzesca scoperta…che ancora continua… &nbsp;&nbsp;</span><span class="ff1">Il maestro non parlava molto con le parole, mostrava e faceva molto con il corpo… &nbsp;</span><span class="ff1">Ero l’unico nuovo…non capivo nulla…era difficile…ricordo sudore, fatica a comprendere , ascoltare “il mio corpo”, rigidità… &nbsp;</span><span class="ff1">dopo alcuni mesi volevo lasciare…. ma c’era ancora tanto da scoprire ed ho continuato… a “studiare” e praticare…</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Fare aikido è scoprire se stessi negli altri e gli altri in se stessi &nbsp;finchè la differenza tra se stessi e gli altri non esiste più e tutto è &nbsp;come il quadro ora appeso nel dojo…</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff1">Riccardo</span></em></div><div class="imTALeft"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Lavoravo come danzatore in &nbsp;un gruppo di contact improvvisation (danza ricerca). Nel 1982 Hosokawa &nbsp;Sensei &nbsp;per un periodo collaborò con il nostro gruppo trasmettendoci &nbsp;principi dell’arte che noi traducevamo in suggerimenti creativi per la &nbsp;danza. Nel 1985 conobbi e praticai per un anno con Sensei Martucci.</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Vicissitudini &nbsp;un pò negative mi allontnarono dall’Aikido fino al 1994 anno in cui &nbsp;ripresi con Sensei Martucci la pratica, il ’94 in un certo senso lo &nbsp;percepisco come l’anno di consacrazione alla disciplina. Sono passati 16 &nbsp;anni da allora.</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Chiedo scusa se &nbsp;queste righe possono sembrare un curriculum, in verità è solo un modo &nbsp;per sottolineare quanto in questi anni l’Aikido lentamente, sottilmente e &nbsp;intelligentemente, mi ha migliorato come individuo continuando &nbsp;tutt’oggi a forgiare, suggerire, ampliare, la crescita del mio essere.</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff1">Italo</span></em></div><div class="imTALeft"><em><br></em></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Ho iniziato con la &nbsp;consapevolezza di voler abbandonare vizi e schemi ormai consolidati, e &nbsp;per questo inutili o dannosi. Ho praticato karate per diversi anni; è &nbsp;stata un’esperienza molto costruttiva, piena di soddisfazioni, un po’ di &nbsp;dolori e tanto allenamento. ….Poi, per varie circostanze, sono cambiate &nbsp;un po’ di cose; la sicurezza che mi ha accompagnato per lungo tempo è &nbsp;venuta meno (il ki va nutrito con una sana pratica, che non si limita &nbsp;all’esecuzione di forme o schemi prestabiliti).</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">L’aikido &nbsp;mi aiuta a scoprirmi nell’intimo; capisco perfettamente che quest’arte &nbsp;lavora sull’esclusione, sulla pulizia, senza decori ed abbellimenti. &nbsp;Quindi, per lavorare bene, devo utilizzare quello che ho, cioè il corpo e &nbsp;la mente, meglio ancora il “corpomente”.</span></div><div class="imTALeft"><span class="ff1">Quando &nbsp;assaporo quegli istanti di cui parlavo prima mi accorgo che è il &nbsp;corpomente a vivere la pienezza. E’ magnifica la sensazione di aprirsi &nbsp;verso l’esterno (il compagno, la tecnica, l’espressione) per capire il &nbsp;proprio centro.</span></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff2">Alessandro</span></em></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff2"><br></span></em></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff3"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTALeft"><em><span class="ff2"><br></span></em></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 19:26:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/scintille_thumb.webp" length="11492" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?la-scintilla</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000001D</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ukemi]]></title>
			<author><![CDATA[R. Rosa]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=Riflessioni"><![CDATA[Riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/y41bhq3781a73358kk6f2s94a1q3c3vo"  width="540" height="360" /></div><div><br></div><div><span class="ff1">Personalmente trovo molto importante &nbsp;riflettere sui principi che si celano dietro le tecniche poichè la &nbsp;conoscenza del principio semplifica le cose e può liberamente ispirare &nbsp;la codifica .</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Conosciamo l' ukemi, caduta, come il mezzo attraverso il quale ci proteggiamo nel momento in cui riceviamo una tecnica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Oltre &nbsp;a proteggerci ukemi insegna a rialzarsi per trovare una nuova posizione &nbsp;da cui reagire (tecnicamente), oppure per fare “qualcosa di meglio” &nbsp;rispetto a ciò che già si è &nbsp;fatto e che ci ha portato a cadere …</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Imparare a cadere è un grande esercizio di umiltà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Generalmente, &nbsp;nella vita, &nbsp;il “cadere”, perdere una posizione “andando giù” , &nbsp;è cosa &nbsp;mal vista, fa star male, deprime, sconbussola, oppure potrebbe far &nbsp;ridere altri , è da “goffi”. Il &nbsp;peggio però è non riuscire a rimettersi &nbsp;in piedi ed affrontare l’accaduto….