Passiamo anni sul tatami a parlare di armonia, ascolto e gestione del conflitto. Poi entriamo nei social e qualcosa sembra cambiare. Giudizi, correzioni, verità dispensate a distanza. Ma se l’Aikido non riesce a seguirci fuori dal dojo, che cosa stiamo davvero praticando?
Può un movimento diventare bellezza? Può un corpo parlare senza parole, percepire, emozionare? E può l’opposizione trasformarsi in relazione? Una riflessione sull’Aikido come arte, poesia e possibilità di trasformare il conflitto.
In Italia rotolano e rimbalzano "troppi palloni" e sarebbe il tempo che le autorità sportive, comunali e scolastiche investissero sulla diffusione anche nelle scuole di sani principi morali e smettessero di promuovere solamente corsi ed iniziative improntati su agonismo, business, coppe e medaglie.
Ho visto alcune persone commentare che non c'è resistenza nell'Aikido, quindi ho pensato di aggiungere alcune osservazioni e riflessioni estemporanee.
Stiamo tornando, e abbiamo un compito molto importante... siamo in missione per conto di O Sensei !
Forse certe esperienze non finiscono mai davvero, restano dormienti per riaffiorare all'improvviso come se le stessimo vivendo di nuovo.
Tutta la mia mia vita ha percorso due binari paralleli: il cinema e l'aikido.
Due passioni, due arti, due "botteghe". Qualcuno ha detto "come avere moglie e amante", io la vedo invece come avere due mogli non gelose tra loro :)
Due passioni, due arti, due "botteghe". Qualcuno ha detto "come avere moglie e amante", io la vedo invece come avere due mogli non gelose tra loro :)
Una riflessione di Roberto Martucci, nata dalle parole di Endo Sensei, sul rapporto tra verità, consenso, autorevolezza e capacità di discernimento.
Una riflessione sul ruolo del Maestro nell'Aikido: non offrire semplicemente risposte, ma suscitare nell'allievo domande, curiosità e desiderio di ricerca.
Estratto di un articolo in cui l'autore, Gerald Lopez, riflette sull' (in)utilità dell'Aikido