</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Cadere &nbsp;è facilissimo ma lo si considera poco, ed acccettare di cadere non è da &nbsp;tutti poichè crea un confronto diretto con sè stessi e il proprio Io, &nbsp;il proprio orgoglio…</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.aikidoryu.it/images/6w1bed67t3yirgl080nhs50t1iw8s206"  width="450" height="272" /><span class="ff1">Si può imparare ad accettare di cadere solo comprendendo , come in ogni cosa, il principio ed il senso di ciò che facciamo …</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Dal &nbsp;mio punto di vista il senso di ukemi è concedersi-cedendo, non per &nbsp;cortesia o regola, ma perchè è la cosa più giusta da fare per permettere &nbsp;di sfruttare un momento apparentemente “debole” (quello del &nbsp;disequilibrio, della caduta) per poi crearne uno nuovo possibilmente &nbsp;migliore. Per far ciò è necessario prestare attenzione alla sensazione &nbsp;del proprio corpo coinvolto nella relazione col tori scrutandone &nbsp;reazioni ed emozioni, cause ed effetti.Ecco quindi che ukemi diventa la &nbsp;tecnica della “nuova possibilità”……cadere non è perdere ma crearsi la &nbsp;possibilità di fare ancora..</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Interpretandola &nbsp;in questo modo, per me , la caduta è diventata una dolce ossessione e &nbsp;sono riuscito a passare dal “tronchetto rigido e pauroso” ad una sempre &nbsp;più piacevole morbida consapevolezza.</span></div><div class="imTAJustify"><em><br></em></div><div class="imTAJustify"><em><span class="ff1">Riccardo</span></em></div><div class="imTAJustify"><em><br></em></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.aikidoryu.it/images/002p7wld0eq53nnz17s88f2zcc99yk5l"  width="450" height="306" /></div><div class="imTAJustify"><em><br></em></div><div class="imTAJustify"><em><span class="ff1">L’ articolo seguente è tratto da “</span><strong><span class="cf1 ff1">Principi di Aikido</span></strong><span class="ff1">” di Mitsugi Saotome</span></em><br></div><div class="imTAJustify"><em><br></em></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">Ukemi &nbsp;è l’arte di essere uke, e la qualità della pratica di nage dipende da &nbsp;come uke ha imparato questa arte. Ukemi prevede la creazione di &nbsp;condizioni che rendono una tecnica appropriata, rispondendo &nbsp;correttamente ai movimenti di nage, e cadendo in modo opportuno. In &nbsp;breve, uke crea le condizioni che permettono a nage di imparare. Se uke &nbsp;non ha il senso degli effetti di una tecnica, o nessuna reattività ai &nbsp;movimenti di nage o è timoroso e impaurito nel cadere, nage non sarà in &nbsp;grado di studiare la tecnica in modo efficace.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1">In &nbsp;pratica, in ogni tecnica, i partner si alternano nei ruoli di uke e &nbsp;nage. Non si deve considerare il tempo speso &nbsp;nel ruolo di uke come un &nbsp;semplice tempo che separa dal turno di essere nage, ma come &nbsp;un’opportunità di apprendimento di importanza pari o superiore allo &nbsp;stesso tempo impiegato nel ruolo di nage.In realtà, coloro che eccellono &nbsp;nelle ukemi, molto probabilmente eccelleranno anche nelle tecniche, &nbsp;perché saranno in grado di assorbire la conoscenza attraverso i propri &nbsp;corpi sentendo come una tecnica sia eseguita correttamente, così come &nbsp;assorbire la conoscenza attraverso le loro menti. Sviluppare buone ukemi &nbsp;è il percorso più breve per acquisire abilità in Aikido.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff2"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 18:31:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/perspective_thumb.webp" length="58159" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?ukemi</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000001E</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[VI Dan a Martucci Sensei]]></title>
			<author><![CDATA[Admin]]></author>
			<category domain="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php?category=News"><![CDATA[News]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Napoli 13 febbraio 2010 - Durante lo stage di Napoli il &nbsp;Maestro Christian Tissier ha consegnato il VI Dan UISP-ADO a Roberto Martucci.<br>Da tutto il Dojo Aikido Kashin Roma le congratulazioni più sincere al nostro Roberto Sensei</span><br><br><img class="image-0" src="https://www.aikidoryu.it/images/2kf9vk7um3f8b85xmgsh5f6us20pp1rr"  width="425" height="330" /></div><div><br></div><div class="imTACenter"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><a href="https://www.aikidoryu.it/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.aikidoryu.it/blog/index.php', null, false)">Home Page Blog</a></span></b></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 21:44:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.aikidoryu.it/blog/files/_MG_0707_thumb.webp" length="33556" type="image/webp" />
			<link>https://www.aikidoryu.it/blog/?conferito-il-vi-dan-a-martucci-sensei</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.aikidoryu.it/blog/rss/00000002C</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>